7 naufragi entrati nella Storia

Zattere alla deriva, attacchi di capodogli, folli massacri, errori… 7 avventurose (e tragiche) storie di naufragi. Spoiler: non vi raccontiamo del Titanic, tanto sapete già (quasi) tutto.

1 - Essex, affondata da... Moby Dick. «La sua testa era mezza fuori dall’acqua e così venne verso di noi e colpì ancora la nave». È il racconto di Owen Chase, uno dei sopravvissuti della baleniera Essex, affondata da un capodoglio: la storia ha ispirato Herman Melville per Moby Dick (1851) ed è stata raccontata dal film "Heart of the Sea - Le origini di Moby Dick" di cui forse avete sentito parlare in questi giorni (nella foto).
Era partita da Nantucket (Usa) sull’Atlantico e aveva raggiunto il Pacifico. Il 20 novembre 1820, l’equipaggio stava cacciando capodogli inseguendoli sulle lance. Un grosso esemplare si scagliò contro la nave maestra, poi tornò alla carica: lo scafo, fracassato, si inabissò a oltre 3.000 km dal Sud America. [Continua...]

1 - Essex, affondata da... Moby Dick. Su 3 lance, i venti marinai andarono alla deriva, con scarsi viveri e acqua, e trovarono poco altro su un’isola, su cui si fermarono in 3. Delle lance, separate, una scomparve e i superstiti sulle altre due non ebbero scelta che mangiare i morti e anche uno sventurato estratto a sorte. Furono avvistati a più di 90 giorni dal naufragio, e vennero salvati anche i marinai sull’isola. In tutto, sopravvissero in 8.

2 - L'incendio dell'Austria. I naufragi hanno costellato la storia della navigazione. Potevano morire centinaia di persone nei disastri navali, scatenati a volte da incidenti a bordo, come quello della Austria, tra i peggiori dell’800. Sul vapore, partito dal porto tedesco di Amburgo per New York, scoppiò un incendio mentre per disinfettare si faceva fumo mettendo una catena incandescente nel catrame: la nave fu avvolta dalle fiamme e affondò il 13 settembre 1858 nell’Atlantico. Morirono circa 450 persone, poche decine furono salvate da altre navi. E, come purtroppo accade oggi coi barconi di migranti nel Mediterraneo, in mare morirono tanti emigranti.

3 - Il naufragio rapido della Vasa. Doveva essere l’orgoglio della flotta di Gustavo II Adolfo di Svezia. Portava il nome del casato reale: Vasa. Iniziò a veleggiare nelle acque di Stoccolma il 10 agosto del 1628, con 64 cannoni e ornata di centinaia di sculture… e colò a picco poco dopo. A concludere la brevissima storia di una tra le più potenti navi da guerra dell’epoca non furono cannoni nemici ma una doppia raffica di vento: all’inizio del viaggio inaugurale, dopo aver veleggiato per circa 1.300 m, alla prima folata ondeggiò e alla seconda si inclinò tanto che da un lato iniziò a entrare acqua dai portelloni dei cannoni scenograficamente aperti per la partenza. La nave fu inghiottita, con una trentina di persone. [Continua...]

3 - Il naufragio rapido della Vasa. Una tragedia annunciata? Nella costruzione, il re interferì: stabilì le dimensioni e ordinò molti cannoni, posti su due ponti. Il galeone, troppo pesante e alto sulla linea dell’acqua, risultò instabile, pur con la sua zavorra di pietre: nelle prove, effettuate facendo correre marinai sul ponte mentre era ormeggiato, già ondeggiava pericolosamente. Ma il re lo voleva presto in mare e nessuno osò contraddirlo: il Vasa partì, con problemi di stabilità. Lo sapeva anche il capitano Söfring Hansson, che sarebbe dovuto salpare coi portelloni chiusi. Lo scafo restò in acqua 333 anni, fino al 1961, quando fu ripescato: ora è esposto (vedi foto) in un museo a Stoccolma.

4 - La Méduse e la zattera dei disperati. Théodore Géricault ne immortalò la storia dipingendo La zattera della Medusa, carica di naufraghi. Non si discosta molto dalla tragedia che accadde nel 1816.
Il 2 luglio la fregata francese Méduse stava navigando verso il Senegal quando si incagliò su un banco di sabbia al largo della Mauritania, per incompetenza del comandante, Hugues Duroy de Chaumareys. Imbarcò i passeggeri più importanti sulle scialuppe, ammassando circa 150 naufraghi su una zattera di circa 20 m per 7, che si ritrovò alla deriva e con pochi viveri. I naufraghi iniziarono a lottare per stare al centro, o caddero in acqua: già la prima notte si contarono decine di annegamenti. Poi, i disperati si abbandonarono alla violenza; i più deboli furono sopraffatti e si arrivò al cannibalismo. Dopo 2 settimane furono raccolti da una nave: erano rimasti una quindicina.

5 - Cap Arcona, il transatlantico dei deportati. Ai naufragi per tempeste, collisioni o errori, si aggiungono i molti affondamenti in guerra: uno di questi è particolarmente tragico. È la storia dell’ex transatlantico di lusso Cap Arcona, che viaggiava tra Germania e Sud America: era considerata una delle più belle navi dell’epoca, ma fu requisita nella Seconda guerra mondiale dalla Marina tedesca. Nel 1945, la nave venne stipata di prigionieri dai campi di concentramento, svuotati davanti all’avanzata delle forze alleate. [Continua...]

5 - Cap Arcona, il transatlantico dei deportati. I prigionieri dal lager di Neuengamme furono destinati alla Cap Arcona, che imbarcò circa 4.500 prigionieri russi, polacchi ed ebrei di molte nazionalità. Furono rinchiusi senza acqua né cibo e la nave aveva a bordo poco carburante: questo fece in seguito pensare che il piano fosse quello di affondarla coi deportati a bordo. Il 3 maggio (5 giorni prima della resa della Germania), la nave era nella baia di Lubecca, nel nord della Germania: venne bombardata dagli aerei della Royal Air Force e affondò coi prigionieri rinchiusi nella nave, trattenuti fino all’ultimo sotto coperta dalle guardie. Quelli che riuscirono a raggiungere le spiagge furono assassinati dalle SS; i superstiti furono poco più di 300. Quando il relitto fu smembrato, nel 1950, i corpi erano ancora nella nave. E per anni le acque continuarono a restituire resti che finivano sulle spiagge della zona.

6 - L'affondamento della SS Central America (e della Borsa). Fu chiamata “la nave dell’oro” e il suo naufragio contribuì a scatenare un’ondata di… panico economico. La SS Central America era partita il 3 settembre 1857 da Colón, Panama, diretta a New York: a bordo più di 3 tonnellate d’oro, tra cui lingotti e 5.200 monete d'oro da venti dollari.
Ma la nave si ritrovò nel mezzo di un uragano. L’acqua entrava dalle falle, le macchine si fermarono, le pompe cessarono di funzionare e restò in balia delle onde. Furono avvistate delle navi e quindi calate le scialuppe che portarono in salvo soprattutto donne e bambini. Poi la nave colò a picco. Morirono 425 persone. E non solo. La perdita di quel grande quantitativo d’oro, che sarebbe dovuto arrivare alle banche, contribuì all’agitazione e alla grave crisi economica passata alla storia come il “Panico del 1857”, che si scatenò negli USA con fallimenti di banche e società e crolli in Borsa.

7 - Il terrore della Batavia. Un viaggio inaugurale con piano per ammutinamento, naufragio, massacro. Accadde alla Batavia, salpata a fine ottobre del 1628 dai Pae­si Bassi per Giacarta carica di denaro e merci preziose. A bordo, più di 300 persone, col capitano François Pelsaert, l’ufficiale Adriaen Jacobsz e Jeronimus Cornelisz, che curava gli aspetti commerciali. Piano. Cornelisz coinvolse Jacobsz in un piano per impossessarsi della nave. Ma prima dell’azione, il 4 giugno 1629 la nave colpì la barriera alle isole Houtman Abrolhos, al largo dell’Australia. I passeggeri raggiunsero le isolette inesplorate. Pelsaert e Jacobsz partirono su barche, Cornelisz rimase e assunse il controllo: divise i superstiti sulle isole e impose un “regno del terrore”, massacrando coi suoi seguaci circa 120 naufraghi, tra cui donne e bambini. Solo un gruppo di uomini si armò e si oppose. A settembre Pelsaert riuscì a fare ritorno: Cornelisz e i suoi finirono impiccati.

1 - Essex, affondata da... Moby Dick. «La sua testa era mezza fuori dall’acqua e così venne verso di noi e colpì ancora la nave». È il racconto di Owen Chase, uno dei sopravvissuti della baleniera Essex, affondata da un capodoglio: la storia ha ispirato Herman Melville per Moby Dick (1851) ed è stata raccontata dal film "Heart of the Sea - Le origini di Moby Dick" di cui forse avete sentito parlare in questi giorni (nella foto).
Era partita da Nantucket (Usa) sull’Atlantico e aveva raggiunto il Pacifico. Il 20 novembre 1820, l’equipaggio stava cacciando capodogli inseguendoli sulle lance. Un grosso esemplare si scagliò contro la nave maestra, poi tornò alla carica: lo scafo, fracassato, si inabissò a oltre 3.000 km dal Sud America. [Continua...]