Indovina l'oggetto misterioso: le soluzioni

Dieci oggetti misteriosi da esaminare con cura: a cosa potevano mai servire gli strani utensili conservati presso due importanti istituzioni londinesi, la Wellcome Library e il Science Museum? Dopo esservi lanciati nelle ipotesi più strampalate, non vi resta che sfogliare questa fotogallery. E scoprire le soluzioni!

UNA VITA PER LA MEDICINA
Sir Henry Wellcome (1853-1936) un impresario farmaceutico di origine statunitense, fu tra i più assidui collezionisti di strumenti medici del passato. Alla sua morte lasciò circa 125 mila reperti chirurgici e non solo, parte dei quali sono oggi conservati presso la Collezione Medicine Man della Wellcome Library e il Science Museum di Londra. A Sir Wellcome appartenevano tutti gli utensili mostrati in questa fotogallery.
Un inalatore anestetico utilizzato in Gran Bretagna alla fine del 1800. Secondo la tradizione a "scoprire" l'anestesia sarebbe stato il dentista americano Horace Wells.
Nel 1844 passeggiando per una fiera di provincia, Wells vide un saltimbanco che faceva inalare protossido di azoto a uno spettatore. Accortosi che l'uomo intontito dal gas, sembrava diventato "insensibile" al dolore, Wells provò a usare la sostanza come anestetico durante un'estrazione dentaria, ma senza successo. La prima operazione davvero "indolore" fu eseguita nel 1846 dal suo collega William Green Morton, che anestetizzò un paziente con i vapori dell'etere.


Testi e ricerca fotografica: Elisabetta Intini
Foto: © Science Museum, London


Prima dell'avvento della chirurgia estetica (qui siamo in Inghilterra all'inizio del '900), le orecchie "a sventola" si correggevano così. Per i pediatri dell'epoca questa cuffietta, fatta indossare ai bambini durante il sonno, poteva addirittura prevenire un eventuale effetto "Dumbo". In realtà sostengono gli esperti, con le orecchie a sventola si nasce: la loro forma prominente dipende infatti da una lieve malformazione della cartilagine, che rimane dritta e piatta anziché adattarsi alla curvatura della nuca.

Foto: © Science Museum, London

Tenere la bocca dei pazienti aperta durante le estrazioni dentarie - specie in tempi in cui l'anestesia era ancora un "optional" -  costituiva una sfida continua per chirurghi e dentisti. I medici inglesi del 1500 risolsero il problema con questo dilatatore per bocca, che più che un utensile operatorio, sembra uno strumento di tortura...

Foto: © Science Museum, London

Queste zampe di talpa (Talpa europaea) furono rinvenute in Inghilterra all'inizio del '900. Usate come amuleti, erano ritenute in possesso di proprietà curative: si pensava alleviassero crampi muscolari e mal di denti.

Foto © Science Museum, London

Uno strumento per la misurazione della vista chiamato optometro (Inghilterra, fine dell' '800). Munito di 38 lenti rotanti di diversa gradazione, serviva a stabilire il tipo di lente corretta da prescrivere ai pazienti.

Foto: © Wellcome Library, London

Un'armatura medievale? Un rudimentale prototipo di robot? Niente di tutto ciò. Quello che vedete è un manichino articolato risalente all'Italia del 1600. Era utilizzato per illustrare la disposizione delle ossa nel corpo umano durante le lezioni di anatomia.

Foto: © Science Museum, London

Visti così sembrerebbero due pezzi di un servizio da tavola in vetro di Murano. Meglio non bere da questi bicchieri però: venivano usati nell'Inghilterra dell' '800 come contenitori per il lavaggio degli occhi. In caso di congiuntivite per esempio, si versava dell'acqua calda o un altro tipo di liquido al loro interno. Dopo di che il paziente li appoggiava sull'occhio e ribaltava la testa: il risciacquo era assicurato.

Foto: © Science Museum, London

Per i nobili un po' duri d'orecchio dell'Inghilterra vittoriana, questo elegante cornetto acustico rivestito di seta nera era manna dal cielo. L'estremità più ampia raccoglieva e incanalava il suono, che arrivava così all'orecchio con un effetto "amplificato".

Foto: © Wellcome Library, London

Grazie a questi rudimentali proteggi-capezzolo (realizzati di volta in volta in vetro, argento, stagno o avorio) le mamme inglesi del tardo Ottocento potevano allattare anche con il seno ferito o dolorante. Il bebè si attaccava direttamente al dispositivo e il latte fuoriusciva dai piccoli fori situati in superficie.

Foto: © Wellcome Library, London

Non lasciatevi ingannare dall'aspetto raffinato. Quello che vedete è un irrigatore intestinale del 1800, usato per risolvere i problemi di stitichezza. Il paziente si sdraiava su un fianco e a un inserviente toccava l'infelice compito di somministrargli l'acqua calda attraverso una cannula.

Foto: © Science Museum, London

Dieci oggetti misteriosi da esaminare con cura: a cosa potevano mai servire gli strani utensili conservati presso due importanti istituzioni londinesi, la Wellcome Library e il Science Museum? Dopo esservi lanciati nelle ipotesi più strampalate, non vi resta che sfogliare questa fotogallery. E scoprire le soluzioni!

UNA VITA PER LA MEDICINA
Sir Henry Wellcome (1853-1936) un impresario farmaceutico di origine statunitense, fu tra i più assidui collezionisti di strumenti medici del passato. Alla sua morte lasciò circa 125 mila reperti chirurgici e non solo, parte dei quali sono oggi conservati presso la Collezione Medicine Man della Wellcome Library e il Science Museum di Londra. A Sir Wellcome appartenevano tutti gli utensili mostrati in questa fotogallery.
Un inalatore anestetico utilizzato in Gran Bretagna alla fine del 1800. Secondo la tradizione a "scoprire" l'anestesia sarebbe stato il dentista americano Horace Wells.
Nel 1844 passeggiando per una fiera di provincia, Wells vide un saltimbanco che faceva inalare protossido di azoto a uno spettatore. Accortosi che l'uomo intontito dal gas, sembrava diventato "insensibile" al dolore, Wells provò a usare la sostanza come anestetico durante un'estrazione dentaria, ma senza successo. La prima operazione davvero "indolore" fu eseguita nel 1846 dal suo collega William Green Morton, che anestetizzò un paziente con i vapori dell'etere.


Testi e ricerca fotografica: Elisabetta Intini
Foto: © Science Museum, London