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Le impronte della storia

Duemila preghiere al giorno, per 20 anni, sempre nello stesso angolino, hanno "scavato" nel parquet orme profonde tre centimetri. 

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Le impronte dei piedi del monaco tibetano Hua Chi, sul parquet di un monastero di Tongren in Cina. |

Chissà se Hua Chi, monaco tibetano settantenne, lascerà la sua impronta nella storia. Per ora ne ha lasciate due sul pavimento di un monastero di Tongren in Cina. Duemila preghiere al giorno, per 20 anni, sempre nello stesso angolino, hanno "scavato" nel parquet orme profonde tre centimetri.

 


Un po’ meno devoti probabilmente, i proprietari di alcune impronte fossili rinvenute vicino a Ileret in Kenya. I "passetti" preistorici per quanto antichi - risalenti a un milione e mezzo di anni fa - sono tra i più "moderni" che si conoscano, perché appartenuti all’Homo erectus, il predecessore del nostro più immediato antenato, l’Homo sapiens.

 


Molto più umane di quelle ritrovate qualche tempo fa in Tanzania, appartenute al più "scimmiesco" Australopithecus afarensis, ominide africano vissuto tre milioni e mezzo di anni fa.
Guarda come si è evoluto il nostro piede.

 

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25 marzo 2009 | Elisabetta Intini