1882-2019: il 3° Reggimento Alpini nella Storia

Dalla nascita per la difesa dei confini nazionali, alle missioni internazionali, al soccorso alpino militare: una selezione dalle pagine di Focus Storia Wars dedicate a questa unità di élite dell'Esercito Italiano.

Un moderno reggimento alpini è pronto a ogni evenienza, dalle missioni militari vere e proprie all'impegno strenuo in operazioni di soccorso, in occasione di calamità naturali, in Italia e nel mondo: così sono i reparti d'élite dell'Esercito Italiano oggi. Il 3° Reggimento Alpini è un'unità prestigiosa, più volte protagonista nella Storia, dalla Grande Guerra all'Iraq di oggi, dalla lotta agli austriaci alle missioni contro l'Isis. Foto: addestramento in quota.

Il Corpo degli Alpini nasce a Napoli il 15 ottobre 1872, con la costituzione delle prime quindici compagnie, con il Decreto Reale del Ministro della Guerra, Ricotti Magnani. L'Arma nasce perché si voleva affidare la difesa del confine alpino nazionale a reparti di soldati nati in montagna, abituati al clima rigido e alle intemperie, alla fatica degli spostamenti in quota, alle insidie del terreno, e dunque certamente più temprati e motivati a difendere le proprie valli e le proprie famiglie. Uomini che prima ancora di essere soldati dovevano essere alpinisti. Foto: addestramento in quota.

Il primo novembre 1882 a Fossano, in provincia di Cuneo, viene costituito il 3° Reggimento, che, con i battaglioni Fenestrelle e Susa, prende parte nel 1912 alla Campagna di Libia inquadrato nel Reggimento Alpini Speciale del colonnello Cantore. L'unità riceve il battesimo del fuoco nella battaglia di Assaba, il 23 marzo 1913. Foto: le attività nell'ambito del corso Operatori squadra soccorso alpino militare, nel Centro addestramento Alpini di Aosta.

«Giù il cappello davanti agli Alpini, questo è stato un colpo da maestro!», così commentava Alice Schalek (la prima donna corrispondente da un fronte nella storia del giornalismo) l'impresa a cui è rimasto legato per sempre il nome del 3° Reggimento Alpini: la presa del Monte Nero il 16 giugno del 1915, una data che ancora oggi si celebra con la festa del reparto.
 
Alle 4:45 di quel giorno, dopo aspri combattimenti alla baionetta, l'84ª compagnia del Battaglione Exilles, comandata dal capitano Arbarello, travolge ogni resistenza sul versante meridionale e issa il tricolore sulla vetta. Sull'altro versante della montagna è impegnato il Battaglione Susa, con la 35ª Compagnia, che attraversa un nevaio per aggirare gli austriaci, riuscendo a catturare un intero battaglione nemico. Foto: soccorso in quota, addestramento.

Quella del Monte Nero resta un'impresa alpinistica, oltre che una battaglia memorabile: fulminea e coraggiosa, l'ascesa del Krn - così si chiama oggi la montagna delle Alpi Giulie, in territorio sloveno - porta alla conquista di una cima considerata inespugnabile per il suo profilo e per le difese che la guarniscono. Si tratta del primo successo italiano nel conflitto, la battaglia iniziale di una lunga serie di scontri cruenti - condotti oltre i 2.000 metri di quota, in condizioni ambientali e climatiche incredibilmente avverse - che passano alla Storia come la Guerra Bianca. Il 3° Alpini paga il tributo di sangue più alto tra tutti i reggimenti dell'Esercito, con quasi 17.000 tra morti e feriti. Foto: addestramento in quota.

L'Esercito Italiano pone particolare rilievo nella formazione del combattente alpino e prevede un addestramento complesso, articolato in tre componenti principali: tecnica (alpinistica e sciistica), sicurezza (soccorso alpino militare, assistenti di pista, servizio Meteomont) e tattica (Mountain Warfare, che consente di perfezionare le capacità di combattimento in montagna e il superamento di ostacoli in ambiente ostile). Trovano inoltre ampio spazio anche il potenziamento e il perfezionamento di capacità più specialistiche, come l'addestramento dei tiratori scelti - svolto dal 3° Reggimento all'interno del poligono di alta montagna di Pian dell'Alpe - e l'arrampicata in vetta di reparto. Foto: addestramento al tiro di precisione nell'ambito del corso di Mountain Warfare, la guerra in montagna.

Gli Alpini sono pronti a intervenire anche in complesse operazioni di soccorso, in caso di disastri naturali, ovunque sul territorio italiano. Queste capacità sono state duramente messe alla prova in occasione della tragedia di Rigopiano, nel gennaio del 2017, quando una squadra soccorso del 3° Reggimento è stata imbarcata su un elicottero CH-47 per raggiungere in Abruzzo l'area di crisi, contribuendo al salvataggio dei superstiti rimasti intrappolati nella struttura alberghiera sommersa dalla neve. I team del soccorso alpino, formati e preparati per operare in supporto di unità militari in alta montagna, possono insomma tempestivamente portare assistenza dove serve. Foto: addestramento in quota.

Il 3° Reggimento Alpini, che vi raccontiamo nell'articolo di Gianluca Bonci e Gastone Breccia su Focus Storia Wars 32 (in edicola dal 9 febbraio 2019), nel 2017 è stato protagonista della cronaca estera per una missione delicatissima: fronteggiare la minaccia dell'Isis prendendo parte alla protezione della diga di Mosul e dei nostri connazionali della ditta Trevi, che lavorano alla manutenzione dell'importante infrastruttura irachena.

Un moderno reggimento alpini è pronto a ogni evenienza, dalle missioni militari vere e proprie all'impegno strenuo in operazioni di soccorso, in occasione di calamità naturali, in Italia e nel mondo: così sono i reparti d'élite dell'Esercito Italiano oggi. Il 3° Reggimento Alpini è un'unità prestigiosa, più volte protagonista nella Storia, dalla Grande Guerra all'Iraq di oggi, dalla lotta agli austriaci alle missioni contro l'Isis. Foto: addestramento in quota.
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