10 cose da sapere su Stonehenge

Cimitero, calendario astronomico, titanica impresa costruttiva: il sito archeologico più famoso d'Inghilterra nasconde ancora misteri e domande irrisolte. Alcuni fatti curiosi che lo riguardano.
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Simbolo di potere ed eternità; icona della storia inglese, e sito archeologico in grado di regalare continue sorprese (l'ultima in ordine di tempo - che riguarda un altro vasto e vicino sito neolitico sepolto - è di qualche giorno fa). Tra le megacostruzioni del passato, Stonehenge è tra quelle più ricche di fascino. Ecco alcuni dei suoi aspetti più curiosi e ancora irrisolti.

Merlino. Lo storico britannico medievale Goffredo di Monmouth riporta la leggenda secondo cui a erigere Stonehenge fu il mago di Re Artù, Merlino, che avrebbe trasportato i megaliti con un sortilegio. In seguito, la costruzione del sito fu attribuita ai Romani e al culto pagano dei Druidi (ma i sacerdoti celti praticavano i loro riti nelle foreste, e non tra strutture di pietra). L'ipotesi più credibile è che la costruzione sia stata iniziata nel tardo Neolitico (nel 3000 a.C.) e poi continuata dagli abitanti preistorici delle isole britanniche.

600. Il numero di uomini che dovevano servire, secondo i calcoli attuali, a issare le gigantesche pietre di arenaria che costituiscono il cerchio più esterno (le sarsen stones, provenienti da una trentina di km dalla Piana di Salisbury) sulle slitte di legno usate per trascinarle. Per metterle in piedi si facevano scivolare nei buchi con un sistema di leve, e si tiravano poi verso l'alto con delle funi. Ciascuna di esse pesava circa 50 tonnellate, quanto 10 elefanti.

14 anni. Il tempo che sarebbe occorso per trasportare invece le bluestones, le pietre che costituivano il cerchio più interno del sito, dalla cava da cui provengono (che secondo le teorie più accreditate si trova tra le Prescelly Mountains, in Galles, nella foto) fino al sito. La distanza di circa 200 km veniva coperta sfruttando le vie d'acqua che giungono fino a 3 km dal sito. Moderne simulazioni hanno mostrato che solo per muovere di 40 metri uno di questi megaliti dai riflessi bluastri occorrevano 170 uomini e una giornata di lavoro.

Scopo. Un antico sito di caccia, una celebrazione di pace e unità, un memoriale per commemorare un eccidio di Britanni, un tempio druidico, un osservatorio astronomico: le teorie sulla destinazione d'uso del sito si sprecano. La più plausibile è quella che lo ritiene un centro cerimoniale, forse un tempio dedicato al culto del Sole impiegato anche come calendario. I 30 triliti (le strutture composte da due pietre verticali più una disposta ad architrave) rappresenterebbero i giorni del mese. Nel solstizio d'estate, un raggio di Sole attraversava un trilite e cadeva sull'altare centrale: quel "segno" celeste permetteva di individuare il passaggio delle stagioni.

Eclissi. Di certo il grande sforzo costruttivo che richiese fa pensare che avesse uno scopo ben preciso. Alcuni si sono spinti a ipotizzare che servisse a predire le eclissi di Sole e di Luna. Per l'astronomo tedesco Klaus Meisenheimer, del Max Planck Institute di Heidelberg, il calcolo degli eventi astronomici doveva avvenire come una specie di gioco dell'oca, in cui le buche più esterne rappresentavano il moto apparente del Sole; i due cerchi interni, l'orbita lunare; e 4 pedine, il Sole, la Luna e i due nodi lunari (i punti in cui l'orbita lunare interseca quella terrestre).

Cimitero. Un altro possibile uso del sito rimane quello sepolcrale. In base alle analisi al radiocarbonio condotte dagli archeologi dell'Università di Sheffield su resti umani cremati trovati a Stonehenge negli anni '50, il sito servì da cimitero per una ristretta e selezionatissima élite di potere a partire dal primo periodo costruttivo, poco dopo il 3000 a.C., fino almeno alla posa dei monoliti più grossi (le sarsen stones), 2500 anni prima di Cristo.

Spostate. Secondo l'English Heritage, un'istituzione che preserva siti e monumenti storici inglesi, pochissime delle attuali pietre di Stonehenge si trovano nella posizione in cui furono originariamente erette, 4-5 mila anni fa. I lavori di ristrutturazione del sito iniziati nell'Ottocento e terminati negli anni '70 del Novecento avrebbero infatti cambiato sensibilmente la configurazione del luogo. Per esempio, gli ingegneri vittoriani rimisero in piedi molte delle pietre che trovarono cadute.

Villaggio. A 3 km da Stonehenge è stato rinvenuto un assembramento di 25 piccole case, risalenti al 2600 a.C.: un villaggio neolitico vero e proprio, completo di pezzi di arredamento, cocci e resti animali trovati tra i reperti. Chi lo abitava? Secondo gli storici, le stesse persone che costruirono il sito: una sorta di villaggio operaio allestito appena fuori dal cantiere.

Gemelli. Nel mondo - ma anche molto vicino a Stonehenge - esistono altri cerchi megalitici affini a quello di Salisbury. A Goseck, in Germania, si trova un sito circolare simile (forse il più antico osservatorio astronomico d'Europa) datato intorno al 4900 a.C.. In Scozia, sulle isole Orcadi, si trova il cosiddetto Cerchio di Brodgar (nella foto), più o meno contemporaneo a Stonehenge, con un diametro di 104 m. Anche in Sardegna sono presenti strutture megalitiche imponenti, come quella di Li Muri ad Arzachena o quello di Pranu Muttedu a Goni.

Copie. A Maryhill, Washington, esiste una replica in scala reale di Stonehenge (nella foto) che non ha l'aspetto attuale del sito, ma quello che avrebbe dovuto avere in origine (ne ricalca anche gli allineamenti astronomici). Nel 1987 l'artista americano Jim Reinders ha invece realizzato ad Alliance, nel Nebraska, la più originale reinterpretazione del sito, usando, come megaliti, 38 carcasse di Cadillac del 1962.

Simbolo di potere ed eternità; icona della storia inglese, e sito archeologico in grado di regalare continue sorprese (l'ultima in ordine di tempo - che riguarda un altro vasto e vicino sito neolitico sepolto - è di qualche giorno fa). Tra le megacostruzioni del passato, Stonehenge è tra quelle più ricche di fascino. Ecco alcuni dei suoi aspetti più curiosi e ancora irrisolti.