Cultura

10 cose che (forse) non sai sull'omicidio Kennedy

Il 22 novembre 1963 veniva ucciso a Dallas il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy. Ecco la ricostruzione di quel giorno. E non solo.

Il 22 novembre 1963 il presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy venne ucciso da Lee Harvey Oswald, mentre si trovava a bordo di una vettura scoperta con la moglie Jaqueline, durante una visita a Dallas. Kennedy aveva 46 anni e sul suo omicidio, nonostante il lavoro di diverse commissioni presidenziali, sussistono ancora molte ombre. Ed è forse anche per questo che molti storici considerano il 22 novembre del 1963 il giorno in cui l'America perse la sua innocenza. Ma cosa sappiamo davvero dell'omicidio Kennedy e cosa potrebbe ancora sorprenderci a mezzo secolo di distanza? Ecco 10 aspetti da tenere in considerazione.

1 - omicidi presidenziali. Quello di Kennedy non è stato il primo omicidio presidenziale nella storia degli Stati Uniti, ma il quarto in meno di duecento anni di storia nazionale. Prima di lui erano stati assassinati Abraham Lincoln, James Garfield e William McKinley.

2. Tre colpi o quattro? Oswald avrebbe sparato tre colpi in un tempo record: 6,75 secondi. Troppo rapido secondo quelli che non hanno mai creduto alla ricostruzione dell'omicidio da parte della Commissione Warren, incaricata di fare luce su quanto accadde a Dallas. Ma un documentario del canale tv CBS ha dimostrato che invece è un tempo più che ragionevole per un tiratore scelto: mettendone alla prova 11, gli esperti hanno cronometrato un tempo medio di 5,6 secondi per sparare tre colpi. Ma alcuni testimoni asseriscono di aver udito anche un quarto colpo, che sarebbe stato sparato da una collinetta adiacente. Non vi sarebbero però riscontri evidenti. L'arma utilizzata da Oswald era il moschetto Carcano, usato per molti anni dalle nostre forze armate Conosciuto come 91/38, è un fucile a ripetizione progettato nel 1891 da Salvatore Carcano per l'esercito di Torino. L'esemplare di Oswald era stato fabbricato a Terni nel 1940.

3. il Video. Non solo nel 1963 non esisteva Youtube, ma neppure i suoi creatori erano nati. Dunque Abraham Zapruder, il videoamatore che riprese l'omicidio con la sua telecamera amatoriale, è un precursore a tutti gli effetti. Il video fu in seguito acquistato dalla rivista Life per 150 mila dollari. Ma venne trasmesso in tv solo 12 anni dopo l'omicidio dall rete ABC. Poi il film è stato requisito dal governo, per diventare patrimonio di tutti gli americani, e la famiglia Zapruder ha ottenuto una compensazione di 16 milioni di dollari.


4. La parola agli storici. Scrive il quotidiano americano The Atlantic che dal 2000 ad oggi 5 autorevoli storici americani che insegnano all'Università hanno pubblicato libri con le ricostruzioni dell'omicidio Kennedy. Strano a dirsi, ma ben quattro di loro credono che Kennedy sia stato vittima di un complotto e che Oswald non abbia agito da solo. Gerald McKnight dell'Hood College ritiene addirittura che l'omicidio potrebbe essere avvenuto col coinvolgimento di alcuni ufficiali dell'intelligence americana. E altri due colleghi, David Kaiser del Naval War College e Michael Kurtz della Southeastern Louisiana University, concordano che a manovrare i fili di tutta la vicenda sia stata la CIA.

5. Segreti di stato. Sia la commissione Warren che la famiglia Kennedy optarono per il segreto di stato sui documenti riguardanti l'omicidio. Una scelta boomerang, perché non ha fatto che rafforzare le ipotesi degli scettici. In realtà nel corso degli anni sono stati desecretati più del 90% dei documenti (soprattutto in seguito al film JFK di Oliver Stone). 

6. I files della CIA. In una dichiarazione giurata, Delores Nelson, chief information officer della CIA, aveva rivelato che l'Agenzia dispone di circa 1.100 documenti sull'assassinio da tenere sotto silenzio fino al 26 ottobre 2017. "Nessuno di tali documenti è stato mai visto da parte del Congresso degli Stati Uniti", scrive Jefferson Morley, giornalista del Washingon Post ed esperto di servizi segreti.

7. Coincidenze. In macchina con Kennedy e la first lady, quel giorno a Dallas c'era il Governatore del Texas John Connally. Un nome che curiosamente comparirà nei verbali delle varie inchieste italiane sulla Loggia Massonica P2: Connally, fervente anticomunista, in seguito ministro del tesoro sotto Nixon, era infatti amico e sodale del venerabile Licio Gelli. Come ha scritto l'ex giudice Ferdinando Imposimato nel libro La repubblica delle stragi impunite: "È sorprendente, ma nelle storie tragiche di Kennedy e Moro si ritrovano gli stessi personaggi, legati alla mafia e alla massoneria, come il governatore del Texas, John Connally, e il suo braccio destro Philip Guarino".

8. Sondaggi. All'indomani dell'omicidio nel 1963, il 52% degli americani credeva che Kennedy fosse vittima di una cospirazione. Nel 1976, dopo la guerra del Vietnam e il Watergate, la teoria del complotto convinceva ben l'81% degli americani. La cifra si è leggermente ridotta nel 2003, in piena era Bush, quando intervistati, tre americani su quattro si sono detti convinti che la verità sull'omicidio Kennedy sia ben diversa dalla versione ufficiale.

9. La finestra in vendita. La finestra del deposito di libri della Texas School di Dallas da cui Oswald sparò a Kennedy è stata prima smontata e poi messa in vendita su eBay, dove un misterioso acquirente si era offerto di acquistarla per 3 milioni di dollari (ma poi si è scoperto che era un bluff).

10. L'abito di Jackie. L'abito indossato da Jackie il giorno dell'omicidio fu prelevato dagli investigatori e messo al sicuro nell'archivio nazionale, dove si trova ancora oggi… senza mai essere stato lavato.

12 novembre 2020 Eugenio Spagnuolo
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