Mistero

Risolto il mistero delle incisioni su una mano di bronzo di 2.000 anni fa?

L'iscrizione sulla lastra di bronzo a forma di mano scoperta in Spagna è forse la più antica testimonianza di un alfabeto che condivide le sue radici con la lingua basca moderna. 

Un gruppo di archeologi ha portato alla luce nel nord della Spagna una mano di bronzo, che sembra risalire a circa 2.000 anni fa. Su un lato compaiono quattro linee di strani simboli incisi lungo il palmo. Le analisi fanno ipotizzare che quell'epigrafe fosse correlata con antiche lingue paleoispaniche (lingue dei popoli preromani della penisola iberica) e potrebbe aver fatto parte del linguaggio che ha poi dato origine al basco della Spagna moderna. È noto che all'epoca in cui sarebbe stata realizzata la mano, l'area era popolata dalla tribù preromana dei Vascones o Vasconi, la quale ha lasciato poco o nulla di scritto. Questo ha fatto pensare che quel gruppo di persone fosse pre-alfabetizzato, ma il ritrovamento di questa mano dimostrerebbe che le cose non stavano così.

Usato lo "sgraffito". Nell'articolo pubblicato su Antiquity, si legge: "Un'analisi linguistica dettagliata suggerisce che la scrittura presente sulla mano rappresenta un sottosistema grafico del paleoispanico che condivide le sue radici con la moderna lingua basca e costituisce il primo esempio di epigrafia vasconica". Questa scritta è stata incisa utilizzando la tecnica dello "sgraffito" per creare le linee e le lettere, seguita poi da punti punzonati più grandi. Lo sgraffito, utilizzato nella pittura, nella ceramica e nel vetro consiste nello stendere una superficie preliminare di un determinato colore, ricoprirlo con un altro e quindi grattare lo strato superficiale in modo tale che il disegno o la scritta emerga dal colore inferiore. Non è chiaro quali strumenti siano stati utilizzati, ma i ricercatori pensano che le persone si servirono di uno strumento di ferro affilato, come ad esempio, un bulino. 

Un oggetto magico. Come detto sopra le analisi della scritta dicono che vi sono paralleli interessanti con il basco moderno ma che, in ogni caso, la lingua utilizzata sia un "sottoinsieme distinto". Un esempio di questo collegamento sta nella prima parola che si legge: sorioneku. In basco il termine zorioneko significa "buona fortuna". Continuano gli archeologi: "Il testo iscritto sulla mano, trovato all'ingresso di un edificio domestico, potrebbe essere stato come apotropaico (ossia uno strumento di magia protettiva intesa a respingere influenze malvagie), un segno di buona fortuna". Va ricordato che altre mani sono state scoperte nelle aree vasconiche e iberiche in generale, ma nessuna con una simile scrittura. 

Scribacchini più che artisti. Stando ai ricercatori le differenze nelle dimensioni delle lettere incise non fu voluta, ma starebbe ad indicare un approccio alla scrittura piuttosto superficiale e negligente.

Certo è che poiché il bronzo è un materiale comune nell'area in cui è stata rinvenuta la mano e per questo i ricercatori pensano che potrebbe essere stata realizzata nel sito in cui è stata rinvenuta. La ricerca sulla cosiddetta la "mano di Irulegi" (il monte Irulegi è il sito in cui è stata trovata) continua e quando la scritta sarà completamente decifrata, sicuramente potrà raccontare qualcosa in più  circa la scrittura dei Vasconi.  

23 febbraio 2024 Luigi Bignami
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