Mistero

Alcune pietre di Stonehenge erano già lì prima dell'arrivo dell'uomo

Alcuni dei megaliti di Stonehenge erano probabilmente già in quel luogo e casualmente allineati con il Sole al solstizio d'estate.

È facile spiegare perché anche solo la parola “Stonehenge” sia così carica di emozioni: è uno dei siti archeologici più antichi e misteriosi dell’umanità, misterioso nonostante le tante scoperte degli ultimi anni, sia per le affascinanti ipotesi che si sono fatte sul suo scopo, sia per i pesanti megaliti - che l’ipotesi corrente vuole siano stati trasportati da circa 30 chilometri di distanza con "tecnologie" di 5.000 anni fa. Adesso, però, uno studio pubblicato con un'edizione speciale di British Archaeology potrebbe mandare in fumo proprio le più consolidate ipotesi sui megaliti.

L’Archeologo Mike Pitts, che fino al 2008 è stato direttore dei lavori di Stonehenge, ha dimostrato che due dei più grandi sarsen, così sono chiamate le gigantesche pietre del cerchio più esterno della struttura, erano lì da milioni di anni, perciò ben prima che arrivassero gli uomini.

Fu il casuale allineamento con il Sole del solstizio, notato da coloro che ripopolarono la Gran Bretagna dopo l’ultima glaciazione, a dare a quel sito un senso di magico. La Heel Stone, il più grande dei megaliti (pesante circa 30 tonnellate), che indica il punto in cui il sole sorge in piena estate e tramonta in pieno inverno, si trova a 75 metri dal centro del cerchio di pietre.

Stonehenge è il più famoso monumento megalitico del passato, ma non l'unico: vedi la Stonehenge del Kazakhistan.

A differenza degli altri grandi sarsen, non è mai stato lavorato o rivestito in qualche modo. Pitts, che ha lavorato a Stonehenge per oltre 40 anni, alla fine degli Anni Settanta aveva scoperto un buco di sei metri di diametro mentre scavava in prossimità della Heel Stone. Il pozzo (ora riempito) non poteva essere una buca scavata appositamente per aiutare il posizionamento del megalite (perché troppo grande), ma è di dimensioni tali da poter contenere per intero l'enorme masso. Da qui l’ipotesi che quella pietra (e forse anche un'altra) non sia stata trasportate da luoghi lontani, ma era già lì all’arrivo dell’uomo.

Da milioni di anni. Queste rocce sono composte di un'arenaria che si è formata milioni di anni fa, depositandosi su strati di gesso che ricoprivano la piana di Salisbury. Durante le varie ere glaciali il permafrost (il terreno ghiacciato) che occupava la pianura gelava e sgelava ripetutamente, frantumando anche le arenarie sottostanti.

In migliaia accorrono ogni anno a Stonehenge per festeggiare il solstizio: quella tra l'uomo e il cielo è una storia d'amore che dura da sempre.

Nel corso del tempo, parliamo di milioni di anni, la maggior parte di quelle rocce sono sprofondate nel suolo lasciando in superficie solo delle pietre qua e là. Casualmente, alcune si sono trovate allineate con il solstizio d’estate. «Furono le pietre che resero Stonehenge il centro del mondo preistorico, non il contrario», ha dichiarato Pitts: «è difficile pensare che se si vuole spostare una pietra di quelle dimensioni non la si lavori prima di muoverla, così da renderla più leggera.

Hell Stone, invece, non è lavorata quindi significa che è sempre stata lì.»

Lo scavo vicino a Heel Stone non è l’unico: c'è almeno un altro caso analogo più vicino al centro del cerchio. «La spiegazione più probabile», afferma Pitts, «è che anche quel pozzo contenesse un sarsen. È dunque possibile che alla fine dell’era glaciale avessimo due sarsen visibili e molto grandi, probabilmente i due più grandi sulla piana di Salisbury, in linea con l’asse del Sole di mezza estate all’alba e al tramonto.»

10 aprile 2018 Luigi Bignami
Ora in Edicola
Scopri il mondo Focus. Ogni mese in edicola potrai scegliere la rivista che più di appassiona. Focus il magazine di divulgazione scientifica più letto in Italia, Focus Storia per conoscere la storia in modo nuovo ed avvincente e Focus Domande & Risposte per chi ama l'intrattenimento curioso e intelligente.

Focus Storia torna con un nuovo numero ricco di approfondimenti appassionanti. Questo mese, uno speciale dedicato al fallito attentato a Hitler del 20 luglio 1944. Scopri come Claus von Stauffenberg pianificò l'Operazione Valchiria, la spietata rappresaglia che ne seguì e gli incredibili colpi di fortuna che salvarono il Führer da 40 attentati.

Esaminiamo anche come Stalin riuscì a sopravvivere ai numerosi tentativi di eliminarlo e i rischi corsi da Mussolini.

Esploriamo poi le grandi imprese come la conquista del K2, la spedizione che scalò la seconda cima più alta del mondo e la storia delle crociere con “E il navigar m’è dolce”, tra balli, sport, cibo e divertimento.

Raccontiamo la Grande Guerra attraverso le cartoline dell’epoca e vi diamo un'anteprima di una bella mostra a Buckingham Palace con le foto private dei reali.

Approfondiamo la storia del servizio di leva e delle Olimpiadi antiche, e rivivi l'epoca d'oro della televisione italiana con Corrado.

Non perdere questo numero di Focus Storia!

ABBONATI A 29,90€

Focus torna con un nuovo numero ricco di spunti e approfondimenti. Questo mese, ci immergeremo nel complesso mondo delle relazioni amorose, esplorando le basi scientifiche che le rendono durature e felici.

Cosa rende un amore duraturo? Quali sono i segreti delle coppie che superano le sfide del tempo? Focus risponde a queste domande svelando i meccanismi ormonali e fisiologici dei legami più solidi. Scopri il tuo profilo di coppia con un test utile e divertente per comprendere meglio la tua relazione.

Esploriamo anche il mondo della scienza e della tecnologia, dall'internet quantistica all'atomtronica, celebriamo il centenario dei planetari e scopriamo i segreti dell'alpinismo estremo.

Non perdere questo numero di Focus: conoscenza, passione e scoperta ti aspettano in ogni pagina!

ABBONATI A 31,90€
Follow us