Focus

I megaliti di Stonehenge: nuove rivelazioni

Nuove rivelazioni e nuovi misteri per Stonehenge: quasi tutti gli attuali megaliti provengono da un sito a 25 chilometri di distanza. Tranne due.

Stonehenge
| Pajor Pawel | Shutterstock

Uno studio pubblicato su Science Advances sembra avere quasi completato le nostre teorie su Stonehenge e sull'origine dei suoi megaliti: analizzando la composizione chimica di alcune delle pietre di sarsen del sito i ricercatori hanno identificato il loro luogo di provenienza, West Woods, a 25 km da Stonehenge.

Sarsen e bluestone. Il monumento neolitico di Stonehenge si compone principalmente di due tipi di pietre, i sarsen e le bluestone: oggetto di un ampio studio pubblicato all'inizio del 2019, le bluestone sono pietre più piccole disseminate in diverse parti del sito. All'origine Stonehenge doveva contare un'ottantina di sarsen, ma al giorno d'oggi ne rimangono solamente 52.

Raggi X. Si conosceva dunque già l'origine della maggior parte delle bluestone, trasportate per oltre 200 chilometri dal Galles, mentre era ignota la provenienza di molti dei sarsen. Servendosi della spettrofotometria gli studiosi hanno analizzato la composizione chimica dei megaliti, confrontando i risultati tra loro e con altri sarsen sparsi per la Gran Bretagna: questo ha permesso di scoprire che ben 50 dei 52 megaliti residui di Stonehenge condividono la stessa composizione e provengono da West Woods.

Puzzle incompleto. Nonostante questa ricerca aggiunga un importante tassello al misterioso puzzle che compone il quadro di Stonehenge, sono ancora diversi i pezzi mancanti. Ad esempio, ancora non si conosce l'origine di due dei 52 sarsen residui. Lo studio conferma però che quei 50 megaliti vennero trasportati e disposti a Stonehenge nello stesso periodo, facendo cadere la vecchia ipotesi che uno dei megaliti studiati - noto col nome di Heel Stone - sia stato portato per primo a Stonehenge da un luogo vicino.

 

11 agosto 2020 | Chiara Guzzonato