Dov’è finito il cervello di Mussolini?

Fu sezionato per motivi storico-scientifici e non divenne mai una “reliquia” laico-fascista.

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Parte della materia grigia di Benito Mussolini (1883-1945) è stata oggetto di rocambolesche vicende finendo addirittura oltreoceano, mentre su alcuni frammenti continua ad aleggiare il mistero. Dopo l’autopsia sul cadavere (foto) dell’ex dittatore (30 aprile 1945), il cervello fu analizzato dal medico Pier Gildo Bianchi e conservato nell’Istituto di medicina legale dell’Università di Milano, prima di essere restituito alla famiglia nel 1957.

Alcuni pezzi furono però consegnati agli americani, interessati a verificare la presenza di patologie che giustificassero la sua megalomania. In particolare gli americani volevano capire se il duce avesse contratto la sifilide, che provoca la degenerazione dei tessuti cerebrali.

 

Le ricerche non rivelarono anomalie, e i resti finirono dimenticati tra l’Armed Forces Institute of Pathology e il St. Elizabeths Hospital di Washington. Ma mentre i primi furono riconsegnati ai familiari nel 1966, dei secondi non si seppe più nulla.

 

Il giallo del cervello di Mussolini è tornato alla ribalta nel 2009, quando dei frammenti comparvero su eBay, venendo però subito rimossi.

17 Ottobre 2016

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