Come e perché la mente ci inganna

In viaggio con Massimo Polidoro attraverso le illusioni della realtà e i fenomeni apparentemente inspiegabili.

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Massimo Polidoro, storico collaboratore di Focus, scrittore, giornalista e segretario nazionale del Comitato per il controllo delle affermazioni sul paranormale (Cicap) è stato il protagonista di un atteso e molto partecipato incontro all'interno della tappa milanese dei Grandi Incontri di Focus. L'appuntamento era al Mudec, il Museo delle Culture di Milano e il tema erano "Gli inganni della mente: quando l’incredibile sembra credibile". E Polidoro ha ammaliato il pubblico con scoperte, emozioni e sorprese per oltre un'ora. “Tutti noi siamo attratti dal mistero, da quello che non conosciamo”, ha esordito Polidoro passando il testimone ideale ad Albert Einstein secondo il quale “la più bella esperienza che possiamo fare è di incontrare il mistero, emozione che è culla dell’arte e della vera scienza”.

 

Quando il nostro cervello ci inganna. Lo scienziato lavora come un detective, ha spiegato Polidoro, fa delle ipotesi e poi trae delle conclusioni. Ma ci sono tutta una serie di misteri che la scienza, invece, non affronta. “Trent’anni fa è nata una associazione, Cicap, che indaga, verifica e sbugiarda vere e proprie truffe di cartomanti, fachiri, guaritori di vario tipo. Ed è nata sulla scia di una trasmissione di Piero Angela dedicata all’argomento”.

 

Il punto è che la realtà che noi percepiamo è diversa da quella reale. Il nostro cervello nel corso dell’evoluzione, ha spiegato Polidoro, ha semplificato la percezione e qualche volta ci trae in inganno. Un testo scritto in modo confuso riusciamo a leggerlo lo stesso, riusciamo a comprenderne comunque il significato. Ma di fronte a un incidente automobilistico o a una rapina quanto sono affidabili i nostri ricordi?

 

L’esperimento in sala. E, allora, via all’esperimento. Sullo schermo vengono proiettate queste immagini di un gruppo di ragazzi che si passano la palla.

 

 

Ma chi ha visto il gorilla passare nel mezzo? Nessuno. Come è possibile? “Semplicemente - ha spiegato Polidoro - non eravamo pronti, eravamo concentrati sui passaggi di palla. Ecco questo accade normalmente nella vita di tutti i giorni”.

 

Visto o immaginato? Il cervello che è una macchina straordinaria ci trae ogni tanto in inganno facendoci vedere solo quello che c’è nella nostra immaginazione. Il caso classico è quello della forma delle nuvole o delle macchie su un muro. Pareidolia, si chiama questo fenomeno. “È quel meccanismo che ci porta a riconoscere dei volti o delle facce su alcune immagini. Una signora americana ha visto un volto su un toast sbruciacchiato, ha pensato fosse la Madonna, l’ha messa su ebay raccogliendo 20mila dollari. Sul niente, insomma, si può costruire un prodigio”.

 

Anche quando sappiamo che non c’è niente continuiamo a vedere le immagini che non ci sono. È facile essere ingannati. Tante volte i fenomeno inspiegabili sono prodotti della nostra immaginazione. “Le sedute spiritiche ottocentesche - ha detto Polidoro - avvenivano al buio, si iniziavano a sentire voci, aria fredda, rumori, passi. Tra coloro che si convinsero che lo spiritismo esisteva davvero fu perfino Conan Doyle, il papà di Sherlock Holmes”.

 

La forza della conoscenza. Insomma, molto spesso crediamo a quello che vogliamo credere. “Ci troviamo a parlare con persone che la pensano come noi e che rafforzano le nostre convinzioni. Smentire le bufale, togliere le illusioni, per esempio, che una cura sia una truffa per tanti è inaccettabile. Ma se noi vogliamo evolvere dobbiamo conoscere e la conoscenza porta incertezze”.

 

Di sicuro più sappiamo, più domande ci facciamo. La scienza, conclude Polidoro, è un metodo per conoscere la realtà. Einstein diceva: “Tutta la nostra scienza in confronto con la realtà è primitiva e infantile, ma è la cosa più preziosa che abbiamo”. Ecco, al Cicap “diciamo sempre che dobbiamo avere la mente aperta, ma non così tanto da far cadere il nostro cervello per terra”.

 

Chiara Raiola per Panorama d'Italia

17 Ottobre 2017

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