9 cose che (forse) non sai sugli zombie

Chi sono gli zombie? Quando li abbiamo scoperti? Cosa ne pensa la scienza? Perché ci piacciono tanto? E, soprattutto, davvero esiste una scuola per imparare a fare lo zombie?

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È il 1819 quando la parola zombie (dall'haitiano zombi o zonbi) appare per la prima volta in un manoscritto: la usa il poeta inglese Robert Southey nella sua storia del Brasile. A introdurla nella cultura pop però sarà negli anni 20 del 900 il libro Magic Island, dove lo scrittore occultista William Seabrock racconta la sua Haiti.

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È infatti ad Haiti che nasce la leggenda nera degli zombie: uomini privati della volontà da stregoni specializzati nel vodou. Secondo l'antropologo Wade Davis, autore di una famosa spedizione nell'isola negli anni 70, a portare un uomo allo stato zombie sarebbe una polverina il cui ingrediente principale è la tetrodotossina, potente veleno estratto dal pesce palla che, preso in piccolissime dosi può ridurre chi vi entra in contatto in uno stato simile alla trance. Ma secondo Davis anche la suggestione psicologica farebbe la sua parte. Per saperne di più sulle sue scoperte, c'è un libro: Il serpente e l'arcobaleno.
Leggi anche: zombie, finzione o realtà?

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Anche il CDC di Atlanta, in Georgia (Usa), uno dei più importanti centri al mondo per il controllo e la prevenzione delle malattie, prende in considerazione la possibilità di un'epidemia zombie. E via internet fornisce una serie consigli sul da farsi. Naturalmente si tratta di un'abile strategia di comunicazione per mostrare di essere sempre "sul pezzo".

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In caso di invasione di zombie dove andreste? Secondo un sondaggio di Livescience, il posto più sicuro è l'Australia, seguita da Canada, Stati Uniti, Russia e Kazakistan. I paesi sono stati classificati in base alla loro posizione geografica, alla topografia, alla popolazione e alla preparazione militare.

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Se è vero che non esistono prove scientifiche dell'esistenza degli zombie umani, non è così nel regno animale: alcune ricerche nella foresta pluviale thailandese hanno mostrato come un fungo parassita, l'Ophiocordyceps unilateralis, infetti alcune formiche, alterando le loro reazioni ai feromoni: in questo modo condiziona il loro comportamento fino a portarle a raggiungere un microclima adatto allo sviluppo del fungo stesso. Una volta che il parassita esce dal corpo dell'insetto ne determina la morte. Osservando 16 formiche infette, i ricercatori, che hanno descritto i risultati del loro studio sulla rivista BMC Ecology, hanno notato come il comportamento delle formiche fosse sincronizzato a un segnale correlato (il sole o forse la temperatura o l'umidità). Proprio come gli zombie.
Guarda il terribile video delle formiche zombie.

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Steven Schlozman (nella foto), professore e psichiatra alla Harvard Medical School, è stato soprannominato Dottor Zombie per i suoi (numerosi) studi sull'argomento, da cui ha tratto anche un serissimo libro The Zombie autopsie: Secret Notebooks from the Apocalypse. Secondo lui, il comportamento degli zombie dipenderebbe da anomalie in 3 regioni del cervello: i problemi di deambulazione dal cervelletto, l'inconsapevolezza dalla regione frontale e la rabbia dall'amigdala sovraeccitata. E la fame cronica? Potrebbe essere causata da virus come l'adenovirus che possono influenzare l'ipotalamo ventromediale che regola il senso di sazietà.

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Ma perché ci piacciono tanto i film o le serie tv con gli zombie? Sempre Schlozman cita nel suo libro alcuni studi secondo i quali durante i periodi di stress economico, i film di zombie diventano più popolari perché rappresentano ciò che accade quando il sistema è stressato e si rompe. Sarebbero insomma una sorta di escorcismo collettivo.

nicotero

Greg Nicotero (nella foto), il truccatore dei film di George Romero e della serie The Walking Dead, una vera e propria autorità in materia, ha creato una scuola di tecnica cinematografica dove si impara a muoversi e comportarsi come uno zombie. La scuola forma ogni anno circa 200 persone (comparse di film e serie tv) e insegna, tra le altre cose, anche a camminare come un morto vivente. il trucco è semplice: comportarsi come un ubriaco all'uscita di un bar. "Come se ci fosse uno scollamento tra il cervello e le gambe e le braccia", confida Nicotero.

casa

La Tiger Log Cobin, un'azienda britannica specializzata in case prefabbricate, vende online una casa antizombie con protezioni esterne fortificate e finestre a prova di scasso. Costa 70 mila sterline (90 mila euro) a cui vanno aggiunti gli optional, come le telecamere di sicurezza e i costi del montaggio.

È il 1819 quando la parola zombie (dall'haitiano zombi o zonbi) appare per la prima volta in un manoscritto: la usa il poeta inglese Robert Southey nella sua storia del Brasile. A introdurla nella cultura pop però sarà negli anni 20 del 900 il libro Magic Island, dove lo scrittore occultista William Seabrock racconta la sua Haiti.