10 portafortuna da tutto il mondo (e la loro storia)

Noi siamo "abituati" a cornetti, ferri di cavallo e quadrifogli, ma gli amuleti e talismani più diffusi in altre parti del mondo o culture sono altrettanto curiosi. Sempre che ci crediate.

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Daruma, Giappone. È una tradizionale bambola votiva, simbolo di perseveranza e buona fortuna. La tenacia è rappresentata dalla forma, tondeggiante, senza braccia e gambe e con il baricentro basso: quando si rovescia, tende a raddrizzarsi immediatamente. È un talismano perché ha entrambi gli occhi bianchi e la consuetudine vuole che si debba colorarne uno esprimendo un desiderio. Se questo si avverasse, si dovrà colorare anche il secondo occhio.
Le Daruma potrebbero essere ispirate a Bodhidharma (Daruma-Daishi in Giappone), un monaco vissuto nel V-VI secolo, che si dice fosse in grado di meditare anche 9 anni fissando una parete bianca: anche per questo sono ritenute simbolo di perseveranza.

pudding

La moneta d’argento, Regno Unito. È una tradizione natalizia che consiste nel nascondere una moneta d’argento nel budino natalizio (Christmas Pudding): chi la troverà nel suo piatto, a meno di non rimetterci i denti, riceverà fortuna e denaro nell’anno nuovo.

jinchan

Jin Chan, Cina. Noto anche come il rospo dei soldi è una rana toro con gli occhi rossi e tre zampe, ritratta di solito su un mucchio di monete: tenerlo in casa è di buon auspicio, a patto che abbia una moneta in bocca. La sua storia pare risalire a un'antica leggenda cinese: Jin Chan era la moglie avida di uno degli Otto Immortali, mitiche figure della tradizione taoista. Venne trasformata in rospo come punizione per aver rubato le Pesche dell'Immortalità. Si dice che la sua creatura mitica appaia nelle notti di luna piena, vicino alle case delle famiglie che riceveranno un tesoro inaspettato.

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Scarabeo, Egitto. Come ha potuto un insetto che vive sugli escrementi finire nel panorama degli animali sacri dell'antico Egitto? Lo stercorario infatti sistema il proprio uovo in una pallina di sterco, che poi fa rotolare. I sacerdoti egizi lo paragonarono a Osiride, che fa girare il mondo. Ma l’analogia non dipende solo dal gesto. Con la sua capacità di utilizzare ciò che viene digerito ed eliminato dagli altri animali, per gli antichi lo scarabeo svolgeva un importante ruolo ecologico, quello di utilizzatore dei rifiuti.
Nella foto. uno dei molti anelli con scarabeo trovati nelle tombe egizie. Era diffusa l’idea che indossarne uno proteggesse dalle forze del male.

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Ghianda, Norvegia. Nel paese scandinavo era diffusa l'idea che mettere alcune ghiande sul davanzale avrebbe protetto la casa dai fulmini. Una superstizione, che pesca nella mitologia: i vichinghi associavano le querce a Thor, il dio che creava tuoni e fulmini con il suo martello. Poiché la quercia attirava i fulmini, era sacra a Thor, e i vichinghi ritenevano che il frutto della quercia, la ghianda, fosse volutamente risparmiato dall'ira divina, e potesse cedere questo potere alle case.

pisanky

Pisanky, Europa dell'est. Sono uova di Pasqua, diffuse dalla Polonia all’Ucraina, il cui guscio viene dipinto a mano con cera calda usando una capocchia di spillo o uno stilo speciale chiamato pysachok (писачок) o kistka (кістка). La parola che viene usata per descrivere l'uovo proviene effettivamente dal verbo ucraino pysaty, che significa "scrivere". A seconda dei motivi disegnati, i Pisanky renderebbero un certo tipo di fortuna a chi le possiede.

grisgris

Gris-Gris, Africa. È un amuleto che si ritiene possa proteggere chi lo indossa dal diavolo. Consiste di una piccola borsa, su cui possono essere scritti alcuni versi del Corano e al cui interno ci possono essere erbe, olii, pietre etc. Il tutto mischiato a frammenti di unghie o ciocche di capelli della persona che lo dovrà usare, un modo per rafforzare il legame tra il Gris-Gris e il suo possessore.

nazar

Nazar, Turchia. Noto anche come occhio di Allah, il Nazar Bonjuk è il più famoso amuleto turco contro il “Malocchio” e chi lo indossa lo fa per proteggersi dall’invidia. La parola nazar deriva dall'arabo e significa letteralmente "sguardo". Tutte le culture attribuiscono allo sguardo un grande potere. E il timore che l’occhio potesse veicolare influssi negativi - il malocchio - è stato associato di volta in volta nei secoli a strabici, zingari, persone con i capelli rossi, uomini che portavano gli occhiali scuri. Il Nazar, che ha la forma di un occhio, si basa dunque sul principio del similia similibus curantur) (i simili si curino coi simili): un simbolo con la stessa forma di una forza malvagia allontana il male.

rabbit

Zampa di coniglio, America del Nord. La superstizione che una zampa di coniglio porti fortuna deriva dall’Hoodoo (che non è un refuso di Voodoo), la magia popolare sviluppatasi presso la popolazione afroamericana del Sud degli Stati Uniti.
Viste e considerate le importanti capacità riproduttive dei conigli, la zampa darebbe a chi la possiede un aiuto... nella fertilità. Nell’hoodoo la zampa di coniglio era usato in diversi riti magici. Probabilmente per questo, verso la fine del diciannovesimo secolo, ha cominciato ad essere associata alla fortuna.

tumi

Tumi, Perù. È un coltello a mezzaluna usato nelle cerimonie tradizionali in Perù, eredità delle civiltà precolombiane di quella regione, che lo usavano per compiere sacrifici di lama, per ingraziarsi il dio Inti. Nel moderno Perù ha perso tale funzione assumendo il compito meno macabro di porta fortuna: i Tumi si riconoscono dal manico metallico abbellito con figure animali o umane.

Daruma, Giappone. È una tradizionale bambola votiva, simbolo di perseveranza e buona fortuna. La tenacia è rappresentata dalla forma, tondeggiante, senza braccia e gambe e con il baricentro basso: quando si rovescia, tende a raddrizzarsi immediatamente. È un talismano perché ha entrambi gli occhi bianchi e la consuetudine vuole che si debba colorarne uno esprimendo un desiderio. Se questo si avverasse, si dovrà colorare anche il secondo occhio.
Le Daruma potrebbero essere ispirate a Bodhidharma (Daruma-Daishi in Giappone), un monaco vissuto nel V-VI secolo, che si dice fosse in grado di meditare anche 9 anni fissando una parete bianca: anche per questo sono ritenute simbolo di perseveranza.