Uova di formica, di lumaca, di squalo: breve giro del mondo in 8 omelette

Non solo uova di gallina: in molti Paesi, quando chiedi una frittata devi essere pronto a tutto.

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Dici uova e il pensiero vola nel pollaio. Almeno così è in Italia, dove il consumo pro-capite di uova è di 12,6 kg l'anno (circa 200 uova di taglia media, "M", da 60 grammi) e la produzione è assicurata da oltre 40 milioni di galline. Ma paese che vai, uova che trovi: dal Messico alla Tailandia, dall'Inghilterra alla Cina, chiedere un'omelette al ristorante può riservare più di una sorpresa.

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Uova di formica. Chi le ha provate dice che sono squisite. Sarà vero? Note come escamoles (o anche caviale messicano), le uova di formiche sono una prelibatezza messicana comunemente servita nei tacos e spesso mangiate con guacamole e patatine. Sono anche popolari in Thailandia, dove si vendono nei mercati locali, e pare si stiano affermando anche in Nord America. La quota di proteine è di 14 g per 100 uova, contro 6,5 grammi per un singolo uovo di gallina di classe "M" (3,8 nell'albume, 2,7 nel tuorlo).

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Uova di emù. A volte confusi con gli struzzi per via del collo lungo e delle dimensioni simili, gli emù (Dromaius novaehollandiae) producono uova molto richieste, di un bizzarro colore blu-verde, che pesano circa 0,9 chilogrammi l'uno. Il punto di forza è proprio questo: un uovo di emù equivale a circa 14 uova di gallina. In Australia è molto comune trovarle a tavola, anche in versione gourmet. Da qualche anno sono apparse nel menù di diversi ristoranti americani, dove un singolo uovo di emù può arrivare a costare 90 dollari - decisamente caro, anche se pare che possa sfamare fino a 6 persone.

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Uova di lumaca. Mangiare lumache è "storia vecchia", forse persino precedente all'epoca romana, ma cibarsi delle loro uova è una tradizione abbastanza recente. Il caviale di lumaca, il cui aspetto è quello di piccole sfere bianco-perla poco più grandi del caviale di storione (ve ne sono tuttavia anche di colore rosa), viene raccolto e consumato anche in Italia, oltre che in Francia e in Polonia, dove è particolarmente apprezzato. Diversi i modi di cucinarle: fritte, su tartine, in insalata e anche alla griglia con varie salse.

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Uova di gabbiano. Anche ora che è diventato facile incontrarli nelle nostre città, il pensiero di mangiare uova di gabbiano lascia perplessi. Eppure ci sono Paesi dove è normale cibarsene, per lo più sode, ma anche fritte, in camicia, strapazzate e servite con carne. Sono cremose e molto più leggere delle uova di gallina: a Londra alcuni ristoranti di lusso le propongono con caviale, tartufo e fegato d'oca, ma sono molto care (fino a una decina di euro l'una) per via delle limitazioni alla raccolta.

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Uova di tartaruga. Negli Stati Uniti c'è stato un tempo in cui mangiare uova di tartaruga era diventato così comune che sono dovute intervenire le istituzioni: ora, in alcuni Stati, è illegale raccoglierle, venderle e consumarle. Le uova di tartaruga sono però un piatto molto richiesto in Sudamerica: in Nicaragua e in Guatemala, per esempio, quelle a guscio tenero possono essere cotte in zuppe o usate nell'insalata, dopo averle sbollentate. Chi le ha provate, dice che il gusto è "viscido" e meno appetitoso rispetto ad altri tipi di uova. E allora perché consumarle? Per tradizione e per superstizione: in alcune regioni del Sudamerica e del Sud-Est asiatico si ritiene che funzionino da afrodisiaco.

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Uova di coccodrillo. A una prima occhiata, il feroce coccodrillo non ispirerebbe il più temerario degli chef. E invece queste creature sono spesso viste come cibo, che si tratti della carne o delle uova, popolari in luoghi agli antipodi - come come la Giamaica e l'Australia. Prima di cucinarle, le uova di coccodrillo devono essere lavate molto accuratamente, perché colonizzate da funghi, poi possono essere presentate da sole o in aggiunta ad altri piatti. Uno dei modi più bizzarri per mangiarle è quello comune nelle Filippine, dove insieme a vari tipi di frutta e aromi diventano gelato.

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Uova di polpo. Si trovano spesso all'interno del polpo (Octopus vulgaris) quando l'animale viene cotto (e mangiato), ma in alcuni Paesi - per esempio in Giappone - vengono estratte e utilizzate per il sushi, e per via dell'aspetto sono note come "alien sushi". Se il polpo è abbastanza grande, come il mizudako (il polpo gigante del Nord Pacifico, Enteroctopus doflein) le uova possono essere utilizzate al posto della carne o della verdura, sempre nei piatti di sushi.

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Uova di squalo. Predatori perfetti, gli squali sono al vertice della catena alimentare negli oceani. Gli esseri umani un po' li temono, un po' li mangiano: negli ultimi anni c'è stato un aumento del consumo di squali in molti Paesi dove è legale cibarsene (a cominciare dagli Usa), e che si tratti della carne o delle pinne nella zuppa, sono finiti loro malgrado su molti menù. Vale anche per le uova, che possono essere usate in varie preparazioni e consumate anche essiccate.

Dici uova e il pensiero vola nel pollaio. Almeno così è in Italia, dove il consumo pro-capite di uova è di 12,6 kg l'anno (circa 200 uova di taglia media, "M", da 60 grammi) e la produzione è assicurata da oltre 40 milioni di galline. Ma paese che vai, uova che trovi: dal Messico alla Tailandia, dall'Inghilterra alla Cina, chiedere un'omelette al ristorante può riservare più di una sorpresa.