Focus

Un mondo di cartoni animati

Un tempo erano figure religiose disegnate sulle pareti dei tempi giapponesi. Uno dei più antichi, nella foto, rappresenta alcuni animali umanizzati e fu disegnato da Toba, un eremita buddista che visse nel XII secolo. Col tempo hanno perso il loro carattere sacro e sono diventati i manga (letteralmente schizzi, disegni satirici). Sono i fumetti giapponesi, ma definirli soltanto così è riduttivo: in estremo Oriente sono considerati arte nobile, equiparati alla letteratura, con uno stile di disegno essenziale e generi narrativi sconfinati, dalla fantascienza all'erotico, dal noir all'umorismo. Astro boy è il primo manga animato: risale al 1951. Cartoni animati molto noti come Capitan Harlock, Galaxy Express 999 e Goldrake sono in realtà trasposizioni di manga.

Il primo caso di censura nei cartoni animati risale agli anni '50 quando negli USA venne istituita una commissione per limitare le scene di violenza e soprattutto impedire i messaggi di propaganda comunista. Tutt'oggi si cerca di proteggere l'integrità psicologica dei bambini, eliminando tutto ciò che viene considerato violento, osceno o pericoloso.
L'ultima versione di "Biancaneve e i sette nani" completamente restaurata dopo 65 anni, presenta evidenti tagli per eliminare le scene (come quella degli alberi che muovono minacciosi i rami) giudicate troppo agghiaccianti per i bambini; durante la sigla della seconda serie televisiva di Lady Oscar, quest'immagine sparisce perché troppo conturbante.

Come mai in "Monster & Co." le bocche dei due protagonisti in esilio sull'Himalaya non producono alcuna condensa? Come fa la moneta di Esmeralda protagonista del "Gobbo di Notre Dame", ad avere il simbolo del dollaro, sebbene la storia si svolga a Parigi nel 1424?
E perché in "Aladdin" gli occhi di Jafar e del sultano si spostano da sinistra a destra quando leggono i papiri e non viceversa come prevederebbe la lettura della lingua araba? E non è strano che Cenerentola dia da mangiare ai cavalli il granoturco delle galline?
Un'attenzione troppo…alla Focus? Eppure anche nei cartoni animati, come nei film classici, non mancano gli errori, dai più piccoli e veniali a quelli grossolani.
Foto: © Disney/Pixar.

Nel 1929, Walt Disney si occupa personalmente di "The Skeleton Dance", il primo di una serie di cortometraggi sonori realizzati per sperimentare nuove tecniche di animazione. Per i cultori della materia si tratta di un pezzo storico.
Come altrettanto storico (e innovativo) è stato "Biancaneve e i Sette nani", realizzato nel 1937 e giudicato il precursore di tutti i lungometraggi d'animazione. Si racconta che anche Adolf Hitler fosse un grande ammiratore di Walt Disney e nascondesse una copia di film, proibito dal regime.

I disegni animati sono anche un potente mezzo di comunicazione pubblicitaria. I protagonisti di spot e caroselli sono addirittura diventati parte della cultura del Paese: Calimero, brutto e nero, per esempio, rimarrà per sempre il vecchio saggio del pulito.
Anche una semplice linea può entrare nella storia di un paese: è il caso della Linea, il capolavoro dell'essenzialità grafica che Osvaldo Cavandoli ha creato nel 1969 e che è riuscita ad umanizzare le pentole.
Scarica la foto per vedere l'animazione.
Foto: © Osvaldo Cavandoli

"Anna e le sue storie" è il primo cartone animato ad avere come protagonista una bambina portatrice di handicap. Anna, nata dalla penna di Carlotta Mastrangelo, è una bambina fantasiosa e piena di iniziative. Anche se è costretta su una sedie a rotelle, non assume mai atteggiamenti polemici e commiserevoli nei confronti di chi la vuole diversa dagli altri: attraverso l'energia e la sensibilità, invece, riesce a mettersi sullo stesso piano degli altri.
Il successo di Anna è andato oltre ogni previsione: è persino riuscita a farsi adottare da un noto studio cinese, pronto a diffondere la serie in tutto il continente asiatico.
Foto: © De Mas & Partners

L'alba dell'animazione 3D al computer risale al 1995 con "Toy Story". È l'inizio di numerosi esperimenti, alcuni diventati capolavori, altri meno, ad opera di case di produzione concorrenti tra loro. Da una parte la Disney si affida alla Pixar, fondata Steve Jobs, il papà della Apple. Tra i loro successi, "A bug's life", nella foto, e "Monster & Co.". Dall'altra parte della barricata c'è la Dreamworks, fondata da Steven Spielberg, che ha realizzato "Z la formica" e "Shrek". Nel mezzo una piccola società, Blue Sky Studios che ha prodotto "L'era glaciale" insieme alla Fox.
Tutte e tre utilizzano computer e software potentissimi per realizzare le animazioni. Ma assicurano che il successo di un film non è dovuto alla tecnologia, ma alla scelta della storia e alla sceneggiatura.
Foto: © Disney/Pixar.

Nel 1910 il regista polacco Ladislav Starevicz sorprese critica e pubblico facendo "recitare" dei veri coleotteri, mossi grazie alla stop-motion, una tecnica che richiede agli animatori di muovere impercettibilmente gli "attori" per 24 volte in ogni secondo di ripresa.
Gli animalisti possono tirare il fiato, poiché oggi si usano solo personaggi in plastilina (come quelli di "Galline in fuga") o meccanici, dotati di armature metalliche nascoste al loro interno. Anche King Kong e la faccia di Jack in Nightmare Before Christmas sono animate con questa tecnica antica quanto eccezionale. Nell'immagine, una scena di "Creature conforms", cortometraggio realizzato con questa tecnica. Foto: © Aardman.

"The Einstein relativity" è il primo lungometraggio di animazione della storia, creato dai fratelli Max e Dave Fleischer nel 1923. Il loro nome non vi dice niente? Ricorderete però la loro creazione più sensuale: Betty Boop che alcuni considerano il primo cartone a sfondo erotico. Ancora oggi Betty Boop rimane un'icona sexy per molti americani.
I fratelli Fleischer furono gli unici in grado di competere con la Walt Disney production, almeno fino all'arrivo del primo film d'animazione sonoro, "Biancaneve e i sette nani", nel 1937. Dalla loro fantasia è nato Braccio di Ferro e alla loro passione si deve l'invenzione di alcune cineprese speciali per la realizzazione di film d'animazione.

Un tempo erano figure religiose disegnate sulle pareti dei tempi giapponesi. Uno dei più antichi, nella foto, rappresenta alcuni animali umanizzati e fu disegnato da Toba, un eremita buddista che visse nel XII secolo. Col tempo hanno perso il loro carattere sacro e sono diventati i manga (letteralmente schizzi, disegni satirici). Sono i fumetti giapponesi, ma definirli soltanto così è riduttivo: in estremo Oriente sono considerati arte nobile, equiparati alla letteratura, con uno stile di disegno essenziale e generi narrativi sconfinati, dalla fantascienza all'erotico, dal noir all'umorismo. Astro boy è il primo manga animato: risale al 1951. Cartoni animati molto noti come Capitan Harlock, Galaxy Express 999 e Goldrake sono in realtà trasposizioni di manga.