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Tutti pronti? Si vota!

L'Italia tra poco sarà chiamata a votare: noi per l'occasione siamo andati a curiosare tra i seggi elettorali del mondo. Per scoprire come si vota all'estero, ma anche cosa succedeva nel passato quando si doveva decidere chi governava. E cosa succederà in futuro.

Non tutti hanno la fortuna di avere come vicino di cabina elettorale un mammut. E non un mammut qualsiasi, ma Dima, uno dei pupazzi in corsa per diventare la mascotte dei Giochi Invernali che si terranno a Sochi (in Russia) nel 2014. Eccolo mentre si fa un po' di pubblicità in un seggio di San Pietroburgo, in occasione delle elezioni presidenziali del 2 marzo 2008. A trionfare è stato il superfavorito Dmitri Medvedev, successore di Vladimir Putin. Ma l'OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) ha dichiarato che queste votazioni "non hanno rispettato gli standard democratici".

Anziché timbrare il biglietto, su questo autobus fermo alla stazione di Teheran si timbra la propria scheda elettorale. Infatti in mancanza di altri luoghi adatti, alcuni seggi per le elezioni parlamentari iraniane - svoltesi il 14 marzo 2008 - sono stati allestiti sui mezzi pubblici cittadini. I risultati parziali assegnano la vittoria al partito ultraconservatore dell'attuale presidente Mahmoud Ahmadinejad, ma l'Unione Europea ha espresso "profonda preoccupazione" per quelle che ha definito elezioni "non libere né eque".

In abiti tradizionali al seggio: questa coppia di un paese confuciano della Corea del Sud sembra uscita dal passato. Nella Grecia antica i governi erano scelti direttamente… dagli dei, o meglio dal caso. Veniva estratto da un'urna il nome di un magistrato che era graffiato su cocci di terracotta (in greco, ostracon). Per votare le leggi si ricorreva invece a sassolini colorati, bianchi o neri. Per la nomina dei magistrati in epoca romana si ricorreva a cocci di terracotta e urne.

In Italia per le elezioni della Camera dei Deputati è sufficiente aver raggiunto la maggiore età, mentre per l'elezione del Senato è necessario aver compiuto il venticinquesimo anno. Ma non in tutti i paesi le cose vanno così. L'Iran, ad esempio, ha mantenuto a lungo il record dell'elettorato più giovane del mondo: fino al 2007 potevano votare tutti i ragazzi e le ragazze che avessero compiuto i 15 anni d'età, mentre ora i votanti devono avere 18 anni compiuti. Questo bimbo invece per votare dovrà aspettare ancora un po': intanto accompagna la mamma al seggio per le prime elezioni locali democratiche in Cambogia che si sono svolte nel 2002 in un clima di intimidazioni e di violenza.

Alcuni guerrieri Masai fanno il loro dovere durante una votazione in Kenya. Le ultime elezioni del 27 dicembre 2007, che hanno confermato il presidente uscente Mwai Kibaki, sono sfociate in una serie di scontri violenti e sanguinosi. Oltre 1000 persone hanno perso la vita, e si contano alcune migliaia di sfollati. Ora governo e opposizione sembrano aver finalmente raggiunto un accordo di coalizione.

Un bambino curioso sbircia dietro alla tenda che garantisce la segretezza del voto ai grandi di casa. Siamo in India per le elezioni generali del 1996: in questa occasione furono mobilitati 600 milioni di aventi diritto. I voti determinarono la sconfitta del Partito del Congresso, al governo da mezzo secolo.

Il voto è segreto, così recita il cartone in cui sta votando questa donna: siamo a Panama nel 2004. Non è sempre stato così però: nei secoli scorsi, quando gli esploratori occidentali entrarono in contatto con le popolazioni africane, notarono che in alcune tribù i candidati a diventare capi-villaggio si disponevano uno accanto all'altro e i membri della comunità, dopo averli passati in rassegna, sceglievano il migliore indicando con la mano la loro preferenza.

Oggi lo strumento elettorale più diffuso rimane la scheda dove apporre una ics sulla propria preferenza. In Italia questo sistema è in vigore dal 1924: prima erano gli stessi candidati a consegnare le "schede" agli elettori. Essi scrivevano il proprio nome su un pezzo di carta e lo affidavano ai cittadini che a loro volta dovevano depositarlo al seggio.

E cosa si fa se l'elettorato è analfabeta? In Ghana si è risolta la questione stampando sulle schede elettorali le facce dei candidati; in Burkina Faso nel 1997 i partiti si identificarono con degli animali, chi scelse di essere rappresentato dal leone e chi dall'elefante. Nella foto, donne in burqua si apprestano a votare in Pakistan.

Il suffragio universale, secondo cui tutti i cittadini possono partecipare alle elezioni politiche e amministrative, è una cosa relativamente recente in Italia: è stato infatti introdotto nel 1912 per i maschi e solo nel 1946 per le femmine. Nella foto, donne alle urne in Iraq.

Ecco le operazioni di voto in Arabia Saudita dove alle donne, invece, non è ancora consentito votare. E nessuno può farlo al posto loro: l'unica forma di delega è infatti prevista per i portatori di handicap. Maschi, però: alle elezioni municipali del 2005 - le prime dagli anni Sessanta - hanno potuto partecipare solo gli uomini di 21 anni compiuti. Il ministro degli Interni Naif bin Abd al-Aziz ha dichiarato di "non ritenere possibile una partecipazione femminile al voto". Troppi ostacoli, come la mancanza di cabine elettorali separate da quelle per gli uomini e il fatto che molte donne non hanno neppure un documento d'identità. Ma ha assicurato che le saudite potranno votare nelle prossime elezioni municipali del 2009.

In occasione delle passate elezioni politiche 2006, 3 mila elettori italiani, in quattro seggi elettorali di Cremona, sperimentarono l'espressione del voto a livello informatico grazie al progetto E-Poll. Frontiera ancora più all'avanguardia è quella del e-voto, vale a dire la votazione fatta online, via Internet. La prima volta spetta all'America: in Arizona per le primarie dei democratici ci fu un incremento dei partecipanti da 12 a 77 mila. Nella foto, il voto espresso in Uganda dentro a una bacinella: siamo alle elezioni 2006.

Al seggio anche nel giorno del matrimonio: lo fa questa coppia macedone nel 2001. Altre scene da un matrimonio, cliccando qui

Gli Aymara sono una popolazione che vive prevalentemente nelle vicinanze del Lago Titicaca, tra Perù e Bolivia. Nel 2004 anche loro furono chiamati a partecipare al referendum sulla nazionalizzazione delle risorse naturali boliviane. Si è trattato del primo referendum popolare nella storia della Bolivia: 4 milioni e mezzo di persone chiamate a votare sulla proprietà dei pozzi da cui si estrae il gas, ultima risorsa per il più povero dei paesi sudamericani. La scelta era tra lasciare la gestione alle multinazionali del petrolio o nazionalizzare il gas naturale per venderlo alle multinazionali, così come fanno Texas e Arabia Saudita. Nel maggio 2006 il presidente Evo Morales ha dichiarato la nazionalizzazione delle risorse naturali del paese.

Il sistema elettorale degli Stati Uniti è piuttosto complesso, frutto della forma federale dello Stato e della visione aristocratica della democrazia dei padri costituenti alla fine del '700. Il sistema americano è indiretto: non sono cioè i cittadini a eleggere direttamente il presidente, ma 538 "grandi elettori". I cittadini sulla scheda esprimono la preferenza per un candidato presidente, ma in realtà eleggono una lista di "grandi elettori" associati con lui. Il candidato che vince - anche di uno solo voto - in uno Stato si prende tutti i "grandi elettori" in palio in quello Stato, chi riesce a far eleggere almeno 270 grandi elettori finisce alla Casa Bianca. Per ora i due candidati democratici superfavoriti, Hillary Clinton e Barack Obama, si stanno sfidando nelle elezioni primarie, in una guerra all'ultimo voto.

Un pericolo che mina la trasparenza delle elezioni in molte zone povere del mondo è la possibilità che gli elettori votino più volte. Nel 1999 in Indonesia si è tentato di risolvere il problema costringendo tutti quelli che avevano votato a intingere un dito in una vernice indelebile. Nella foto, la procedura svolta per le elezioni del 2002 in Cambogia.

I buffi cappelli sono di due giovani elettrici in abiti tradizionali che si sono recate alle urne in Germania nel marzo 2006: c'erano da eleggere i governi di tre stati tedeschi, Sassonia-Anhalt, Baden Wuerttemberg e Renania-Palatinato.

Nella foto uno scrutatore aiuta un vecchio monaco a inserire la propria scheda nell'urna: nello Sri Lanka le votazioni del 2001 dovevano eleggere i nuovi membri del parlamento.
In Italia è stato modificato il modo in cui vengono designati gli scrutatori: la commissione elettorale comunale deve procedere infatti alla nomina e non più al sorteggio degli scrutatori.

Chiudiamo la nostra gallery con il video di uno spot che invitava ad andare a votare. Partorito dal Partito Socialista Catalano per le elezioni spagnole del 2010 è stato spudoratamente clonato dal candidato al comune di Taranto Francesco D'Eri, della Lega d'Azione meridionale.
Le prossime elezioni verranno ricordate come quelle più sexy della storia. Dopo le primarie tra pornostar, la campagna elettorale in Puglia non poteva finire che in questo modo.

Non tutti hanno la fortuna di avere come vicino di cabina elettorale un mammut. E non un mammut qualsiasi, ma Dima, uno dei pupazzi in corsa per diventare la mascotte dei Giochi Invernali che si terranno a Sochi (in Russia) nel 2014. Eccolo mentre si fa un po' di pubblicità in un seggio di San Pietroburgo, in occasione delle elezioni presidenziali del 2 marzo 2008. A trionfare è stato il superfavorito Dmitri Medvedev, successore di Vladimir Putin. Ma l'OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) ha dichiarato che queste votazioni "non hanno rispettato gli standard democratici".