Tutti nel deserto

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Topo o canguro? Né uno né l’altro! Questo animaletto è un piccolo roditore che somiglia a un topo e che salta come un canguro. Con balzi che possono raggiungere anche il metro d’altezza, dieci volte la sua statura. Si chiama jerboa dalle lunghe orecchie (Euchoreutes naso) e a guardarlo non è difficile capire perché. E' il mammifero con le orecchie più grandi del mondo (in proporzione al corpo), che gli servono soprattutto per nutrirsi. Fungono infatti da “radar” per captare i suoni emessi dagli insetti di cui è ghiotto, anche quando si trovano a una certa distanza. 
Questa è una delle poche apparizioni “mondane” del jerboa, che esce solo di sera mentre di giorno se ne sta rintanato in cunicoli di sabbia. Vive nel deserto in Cina e in Mongolia ed è molto raro da vedere, perché oltre a essere timido è anche in via d’estinzione.
I ricercatori del Zoological Society di Londra come dei veri “paparazzi” sono riusciti riprenderlo per la prima volta. Riuscendo a girare questo video:

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C’è una gara che fa tremare le gambe anche agli atleti più allenati ed esperti: è la Maratona delle Sabbie, una corsa di sette giorni nelle torride dune marocchine del deserto del Sahara. Qui la temperatura media è di 40° C, eppure i partecipanti non mancano: ogni anno centinaia di maratoneti più o meno esperti mettono a dura prova muscoli e forza di volontà in questa competizione, considerata – non a caso – la più difficile del mondo. E come se non bastasse, ciascun atleta deve portare sulle spalle le provviste e i vestiti necessari per tutta la settimana. Dopo tanta fatica, i maratoneti possono "comodamente" riposare in tende berbere, godendosi l’unico lusso concesso dagli organizzatori: la quotidiana razione di nove litri d’acqua.

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Nel deserto attorno a Doha, capitale del Qatar, brilla una luce decisamente insolita. È quella del circuito internazionale di Losail, famoso per aver ospitato, il 9 marzo scorso, la prima gara in notturna nella storia del Moto GP.
Ma non è l'unico primato che questa pista può vantare. Per costruirlo ci sono volute 1.000 persone che hanno lavorato per un anno, per una spesa complessiva di 58 milioni di dollari (circa 37 milioni di euro).
Un gioiellino, per gli appassionati di questo sport, con un'unica pecca: la sabbia. Trasportata dal vento in mezzo al circuito, potrebbe creare seri problemi agli atleti in gara. Per limitare i danni e frenare l'avanzata della sabbia, l'area è stata, infatti, circondata da tappeti di erba artificiale.
C'è anche chi nel deserto corre... ma a piedi.

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Non c'ha pensato due volte, questo signore dotato di mustacchi d'acciaio, ad attaccare un'automobile ai suoi lunghi baffi… e tirare. Siamo alla fiera di Pushkar, nello stato desertico di Rajasthan (India), uno dei più colorati e popolari appuntamenti che attrae ogni anno turisti e curiosi da tutto il mondo.
A volte anche tagliarli (o farseli tagliare) può essere uno spettacolo... e il risultato di tanto sfoltire a volte va addirittura in concorso, come al campionato del mondo di barba che si svolge in Germania.

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La neve sta iniziando a sciogliersi e la stagione sciistica è ormai conclusa? Non disperate: se lo snowboard è la vostra passione, per i prossimi mesi potrete rimpiazzarlo con il sandboard. Per prima cosa, scegliete la location più adatta. Il Parco Nazionale delle Grandi Dune di Sabbia, in Colorado (Stati Uniti) potrebbe fare al caso vostro: lì troverete dune che sfiorano i 230 metri d’altezza, le più alte di tutto il Nord America. Se invece preferite un posto più attrezzato e adatto anche ai principianti, spostandovi un po’ più a ovest troverete il primo parco divertimenti interamente dedicato a questo sport: il Sand Master Park di Florence, nell’Oregon. Vi manca solo una tavola in formica o laminex con la base ricoperta di cera, che permette di scivolare facilmente sulla sabbia. Chi ci ha già provato assicura che è un po’ come volare.

C’è anche chi, abitando vicino a un vulcano, ha imparato a “surfare” sulla cenere. Guarda anche alcune tra le dune più alte del mondo.

[E. I.]

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Il moloch australiano (Moloch horridus), un rettile squamato dalle piccole dimensioni (non più di una ventina di centimetri), ha un soprannome che gli calza a pennello: lo chiamano "diavolo del deserto". Il suo aspetto non promette affatto bene: il corpo è disseminato di spine appuntite e sopra gli occhi ne ha due ancora più grosse che ricordano diaboliche corna. Tanto fumo e niente arrosto, verrebbe da dire: in realtà questo animaletto è inoffensivo. Le spine gli servono per difendersi da eventuali predatori - per cui lo aiutano anche le sue capacità mimetiche - ma va raramente all'attacco se non contro le formiche di cui è ghiotto. In un solo pasto riesce a ingoiarne fino a 1800. Per rifornirsi d'acqua invece usa proprio le corna con cui convoglia ogni traccia di umidità fino alla bocca.
Foto: © Uli Stich (UliStich.com)

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Quest’uomo si sta arrampicando non su una montagna ma su una duna di sabbia.
Le dune Mingsha si trovano in Cina e sono alte circa 1.700 metri e sono larghe 20.
Durante le belle giornate gli abitanti della vicina città di Dunhuang sentono come un “grido” provenire da queste gigantesche montagne di sabbia. Il motivo non è ancora chiaro e i ricercatori fanno solo delle ipotesi: per qualcuno sarebbe la particolare composizione della sabbia a farle riecheggiare per altri è solo il risultato di uno strano effetto di risonanza. Ma per ora di sicuro c’è solo una leggenda: un principe crudele in tempi molto antichi avrebbe, con la magia, spostato una duna per seppellire i devoti che durante le cerimonie religiose con i loro canti disturbavano il suo riposo. Oggi le loro anime rimaste sotto metri di sabbia piangono la loro sventura.

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Con la luna non ci si può abbronzare è vero, ma secondo i coniugi Chapin - che hanno inventato questo collettore di luce lunare e posizionato nel deserto dell'Arizona - l'"energia" lunare potrebbero essere utilizzata in diversi settori dall'industria, all’agricoltura, alla medicina. Per il momento però, lontani dalle suggestioni per il futuro, i Chapin offrono per 10 dollari qualche "scarica" di luce lunare, riflessa dagli 84 pannelli a specchio fissati sulla "parabola". Alcuni vistatori che hanno sperimentato l'Interstellar Light Collector, sembrano soddisfatti e dichiarano di aver provato una generalizzata sensazione di benessere. C'è chi dice di aver migliorato addirittura alcuni disturbi come l'asma e chi di aver provato una profonda euforia. Ma naturalmente niente di scientifico.

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La città di Mada'in Saleh (Arabia Saudita) nasconde un tesoro affascinante: più di cento tombe monumentali scavate nell'arenaria, ben conservate e risalenti al periodo d'oro di questa oasi, quando era tappa obbligata delle rotte commerciali, tra il 100 a.C. e il 100 d.C.. Funestata da antiche credenze che la consideravamo una città maledetta, è ora riscoperta dai turisti disposti a inoltrarsi nel deserto settentrionale saudita. La tomba di Qasr al-Farid è particolarmente spettacolare: scavata in un singolo monolite solitario nel deserto, mantiene ancora le effigi e i simboli religiosi scolpiti 2.000 anni fa.

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Siete biologi, geologi o ricercatori scientifici e vi va di fare una vacanza di quindici giorni in completo isolamento? Una possibilità potrebbe essere quella fornita dalla Mars Society, che non è propriamente un'agenzia di viaggi: si tratta infatti di un'organizzazione no profit di scienziati sempre alla ricerca di volontari per testare possibili condizioni di vita su Marte. Le simulazioni di svolgono nel deserto dello Utah, nell'Artico canadese, nell'entroterra australiano e in Island: in questo ambienti estremi, i volontari muniti di speciali tute sperimentano sulla loro pelle la vita marziana. Tutto su Marte, cliccando qui

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Quando deve allontanarsi dalla tana, mamma suricati (Suricata suricatta) sa di poter contare su un efficiente servizio di baby-sitting.
Le femmine del gruppo non ancora in “età da marito” si offrono volentieri di badare ai suoi cuccioli - come questi due fotografati mentre giocano nel Deserto del Kalahari, nell’Africa meridionale - mentre lei si concede qualche ora di libertà. Tempo prezioso che la madre sfrutta per nutrirsi con “piatti” succulenti a base di insetti, millepiedi e rettili. Così, rifocillata come si deve, produrrà latte più a lungo e potrà sfamare i piccoli fino al termine dello svezzamento, che avviene circa 2 mesi dopo la nascita.

Una carrellata di cuccioli giocherelloni

Mamme premurose con figli…bestiali

[E. I.]

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Ecco una faccia dell'accordo di disarmo raggiunto dagli Stati Uniti con la Russia. In questa fotografia aerea si vedono decine di bombardieri B-52 Stratofortress in disuso, rigorosamente ordinati nel deserto dell'Arizona. Questi aerei da guerra hanno dimensioni mastodontiche con la loro apertura alare di 56.4 metri e la lunghezza di 48.5 metri. Raggiungono una velocità di 1024 km/h a 6250 metri di quota. Per saperne di più sulle aspirazioni aeree dell'uomo, vi rimandiamo alla fotogallery: "Le ali di Icaro: la storia di un sogno".

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Se sull'origine dei cerchi sul grano sappiamo ancora ben poco, i cerchi di quest'immagine non hanno nulla di misterioso e sono frutto del sistema di irrigazione a perno centrale, in cui la tubazione lunga anche 500 metri ruota attorno al punto di alimentazione dell'acqua. Siamo nel mezzo del deserto a Kuwait City (Kuwait), dove il verde intenso indica una vegetazione rigogliosa e raccolti rigogliosi, mentre il marrone indica le zone più aride. Con questo sistema gli erogatori sono mantenuti a qualche metro da terra grazie ad appositi supporti, simili a tralicci, che si muovono su carrelli con ruote. L'area catturata dal satellite è ampia all'incirca tre chilometri quadrati.

Topo o canguro? Né uno né l’altro! Questo animaletto è un piccolo roditore che somiglia a un topo e che salta come un canguro. Con balzi che possono raggiungere anche il metro d’altezza, dieci volte la sua statura. Si chiama jerboa dalle lunghe orecchie (Euchoreutes naso) e a guardarlo non è difficile capire perché. E' il mammifero con le orecchie più grandi del mondo (in proporzione al corpo), che gli servono soprattutto per nutrirsi. Fungono infatti da “radar” per captare i suoni emessi dagli insetti di cui è ghiotto, anche quando si trovano a una certa distanza. 
Questa è una delle poche apparizioni “mondane” del jerboa, che esce solo di sera mentre di giorno se ne sta rintanato in cunicoli di sabbia. Vive nel deserto in Cina e in Mongolia ed è molto raro da vedere, perché oltre a essere timido è anche in via d’estinzione.
I ricercatori del Zoological Society di Londra come dei veri “paparazzi” sono riusciti riprenderlo per la prima volta. Riuscendo a girare questo video: