Curiosità

Tra le "linee di Nazca" spuntano continuamente nuove figure!

Grazie all'uso di droni e dell'intelligenza artificiale, tra i geoglifi del deserto di Nazca si scoprono continuamente nuove figure umane e di animali.

Più si cercano e più se ne trovano. Parliamo dei geoglifi incisi nel deserto di Nazca, in Perù, che è una vera galleria d'arte a cielo aperto. I geoglifi sono linee prodotte tracciando piccoli solchi nel suolo, che nell'insieme hanno l'aspetto di figure (enormi o più piccole) di animali, uomini e molto altro. Furono tracciate quando la civiltà Nazca viveva il suo massimo splendore, cioè tra il 300 a. C. e il 500 d. C.

Una bella (ri)scoperta. Sebbene fossero già note nel 1500, le linee furono "riscoperte" all'inizio del secolo scorso, grazie al sorvolo da parte di piloti civili e militari peruviani. Da allora le ricerche si sono intensificate e di tanto in tanto c'è qualcuno che pensa che... tutto ciò che c'era da scoprire, è stato scoperto. Ma subito dopo arrivano nuovi ritrovamenti a smentire.

L'anno scorso un archeologo peruviano, dopo approfondite ricerche, aveva affermato al The Guardian che secondo lui gli scienziati hanno trovato appena il 5 per cento di tutte le linee di Nazca e forse non aveva tutti i torti. A dare sostegno a questa ipotesi hanno pensato alcuni ricercatori dell'Università di Yamagata, in Giappone, che in pochi mesi hanno portato a raddoppiare il conto dei disegni conosciuti.

Animali e umani. Grazie anche a indagini condotte con i droni nel sito che è Patrimonio dell'Umanità sono stati identificati 168 nuovi geoglifi, una cinquantina dei quali sembrano raffigurare figure simili a quelle umane. Una delle illustrazioni umanoidi sembra persino sfoggiare un alcuni peli sul viso. Alcuni degli altri disegni incisi nel terreno rappresentano invece uccelli, orche, gatti e serpenti. Altri ancora sembrano solo semplici linee o motivi geometrici trapezoidali. 

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Un geoglifo di una figura umanoide recentemente riscoperto nel deserto di Nazca in Perù. © Università di Yamagata

Molte delle antiche illustrazioni sono incise su un terreno pianeggiante, dunque osservandoli da punti di osservazione vicini risulta quasi impossibile identificare la figura che rappresentano. È per questo che gli studi hanno richiesto sorvoli di aerei e molti passaggi con i droni. La difficoltà nell'intepretare i disegni è ulteriormente aumentata dall'erosione, dovuta soprattutto al vento, che nel corso del tempo ha "livellato" alcune parti dei disegni. 

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Un geoglifo raffigurante un serpente nel deserto di Nazca in Perù. © Università di Yamagata

Alcune delle informazioni che stanno raccogliendo i ricercatori giapponesi vengono analizzate anche da programmi di intelligenza artificiale, che sono in grado di individuare più velocemente e in modo più affidabile dell'occhio umano eventuali disegni nascosti

Per gli dei. Le linee di Nazca sono uno dei misteri più intriganti della storia recente, perché non è ancora ben chiaro il perché vennero realizzate.

Le spiegazioni possibili si sono alternate nel corso dei decenni, ma l'ipotesi più comune vuole che queste figure siano state realizzate per gli dei del cielo, che dall'alto guardavano gli umani sulla Terra. Un'altra ipotesi popolare suggerisce che queste figure siano stati disegnati per scopi astronomici e rituali, e dovevano riflettere in qualche modo la disposizione delle stelle che si trovava nella porzione di cielo sopra la popolazione Nazca. 

20 dicembre 2022 Luigi Bignami
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