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Thanksgiving Day: che cos'è il giorno del Ringraziamento?

Le origini del giorno del Ringraziamento, la tradizionale festa americana che quest'anno, in piena pandemia, non può essere come sempre.

"Evitate di essere più di 10 persone in una sola stanza contemporaneamente. È ciò che raccomandano gli esperti: siamo in guerra con il virus". Parole di Joe Biden, il neo Presidente degli Stati Uniti, per invitare gli americani alla prudenza: il Thanksgiving Day di quest'anno (26 novembre 2020), in piena pandemia da CoViD-19, non può essere come gli altri.

Anche Biden, infatti, festeggerà "soltanto con tre componenti della famiglia", tra cui la moglie Jill. E nemmeno Donald Trump festeggerà come d'abitudine nella sua lussuosa residenza di Mar-a-Lago: rimane alla Casa Bianca con la famiglia.

I padri pellegrini. Per gli americani, il giorno del Ringraziamento (quest'anno il 26 novembre) è la festa più importante dell'anno, insieme al Natale e al 4 luglio: da sempre, cade ogni quarto giovedì di novembre (in Canada ogni secondo lunedì di ottobre).

Il Thanksgiving Day viene comunemente fatto risalire al 1621, quando nella città di Plymouth, nel Massachusetts, i padri pellegrini si riunirono per ringraziare il Signore del buon raccolto.

Nel 1863, nel bel mezzo della guerra di secessione, Abramo Lincoln proclamò la celebrazione del giorno del Ringraziamento, che da quel momento diventò una festa annuale e perse gradualmente il suo contenuto cristiano. Oggi rappresenta una delle feste più importanti per i nordamericani.

A tavola. In Europa la celebrazione è conosciuta grazie ai film e telefilm di importazione in cui viene rappresentata spesso come l'occasione di riunirsi attorno al famoso tacchino per ringraziare (Dio, la vita, gli amici, i parenti) per ciò che si ha. La tradizione vuole che la cena venga sempre organizzata a casa, mai al ristorante, con familiari e amici.

Una parodia del famoso quadro di Rockwell tratta da una puntata della famosa serie Tv Modern Family.

Il tacchino, che in ogni famiglia viene cucinato secondo la propria ricetta "segreta", è accompagnato da salsa gravy, puré di patate, patate dolci, salsa di mirtilli, verdure e torta di zucca.

Tacchino Story. La storia dei tacchini risale al popolo degli Aztechi, nelle Americhe appena conquistate, che li offrirono in dono agli spagnoli che li importarono in Europa. In breve tempo la sua presenza divenne così consueta da far dimenticare a tutti la sua provenienza. Ironicamente, l'americanissimo tacchino è stato poi "reimportato" più di un secolo dopo sulle coste del Massachusetts dai Padri Pellegrini del Mayflower che hanno dato inizio al suo consumo intensivo.

E oggi, anche nell'aspetto, i 45 milioni di tacchini che vengono serviti sulle tavole statunitensi il quarto giovedì di novembre sono solo lontani parenti di quelli assaggiati dai conquistadores.

In Usa come in Europa questi volatili sono stati trasformati in macchine da carne, che razzolano in capannoni chiusi e disinfettati, accuditi da uomini rinchiusi in abiti sterilizzati. Gli allevatori vivono infatti nella costante preoccupazione che malattie e batteri danneggino le loro creature. Anche per questo i volatili non vedono mai la luce del giorno.

Un posto al sole. Le femmine fattrici, fecondate artificialmente con il seme prelevato ai maschi da personale specializzato, vivono anzi sotto un perenne sole artificiale, con lo scopo di aumentare la produttività. Una volta inseminate produrranno così fino a 80-100 uova in 25 settimane, prima di essere macellate.

Alla schiusa, ai pulcini viene tagliata la punta del becco, per impedire che si feriscano tra loro; poi vengono avviati all'ingrasso. Le femmine devono raggiungere il peso forma di 8 kg (lo fanno in circa 5 mesi), i maschi invece arrivano fino a 18 kg, ma impiegano un mese in più. Poi avviene la macellazione.

Oggi hanno penne bianche. Per ottenere la sua carne povera di grassi e a basso contenuto di colesterolo, ma ricca di proteine e minerali, si è fatto ampio ricorso alla selezione delle razze. Oggi, per esempio, quasi tutti i tacchini hanno le penne bianche, perché una volta spiumati la loro carne resta chiara: i consumatori la preferiscono a quella, più scura, dei tacchini a piumaggio bronzato.

25 novembre 2020
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