In una mostra la storia del cavallino rampante

L'aviatore Francesco Baracca, i cavalli e le Ferrari (ma anche le Alfa Romeo e le moto Ducati). Cos'hanno in comune tra loro? È possibile scoprirlo (e vederlo) in una mostra organizzata al Museo dell'Aeronautica G. Caproni di Trento.

Il pannello ligneo con l’insegna del Cavallino Rampante fatto realizzare dall'aviatore Francesco Baracca. È uno dei cimeli esposti dal 25 ottobre 2014 al 12 aprile 2015 presso il Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni di Trento in occasione della mostra "Nel segno del Cavallino Rampante". Qui sarà possibile ammirare cimeli e documenti relativi al più celebre aviatore italiano, Francesco Baracca, messi a disposizione da musei e da privati. E ricostruire il percorso che ha trasformato il celebre cavallino da uno stemma militare nel marchio più riconoscibile del mondo.

Francesco Baracca è un giovane militare romagnolo. Agli inizi del Novecente presta servizio presso uno dei reparti più prestigiosi dell'esercito, il reggimento "Piemonte Reale Cavalleria". Lo stemma araldico del reggimento è un cavallino rampante di colore argenteo su campo rosso...

L'elmo di cavalleria di Baracca (proveniente dal Museo di Lugo di Romagna). Negli anni 1910/11, a Roma, si fa notare dagli istruttori per la sua abilità a cavallo. Ma proprio in quel periodo assiste alle esercitazioni di uno squadrone di aviazione che inizia a muovere i primi passi e ne resta folgorato. Decide di diventare aviatore.

L'amore per i cavalli, però, non si dimentica: così, a partire dal 1917, l'aviatore Baracca adotta il simbolo del cavallino rampante come insegna per gli aeroplani da lui pilotati. In questo disegno, il suo SPAD S.VII. L'illustrazione non fa parte della mostra "Nel segno del Cavallino Rampante" di Trento, dove invece sono installati due simulatori di volo che riproducono l'abitacolo degli aerei, per dare la possibilità ai visitatori di indossare virtualmente i panni del celebre aviatore.

Un frammento di tela di un Brandenburg C.I. 29.20 abbattuto dal Francesco Baracca in 7 dicembre del 1917 sull'altopiano di Asiago: si tratta del trentesimo abbattimento nemico effettuato dall'aviatore romagnolo che, per questo, fu poi insignito con la Medaglia d'oro al Valore militare.

Una bussola magnetica tra i cimeli esposti al Museo di Trento fino al prossimo aprile. I visitatori avranno a disposizione anche una libreria digitale per consultare immagini, video e altri documenti.

Bossoli di mitragliatrice e un frammento dello SPAD S. VII pilotato da Baracca. Il 19 giugno 1918 l'aviatore non rientrò da una missione di guerra sul Montello.

Dopo alcuni giorni il suo corpo fu ritrovato accanto ai resti bruciati del suo aereo in località Busa della Rane sul Montello, dove fu piantata questa croce in legno.

Un'Alfa Romeo 8C 2300. Che c'entra in questa storia? Fu la prima autovettura ad adottare il cavallino rampante come simbolo (sulla fiancata). Avvenne in occasione della 24 Ore di Spa del 1932 per volere dell'allora pilota dell'Alfa Romeo, Enzo Ferrari. Che decise in questo modo di onorare la memoria di Francesco Baracca, del quale anni prima aveva conosciuto i genitori, che lo avevano pregato di usare il cavallino come simbolo delle auto che avrebbe guidato. L'Alfa col cavallino, quel giorno, vinse la gara.

Ma l'effetto portafortuna non finì quel giorno, anzi. Perché Ferrari scelse il cavallino rampante (leggermente modificato nella grafica) come marchio di fabbrica per la casa automobilistica che avrebbe fondato di lì a poco. Un successo inimmaginabile sia sul mercato, sia nelle competizioni (nella foto, la "rossa" attualmente guidata da Fernando Alonso in Formula 1), la cui portata è oggi testimoniata da una ricerca: il logo Ferrari è risultato il più riconoscibile del mondo, precendendo marchi del calibro di Google, Coca Cola e Walt Disney.

Non solo auto, però. Il cavallino rampante, infatti, ha conosciuto le competizioni a motore anche sulle due ruote. Per qualche anno fu adottato dalla scuderia Ducati per volere del suo progettista Fabio Taglioni, concittadino di Baracca. Nella foto, la prima Ducati insignita col cavallino, la Desmo.

Oggi il cavallino rampante resta "in servizio" anche sugli aerei. Il simbolo, infatti, compare sul timone di coda degli Eurofighter Typhoon del IV stormo dell'Aeronautica militare italiana, di cui il cavallino è lo stemma.

Oggi il cavallino rampante resta "in servizio" anche sugli aerei. Il simbolo, infatti, compare sul timone di coda degli Eurofighter Typhoon del IV stormo dell'Aeronautica militare italiana, di cui il cavallino è lo stemma.

Il pannello ligneo con l’insegna del Cavallino Rampante fatto realizzare dall'aviatore Francesco Baracca. È uno dei cimeli esposti dal 25 ottobre 2014 al 12 aprile 2015 presso il Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni di Trento in occasione della mostra "Nel segno del Cavallino Rampante". Qui sarà possibile ammirare cimeli e documenti relativi al più celebre aviatore italiano, Francesco Baracca, messi a disposizione da musei e da privati. E ricostruire il percorso che ha trasformato il celebre cavallino da uno stemma militare nel marchio più riconoscibile del mondo.