Specialità al veleno: 6 cibi da evitare

Dal pesce fugu all'ackee, dallo squalo fermentato al pregiato formaggio coi vermi: un menù di piatti molto prelibati e altrettanto pericolosi. Leggi anche: 11 cibi velenosi... che mangiamo abitualmente e Alnwick garden, il giardino più velenoso del mondo

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fugu

Fugu. Ci sono piatti deliziosi, secondo alcuni gourmand, che rappresentano anche una sfida alla sorte e alla resistenza del nostro organismo, prima ancora che al palato: cibi pregiati e velenosi, come il Fugu, o pesce palla, che in Giappone è considerato una prelibatezza e può arrivare a costare fino a 200 euro al piatto. Ma i suoi organi interni sono fatalmente velenosi e la legge impone che a prepararlo siano solo chef autorizzati e addestrati per disintossicare il pesce per il consumo. Le ricette? Può essere bollito assieme ad ortaggi (fugu-chiri), consumato fritto (fugu kara-age), oppure lasciato crudo nel sashimi di fugu (Fugu sashi o Tessa). Ma non in Italia, dove dal 1992 ne è stato vietato l'utilizzo in cucina.

ackee

Ackee. Popolare in Giamaica, è una pianta ricca di proteine, vitamina A e acidi grassi essenziali - ma ha anche il potenziale di uccidere chiunque la mangi per il contenuto di ipoglicina: per evitare il vomito (più precisamente, la “malattia del vomito giamaicana“), convulsioni e ipoglicemia fatale, chi la consuma deve staccare i semi e le parti rosse e nere velenose per raggiungere quelle gialle interne, che sarebbero sicure.

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Rana toro gigante. È considerata una prelibatezza in Namibia, dove però può essere mangiata solo in alcuni periodi dell’anno, quando la rana è nella stagione degli amori e i livelli di tossine presenti sulla pelle e negli organi sono più bassi. Le più letali, secondo gli esperti, sarebbero le rane più giovani che possono contenere una tale quantità di sostanze tossiche da provocare insufficienza renale.

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Casu Marzu. Il pregiato formaggio sardo è famoso per ospitare le larve della mosca casearia che lo fermentano, fino a farlo diventare estremamente morbido e piccante. Non è letale come le altre pietanze di questa fotogallery, ma è stato vietato nell'UE, in quanto qualche problemino lo dà: le larve potrebbero scavare nel rivestimento dello stomaco provocando vomito, diarrea e crampi. Ma non tutti la pensano così: la Sardegna lo ha inserito nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani per proteggerlo e perpetrarne la tradizione alimentare.

squalo

Hákarl. Paese che vai, prelibatezza che trovi. In Islanda per esempio c’è lo squalo della Groenlandia fermentato, che se non preparato correttamente, può intossicare chi lo consuma. Curioso il modo in cui viene preparato: dopo aver sotterrato lo squalo, viene appeso ad asciugare per quattro o cinque mesi, per sbarazzarsi dell'acido urico nella carne (lo squalo non ha i reni) che renderebbe impossibile consumarlo. Il risultato sono un gusto piuttosto deciso, e un odore che secondo alcuni ricorda l’ammoniaca, e lo rendono particolarmente gradito agli islandesi di vecchia generazione.

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Pesce palla argenteo. Il suo avvistamento, recente, nei nostri mari è visto con preoccupazione per la salvaguardia della biodiversità marina: è una specie predominante, in competizione con i pesci carnivori nativi ed è in grado di riprodursi a grande velocità. Ma non solo. Sebbene sia considerata una prelibatezza in alcuni luoghi dell'Oceano Indiano, il fegato, la pelle e gli organi riproduttivi del pesce palla argenteo contengono tetrodotossina, una sostanza tossica che potrebbe causare fatale paralisi muscolare e problemi di respirazione e che resiste anche alle lunghe cotture. Nel 2004 la UE ha emanato un regolamento che vieta la commercializzazione di tutta la famiglia dei Tetraodontidae, alla quale appartiene il pesce palla argenteo (Lagocephalus sceleratus).

Fugu. Ci sono piatti deliziosi, secondo alcuni gourmand, che rappresentano anche una sfida alla sorte e alla resistenza del nostro organismo, prima ancora che al palato: cibi pregiati e velenosi, come il Fugu, o pesce palla, che in Giappone è considerato una prelibatezza e può arrivare a costare fino a 200 euro al piatto. Ma i suoi organi interni sono fatalmente velenosi e la legge impone che a prepararlo siano solo chef autorizzati e addestrati per disintossicare il pesce per il consumo. Le ricette? Può essere bollito assieme ad ortaggi (fugu-chiri), consumato fritto (fugu kara-age), oppure lasciato crudo nel sashimi di fugu (Fugu sashi o Tessa). Ma non in Italia, dove dal 1992 ne è stato vietato l'utilizzo in cucina.