Sony World Photography Awards, le foto vincitrici

Drammatica attualità, ritratti, viaggi, cambiamenti climatici: gli scatti premiati nel prestigioso concorso di fotogiornalismo, in cui si sono distinti, quest'anno, anche molti fotografi italiani.
Guarda anche alcune delle foto finaliste

Riconoscere e premiare la migliore espressione di fotografia contemporanea: è la sfida che si pone ogni anno il Sony World Photography Awards, il più grande concorso di fotogiornalismo al mondo. L'edizione 2015 ha visto sfidarsi 173 mila scatti di fotografi provenienti da 171 paesi diversi. I vincitori sono stati proclamati il 23 aprile: ecco alcune delle foto premiate.

Il dramma di Ebola è il soggetto del reportage dal titolo L'epidemia di ebola devasta la capitale liberiana, con cui il fotoreporter newyorkese John Moore si è aggiudicato il titolo di "Fotografo professionista dell'anno" e il primo prestigioso premio, l'Iris d'Or, oltre a un riconoscimento in denaro di 25 mila dollari.

Moore racconta con crudezza e compassione la quotidianità dell'epidemia, la morte e la separazione, senza varcare la linea sottile che separa l'umanità dalla assoluta ricerca dello scoop. "Immortalando l'epidemia - si legge nelle motivazioni della giuria - John Moore mostra tutta la brutalità che caratterizza la vita quotidiana di queste persone, dilaniate da un nemico invisibile. Ciò che gli è valso il titolo, però, è il suo approccio davanti a un simile orrore: gli scatti, intimi e rispettosi, commuovono lo spettatore per il loro coraggio e per l'integrità giornalistica".

"È difficile stabilire il confine sottile tra immagini che sfruttano queste situazioni e immagini che veicolano la stessa idea con sensibilità, compassione ed empatia, ma Moore è riuscito ad andare in quest'ultima direzione in maniera ineccepibile." Sempre un reportage su Ebola è valso a un fotoreporter del New York Times il Premio Pulitzer, assegnato pochi giorni fa.

Ma l'edizione 2015 del Sony World Photographer Awards ha premiato anche moltissimi fotografi italiani. Riccardo Bononi, ricercatore e docente di Antropologia Visuale presso l'Istituto Ricerca e Formazione nelle Scienze Sociali (IRFOSS) di Padova, ha vinto il titolo di "Sport Photographer of the Year" con un servizio dal titolo "Las Valkyrias de Bolivia" sulla tradizione del wrestling femminile in Bolivia.

La fierezza di una delle lottatrici. Il lavoro di Bononi coniuga la fotografia alle tematiche della ricerca antropologica.

Un altro italiano, Giovanni Troilo di Putignano (Bari) si è aggiudicato il titolo di People Photographer of the Year per un reportage sugli abitanti della città di Charleroi, Belgio, intitolato "La Ville Noire - The Dark Heart of Europe" ("La città nera, il cuore oscuro dell'Europa"). Le foto inseguono le radici della famiglia del fotografo in una cittadina belga colpita da crisi economica, disoccupazione, microcriminalità e conseguenti problemi sociali.

L'Italiano Giulio di Sturco con questa foto si colloca al terzo posto come fotografo Professionista nella categoria "Paesaggi". Lo scatto documenta la secca del Gange al confine tra India e Bangladesh a causa della chiusura della diga di Farakka dal lato indiano del fiume.

Annalisa Natali Murri si è aggiudicata il terzo posto nella categoria "Attualità" per aver documentato i traumi psicologici dei reduci e dei familiari della strage del Rana Plaza, il crollo di un edificio commerciale di otto piani nella Grande Area di Dacca, dove persero la vita almeno 1129 operai di fabbriche di abbigliamento a basso costo che esportano in Occidente.

Diversi gli italiani premiati nella categoria Architettura. Antonio La Grotta ha vinto il terzo posto per un servizio sulle discoteche abbandonate italiane.

Al secondo posto è arrivato invece Massimo Siragusa con un reportage sulle sedi delle associazioni sparse per il territorio dello Stivale.

Al secondo posto nella categoria Arti e Cultura questo scatto di Alessandra Bello, che ritrae in un riflesso un "luogo di culto" contemporaneo, che è insieme luogo di passaggio.

Turi Calafato si è invece aggiudicato il primo posto nella categoria "Foto dal cellulare" per una serie di scatti che documentano la vita sulle spiagge siciliane nei giorni d'estate. Una scena per molti familiare.

Il fotografo britannico Simon Norfolk ha mappato con linee infuocate l'antico fronte del Ghiacciaio Lewis, sul Monte Kenya, la seconda montagna più alta dell'Africa, per mostrare il drammatico ritiro dei ghiacci dal 1934 ad oggi.

Terzo posto nella categoria "Viaggio" per questo scatto del giapponese Yoko Naito che mostra la simbiosi tra uomo e natura in Islanda. 10 cose che forse non sai sull'Islanda

Un sorriso prima della partenza del treno, in India. Lo scatto è tra i vincitori della categoria "Open" dedicata ai fotografi non professionisti.

Vincitore della categoria "Lifestyle" questo ritratto del fotografo cinese Li Fan di una bambina di etnia Yi, una minoranza etnica che vive sulle Great Liangshan Mountains, nel sudovest della Cina.

Uno degli scatti più apprezzati nella categoria "Viaggi", ritrae la costa adriatica tra Ravenna e Rimini dall'alto, in un affollato giorno d'estate.

"Lanciate palloni, non proiettili" è il titolo di questo scatto del francese Sebastian Gil Miranda, realizzato in una delle periferie più malfamate di Buenos Aires, Argentina.

La foto documenta il primo contatto con l'energia solare delle popolazioni rurali del Myanmar, in aree in cui solamente il 26% delle persone ha accesso alla rete elettrica. Lo scatto è al primo posto nella categoria "ritratti".

Terzo posto nella categoria "Natura morta" uno scatto che immortala diversi tipi di verde, alcuni dei quali particolarmente "vivi".

Riconoscere e premiare la migliore espressione di fotografia contemporanea: è la sfida che si pone ogni anno il Sony World Photography Awards, il più grande concorso di fotogiornalismo al mondo. L'edizione 2015 ha visto sfidarsi 173 mila scatti di fotografi provenienti da 171 paesi diversi. I vincitori sono stati proclamati il 23 aprile: ecco alcune delle foto premiate.

Il dramma di Ebola è il soggetto del reportage dal titolo L'epidemia di ebola devasta la capitale liberiana, con cui il fotoreporter newyorkese John Moore si è aggiudicato il titolo di "Fotografo professionista dell'anno" e il primo prestigioso premio, l'Iris d'Or, oltre a un riconoscimento in denaro di 25 mila dollari.