9 sogni che hanno cambiato il mondo

Da Frankenstein a Google, dalle canzoni dei Beatles e dei Rolling Stones alla scoperta della neurotrasmissione, dai libri di Stephen King alla Tavola degli Elementi: le invenzioni nate da un sogno.

Larry Page, co-fondatore di Google ha raccontato che l'idea di un motore di ricerca con le caratteristiche di Google gli venne durante un sogno "vivido". Ne parlò al suo migliore amico, Sergey Brin, e assieme diedero vita a Backrub (il precursore di Big G).
Nella foto Page (a sinistra) e Brin nel 1998.

«Una mattina di maggio del 1965 mi svegliai con una musica deliziosa in testa» raccontò Paul McCartney al biografo Barry Miles. «Pensai: che meraviglia, chissà com’è». Paul si alzò e suonò al piano la melodia che sarebbe diventata Yesterday. Poiché non c’erano ancora le parole, McCartney le improvvisò: “Uova sbattute, o bimba mia, mi piacciono le tue gambe”. Gli piaceva il suono, ma aveva qualche riserva perché non riusciva a credere di averle scritte lui. «Quando la canzone mi è venuta in mente ho chiesto ai miei amici: "Lo conosci? È un buon motivetto. Ma non l'ho scritto, l'ho sognato"» ricorda ancora Sir Paul.
Oggi Yesterday è nel Guinness come la canzone più registrata.

Anche i "rivali" del quartetto di Liverpool, i Rolling Stones, devono una loro hit a un sogno. Keith Richards ha attribuito (I Can not Get No) Satisfaction, a un sogno. Richards immaginò il suo ormai famoso motivetto di tre note mentre ronfava, si svegliò per fissarlo al registratore e borbottò le parole: I can't get no satisfaction, prima di ricadere addormentato.
Una seconda versione dell'episodio è meno poetica. Richards fatto e ubriaco ha acceso il registratore perché si sentiva particolarmente ispirato. Ha iniziato a buttar giù un paio di accordi alla chitarra prima di addormentarsi sconvolto. Risultato? Un nastro con tre accordi (entrati nella storia) e tre ore di ronfata.

All'inizio del 20esimo secolo, gli scienziati ritenevano la trasmissione dei segnali nel cervello avvenisse elettricamente. Dopo un sogno, il dottor Otto Loewi si svegliò durante la notte e scarabocchiò alcune riflessioni su un foglio. Al risveglio si rese conto che aveva scritto le basi della teoria che avrebbe cambiato la storia della medicina: cioè che le informazioni vengono trasmesse chimicamente, attraverso i mediatori chimici attivi. Cosa che in seguito riuscì a dimostrare, vincendo il Nobel per la fisiologia nel 1936.

Cosa sarebbe la letteratura horror senza Frankenstein? L'autrice Mary Wollstonecraft Shelley sognò il "mostro" dopo che il poeta Lord Byron aveva sfidato lei ed altri scrittori a cimentarsi con storie di fantasmi. Durante un incubo notturno vide il momento in cui lo scienziato pazzo creava Frankenstein. La mattina seguente si mise al lavoro per scrivere l'agghiacciante seguito.

Misery non deve morire è uno dei libri più popolari di Stephen King, da cui è stato tratto anche un film: come ha spiegato lo stesso autore, l'idea di una fan che tiene prigioniero il suo scrittore preferito perché riscriva il finale di una storia, gli venne durante un sogno in aereo. Nel sogno originale, in realtà lo scrittore moriva. A King però questa parte non piacque e preferì cambiarla.

Il sogno imprenditoriale più famoso forse è quello di Elias Howe, che mentre lavorava al progetto della macchina da cucire nel 1845, fece un incubo in cui alcuni cannibali lo trafiggevano con le loro lance: notò che queste presentavano un foro accanto alla punta acuminata e applicò quest'idea (vincente) alla sua invenzione.

Il geniale matematico indiano Srinivasa Ramanujan non smise di scrivere formule e funzioni neppure sul letto di morte. A chi gli chiedeva come lui autodidatta, conoscesse i segreti dei numeri, rispondeva che gliela aveva dati in sogno la dea indù Namagiri, cui era devoto.

Alcuni storici, soprattutto russi, sostengono che il chimico Dmitrij Ivanovič Mendeleev inventò la tavola degli elementi grazie a un sogno. E lo riporta anche Wikipedia. In realtà la vicenda è controversa: un articolo di Psycnet, il sito dell'associazione degli psichiatri americani, spiega che "Il sogno di Mendeleev della tavola periodica degli elementi nella sua forma completa è specioso, nonostante le ripetute citazioni. Non solo non c'è alcuna relazione sul sogno, ma la prova si basa sulla considerazione di seconda mano di un collega. L'esame di materiale d'archivio indica invece che Mendeleev aveva già studiato la tavola periodica prima del presunto sogno; e che un sogno abbastanza plausibilmente sarebbe avvenuto qualche tempo dopo. Ma fornì allo scienziato solo una rappresentazione migliorata della tavola periodica".

La storia è ricca di problemi risolti all’alba: il chimico Friedrich Kekulé sognò un serpente che si mordeva la coda e al risveglio capì che la molecola del benzene era esagonale; Henri Poincaré risolse formule matematiche; Robert L. Stevenson inventò Lo strano caso del Dr Jekyll e Mr Hyde. Perché? Secondo Robert Stickgold, neuroscienziato all’Harvard Medical School di Boston, il sogno aiuta a individuare connessioni passate inosservate durante la veglia.
Matthew Walker, neuroscienziato alla Harvard Medical School sostiene addirittura che diversi stadi del sogno servano a consolidare 3 differenti tipi di memorie: 1) quelle spaziali (cioè quelle che si formano muovendosi in un labirinto o in una città virtuale) e 2) quelle dichiarative (che fissano le conoscenze esprimibili a parole), si consolidano durante il sonno a onde lente. Mentre i ricordi con una forte componente emotiva (3) si elaborano e fissano durante il sonno Rem, quello in cui si sogna di più.

Larry Page, co-fondatore di Google ha raccontato che l'idea di un motore di ricerca con le caratteristiche di Google gli venne durante un sogno "vivido". Ne parlò al suo migliore amico, Sergey Brin, e assieme diedero vita a Backrub (il precursore di Big G).
Nella foto Page (a sinistra) e Brin nel 1998.