Si può dire sindaca?

Le vittorie di Appendino a Torino e di Raggi a Roma riaprono una vecchia questione linguistica: si dice sindaco o sindaca?

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Virginia Raggi, a sinistra, e Chiara Appendino. |

Virginia Raggi e Chiara Appendino non sono le prime donne ad essere elette per guidare il consiglio comunale di una città italiana. Ma la loro vittoria ha riaperto una questione linguistica molto calda: si dice sindaco o sindaca? Raggi e Appendino sono sindache o sindaci?

 

Ovviamente, sulla questione c'è una regola e l'Accademia della Crusca lo ha già comunicata nel 2013 e prima ancora nel 2011 nella Guida agli atti amministrativi: è corretto usare le parole sindaca. E si possono usare anche architetta, avvocata, magistata e ministra.

 

La stessa Accademia spiega che l'uso di forme femminili nuove è già avvenuto con molti altri mestieri: infermiera, maestra, operaia, modella, cuoca, segretaria. E come nessuno si sognerebbe di definire Federica Pellegrini un nuotatore (e neppure - errore - una nuotatore), così allo stesso modo è corretto definire Virginia Raggi una sindaca.

 

Spiega l'Accademia della Crusca:

 

«Un uso più consapevole della lingua contribuisce a una più adeguata rappresentazione pubblica del ruolo della donna nella società, a una sua effettiva presenza nella cittadinanza e a realizzare quel salto di qualità nel modo di vedere la donna che anche la politica chiede oggi alla società italiana. È indispensabile che alle donne sia riconosciuto pienamente il loro ruolo perché possano così far parte a pieno titolo del mondo lavorativo e partecipare ai processi decisionali del paese. E il linguaggio è uno strumento indispensabile per attuare questo processo».

 

Sindaca o sindachessa? Sempre l'Accademia della Crusca consiglia di utilizzare la prima forma: usare tranquillamente le forme in -essa già in uso nella nostra lingua (campionessa, dottoressa, professoressa ecc.), evitare di costruirne di nuove preferendo altre strategie di formazione lessicale (deputata, ministra, sindaca) o l’anteposizione dell’articolo femminile per le forme in -e (la giudice, la vigile etc).

 

H/t: Il Post

 

20 giugno 2016