Scusi, dov'è il bagno?

Sull'autobus, per strada, in mezzo al deserto... Se con i servizi igienici si misura il grado di civiltà, facendo un giro del mondo e buttando l'occhio nel buco della serratura (della porta del bagno, quando c'è...), si può scoprire qualcosa di più sul rapporto dei singoli popoli con igiene e cura della persona.

Ecco un bagno pubblico a Pechino: dotato addirittura di televisore al plasma per intrattenere "i bisognosi".

A Parigi a fare bagni si sono messi anche giovani designer emergenti che si sono sfidati nell'obiettivo di rendere più confortevoli i bagni sudici e maleodoranti che di solito ritrovano nei locali pubblici. Questo è quello che è stato installato all'interno del Cafe du Tresor a Parigi: vi sono state inserite vasche dove sguazzano indisturbati dei pesci rossi. Tutto ciò ha contribuito a trasformare un anonimo locale in uno dei posti più trendy della città dove adesso per andare al bagno bisogna proprio fare la fila.

Chi scala le montagne cerca un contatto profondo con la natura. Niente di meglio dunque che fare i propri bisogni buttando l'occhio a uno splendido panorama e a un tramonto mozzafiato. Meglio ancora se in compagnia, come i due alpinisti della foto che condividono la pace dopo le fatiche della scalata di fronte al Grand Teton National Park in Wyoming (U.S.A.).

In Cina, come si diceva, ci si sta adeguando agli standard internazionali in materia di bagni e water. La sola città di Pechino ha investito 4,83 milioni di dollari tra il 1987 e il 2000 per trasformare i bagni in luoghi di intrattenimento e di svago! Questo accogliente bagno pubblico in un parco della città ha la forma di una coccinella: cosa non si fa per rendere accattivante un luogo per definizione da esporre con misura. In inglese, si definisce infatti anche "hiding hall", stanza da nascondere …

In India, invece, il bagno e i suoi suppellettili sono stati messi bene in mostra. A New Delhi è stato infatti allestito addirittura un museo della toilette dove sono raccolte fotografie, antiche tazze da bagno e altre curiosità. In India la questione dell'igiene è un vero problema sociale: esiste una casta, quella degli Balmikis (detti anche spazzini), i cui appartenenti sono addetti a passare di casa in casa al mattino per raccogliere, con scopino e paletta, gli escrementi del giorno prima. Il museo è stato voluto per sensibilizzare l'opinione pubblica dalla Sulabh International Social Service Organization che dal 1970 ha anche contribuito a costruire più di un milione di bagni privati e a ridare dignità a 60.000 Balmikis.

Chi va in guerra dimentica presto comodità e confort vari. Lo sa bene questo soldato impegnato nella guerra in Iraq, per esempio. In pieno deserto, poco a sud della città di Najaf, è alla ricerca di un posto tranquillo dove fare i suoi bisogni. Tazza del bagno, in spalla…
È stata la cultura cristiana a rendere tabù la produzioni di escrementi: a Roma, al contrario, le latrine erano grandi stanze con numerosi sedili in cui si recavano contemporaneamente uomini e donne.

Quando si dice bagno mobile: in Cambogia si fa la pipì nell'autobus, con il benestare delle autorità. Tutto ciò fa parte dello sforzo del governo di Phnom Penh, capitale della Cambogia, di ripulire la città dove gli abitanti - più di un milione di persone - è sempre stata abituata a usare marciapiedi e parchi pubblici come bagni personali. Quello della foto è uno dei due "bagni-bus" che rappresentano i primi bagni pubblici in tutto il Paese.

Chi va a Las Vegas (U.S.A.) per giocare, ha in testa un solo pensiero: soldi, soldi, soldi. Così in un negozio della città è in vendita un bizzarro copri-water con banconote da un dollaro sul coperchio e monete sul sedile. Per non dimenticare mai il motivo per cui si è lì!

Ecco un bagno pubblico a Pechino: dotato addirittura di televisore al plasma per intrattenere "i bisognosi".