Perseidi: curiosità e consigli pratici per osservare le stelle cadenti

Nelle notti tra il 10 e il 15 agosto (ma attenzione già da stasera!) i cieli saranno solcati dalle polveri della cometa Swift-Tuttle. Ecco quel che c'è da sapere per osservarle al meglio.

pe1
Tra il 10 e il 15 agosto è possibile assistere allo spettacolo delle Perseidi. Tutti pronti con il naso all'insu

Sono trascorsi pochi giorni da quando il cielo notturno ha fatto parlare di sé, con la suggestiva eclissi totale di Luna, ed ecco che già un nuovo appuntamento ci invita ad alzare lo sguardo. Stiamo infatti entrando nel vivo dello spettacolo dello sciame meteorico delle Perseidi, le note “lacrime di San Lorenzo”. Come ormai accade da qualche anno, l'apice del fenomeno si avrà nella notte tra il 12 e il 13 agosto, anche se non è da escludere che anche le notti dopo l’8 e fino al 15 potranno essere ideali per l’osservazione (la Luna sarà "assente" tra il 10 e il 15).

 

Il fatto che le notti "migliori" siano il 12 e 13 agosto (e non più, come da tradizione, quella del 10 agosto) dipende dalla circostanza che la Terra entra nel cuore della coda di polveri lasciate dalla cometa Swift-Tuttle con qualche giorno di ritardo. Ecco qualche informazione utile, per saperne di più e, perché no, per godersi al meglio lo spettacolo.

 

Chi produce le stelle cadenti?  Le "stelle cadenti" sono polveri e ghiaccio lasciate dietro sé dal nucleo della cometa Swift-Tuttle nel suo passaggio intorno al Sole. L’ultima volta che la cometa è transitata vicino al Sole è stato nel 1992 e non accadrà più fino al 2126. La cometa ha un diametro di quasi 10 km, più o meno come l’oggetto che ha colpito la Terra 65 milioni di anni, estinguendo i dinosauri, ma non è pericolosa per il nostro pianeta.

 

Una perseide sfreccia nel cielo del Cile sopra i grandi telecopi europei
Una Perseide sopra i telescopi dell'ESO in Cile | ESO

QUANDO E DOVE vederle. Il momento migliore per ammirarle è la notte inoltrata, ma vale la pena tenere conto che in qualunque ora della notte potrebbe capitare di osservare un oggetto "cadere" nell’atmosfera. Il luogo migliore per le osservazioni sono le aree lontane da fonti di luce, quindi via dalle città, dai centri commerciali di periferia e da qualunque fonte di illuminazione. Più il cielo è buio maggiore sono gli oggetti deboli che si possono vedere e dunque maggiore è il numero di stelle cadenti che si possono osservare. Il cielo di Nord-Est è quello che offre maggiori probabilità, ma non si possono escludere a priori meteore in altri quadranti del cielo.

 

Una perseide sfreccia nel cielo del Cile sopra i grandi telecopi europei
Una Perseide sopra i telescopi dell'ESO in Cile | ESO

Servono strumenti? Per questo tipo di osservazione non servono telescopi, binocoli ecc. Lo strumento migliore sono i nostri occhi. A cui va abbinata una buona dose di  pazienza. Un altro consiglio è di non lasciarsi tentare di dare una sbirciatina allo smarthphone: la luce dello schermo, infatti, potrebbe far sì che poi sia necessario qualche minuto (anche un quarto d'ora) prima di tornare a percepire fino in fondo l’oscurità del cielo. Dunque, quando avrete terminato la lettura di queste indicazioni, via lo smartphone!

 

Che c'entra san Lorenzo? Il fenomeno venne osservato per la prima volta nel 36 d. C., proprio nel giorno in cui, un paio di secoli dopo, sarebbe avvenuto il martirio di san Lorenzo, durante una persecuzione ordinata dall'imperatore romano Valeriano. Il 10 agosto del 258 d. C. Lorenzo venne arso vivo su una graticola e dunque, secondo la leggenda, le "stelle che cadono" (ma in realtà, come detto, non si tratta di stelle) in quella notte rappresenterebbero le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio o, in alternativa, i carboni ardenti della graticola stessa. Da qui è nata anche la credenza popolare secondo cui chi ricorda il dolore del santo guardando le sue “lacrime”, vedrà realizzato un desiderio.

 

09 Agosto 2018 | Luigi Bignami