Focus

Record per poco

Piscine mostruosamente grandi, edifici giganteschi, tunnel senza fine: ecco le costruzioni che battono ogni record immaginabile, almeno finché non ce ne saranno di nuove. O finché non si cambia prospettiva, come nel caso (unico) della vetta più altra della Terra.

Attorno al 2500 prima di Cristo abbiamo costruito la piramide di Cheope (foto), 146 metri d'altezza - oggi 138 circa. Record imbattuto per ben quattromila anni, quando in Inghilterra abbiamo tirato su i 160 metri della cattedrale di Lincoln, completata nel 1550. Trecentocinquanta anni dopo abbiamo toccato i 300 metri con la Tour Eiffel (1930), poi 318 con il Chrysler Building (New York 1931), 381 metri con l'Empire State Building (1972)...
 
Poi è diventata una corsa mondiale: Malesia, Taiwan, Dubai, Cina. Migliaia di anni per arrivare a 300 metri e meno di 40 per sfiorare il chilometro in una corsa al macro record di altezza o larghezza, ma sempre effimera e temporanea e soggetta al curioso relativismo assoluto dei nostri tempi, capace di frantumare record secolari, come l'altezza della più alta montagna del mondo.
 

Completato tra il 2011 e il 2012, il Makkah Royal Clock Tower (Abraj Al-Bait Tower), a La Mecca (Arabia Saudita), è l'albergo più alto del mondo (601 metri) e quello più grande - capace di ospitare fino a 100.000 persone -, il complesso con la più alta torre con orologio al mondo, la torre col più grande orologio al mondo e via dicendo con decine di altri record per il numero di scalini, gli ascensori, le luci, i tappeti.
 

Un dettaglio del Makkah Royal Clock Tower: la torre col più grande orologio al mondo, inserito in un riquadro di 43x43 metri.
 

Inaugurato nel 2010, il Burj Khalifa di Dubai, negli Emirati Arabi, misura 829 metri abbondanti dal piano zero alla cima dell'antenna. L'ultimo piano dell'edificio si trova però a circa 636 metri, com'è certificato dal Council on Tall Buildings and Urban Habitat, società americana che a livello internazionale ha l'ultima parola sulle misure degli edifici giganteschi che si costruiscono nel mondo.
 

È l'Ermitage, a San Pietroburgo (Russia). Inaugurato nel 1764 da Caterina la Grande, occupa sei edifici, di cui il più importante è il Palazzo d'Inverno, residenza degli zar fino all'inizio del '900 e teatro di alcune delle pagine più sanguinose del periodo zarista prima e dei giorni della Rivoluzione d'Ottobre poi.

La collezione del museo è stimata in oltre 3 milioni di opere d'arte. Nella foto, la facciata principale del Palazzo d'Inverno, lunga 500 metri e larga 100.
 

Misura più di mille metri di lunghezza su un'area di 8 ettari (80.000 metri quadrati). Si trova sulla costa cilena, a San Alfonso del Mar, e per funzionare necessita di 250 milioni di litri di acqua salata che arriva direttamente dal mare.
 

Big Air Package è un'opera dell'artista Christo, che com'è noto "impacchetta" strutture esistenti. In questo caso, oggetto dell'impacchettamento è il gasometro di Oberhausen, in Germania, ossia un esemplare di archeologia industriale: il gasometro è una specie di polmone-regolatore della pressione del gas distribuito da una rete cittadina, oggi sempre meno utilizzato.

Nella foto, l'involucro in tessuto trasparente in attesa di essere sollevato fino a foderare i 90 metri d'altezza della torre del gasometro. L'installazione inaugurata nel marzo 2013 resterà montata fino a fine dicembre 2013.

Il gasometro di Christo. Per cucire lo speciale impacchettamento del gasometro ci sono volute 800 ore di lavoro dell'azienda tessile Luftwerker (foto) di Lubecca, in Germania. La struttura assemblata pesa 5,3 tonnellate.
 

Quella col percorso complessivo più lungo è la metropolitana di Seoul, in Corea del Sud, con oltre 530 km di tracciato. Ma la metro di New York vince per numero di chilometri se si somma la lunghezza di tutti i binari, perché ha più linee sulle stesse tratte, mentre quella di Dubai vanta il più lungo sistema di metropolitana senza autista. Nella foto, la stazione Dobongsan della metro coreana.
 

Nella foto: la fermata di Brooklyn della metropolitana di New York, una delle 422 stazioni distribuite su quasi 370 km di tracciato che - sommando la lunghezza di tutte le linee - passa i 1.300 km complessivi.
 

Nella foto: la stazione Khalid Bin Al Waleed della metropolitana di Dubai, due linee per una tratta di meno di 75 km che potrebbe arrivare a circa 300 km al completamento del progetto, attorno al 2020. È attualmente l'unica metropolitana al mondo completamente automatizzata, senza macchinista.
 

Non è certo il caso di "casa Ambani", residenza di Mukesh Ambani, presidente della Reliance Industries a Mumbai, in India. Il palazzo-casa ha 27 piani con circa 400.000 metri quadri residenziali, tre eliporti su tre livelli, parcheggi sotterranei con 160 posti auto e uno staff di circa 600 persone.
 

La Prelude è la piattaforma galleggiante più grande del mondo. Ha grossomodo la forma di una nave, ma non naviga in autonomia: deve essere portata a destinazione da una flotta di rimorchiatori. È lunga, da prua a poppa, 488 metri, pesa più di 600 mila tonnellate e a partire dal 2017 estrarrà gas naturale al largo delle coste australiane.
 
Per saperne di più e vedere il video del varo di questo gigante: la nave piattaforma della Shell.

In base alla superficie affittabile, il primato del più grande centro commerciale del mondo spetta alla Cina, con il New South China Mall, a Dongguan, con sette zone che ricreano gli ambienti cittadini di città come Parigi e Venezia con una replica dell'Arco di Trionfo e un canale con le gondole. Il tutto per 2.350 negozi su 660.000 metri quadrati.

L'operazione non ha avuto il successo sperato: completato nel 2005, a oggi è per la gran parte ancora sfitto, con oltre il 99% degli spazi commerciali liberi (nella foto, un'area completamente vuota).

È un'area espositiva, ma è soprattutto anche un'area commerciale: 1.100.000 metri quadrati, quasi il doppio del New South China Mall di Dongguan.

Tante storie e leggende circondano questa imponente figura scavata sul fianco di una collina nel Dorset, in Inghilterra, che ancora oggi rimane avvolta nel mistero. È il Gigante di Cerne Abbas, dalle ragguardevoli dimensioni di 55 metri in altezza e 51 in larghezza.
L'enorme disegno è in realtà un'incisione formata da un tracciato di 30 cm di larghezza e altrettanti di profondità nello strato di gesso nascosto sotto all'erba della collina. Tutto è molto grande, dalla clava sollevata minacciosamente sopra alla testa al fallo eretto. Quest'ultimo è da sempre considerato un simbolo di fertilità e fino a pochi anni fa veniva celebrato con riti propiziatori che si svolgevano nella zona sopra il braccio sinistro del gigante, conosciuta come "the Frying Pan" (la padella), dove si intravedono tracce in rilievo sul terreno dovute alla presenza di resti archeologici nel sottosuolo.
Al pari altre figure incise della campagna inglese, come il cavallo bianco di Uffinghton, il gigante di Cerne Abbas viene spesso considerato una creazione antica, anche se in realtà in questo caso non si hanno sue notizie antecedenti la fine del XVII secolo. Sicuramente non poteva passare inosservato e il fatto che non sia citato in alcuno scritto medievale lascia supporre che la sua realizzazione sia di epoca successiva.
Non si sa chi l'ha realizzato e nemmeno quanto, ma anche il suo significato resta ignoto. Dio pagano della fecondità, raffigurazione di Ercole, una burla dei servi del signore dell'epoca, la tomba di un gigante danese ucciso dalla popolazione locale: le interpretazioni sono davvero le più disparate, ma nessuna convince fino in fondo.
Nel 2008 alcuni archeologi scoprirono una parte dell'incisione volutamente cancellata, raffigurante una pelle di animale che pendeva dal braccio libero. Questa scoperta potrebbe avallare la teoria che il gigante rappresenti un cacciatore prestorico oppure Ercole con la pelle del Leone di Nemea.
Per la sua manutenzione, il National Trust for Places of Historic Interest or Natural Beauty di Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord, proprietario dal 1920 dell'area su cui sorge il gigante, provvede a far ricostruire la trincea di gesso ogni 25 anni, mentre a mantenere corta l'erba del sito ci pensano le pecore delle fattorie circostanti.

A caccia di dinosauri nella Jurassic Coast, a pochi chilometri dal Gigante di Cerne Abbas.

Giganti di pietra che camminano su una delle isole più affascinanti e misteriose del mondo: l'Isola di Pasqua con i suoi enigmatici moai. Le gigantesche statue disseminate in tutta l'isola – sono circa un migliaio - racchiudono ancora oggi molti misteri: qual è il loro significato? Perchè alcune hanno un cappello rosso sulla testa? Come sono state trasportate sulla costa dalle cave di tufo da cui provengono? E cosa provocò la fine della cultura Rapa Nui?
Dopo anni di spedizioni e ricerche, dalla scienza arriva qualche risposta che conferma, almeno parzialmente, quanto tramandato dai nativi dell'isola nelle loro tradizioni orali. Secondo il team guidato da Terry Hunt - professore di antropologia e archeologia dell'Università delle Hawaii - e da Carl Lipo - Università di Long Beach, California – sarebbero stati proprio i nativi a trascinare verticalmente i moai dalle cave in cui venivano modellati fino ai punti sacri dell'isola, con la sola forza delle braccia e alcune corde. Proprio come se le enormi statue di pietra, alte anche più di 10 metri e pesanti 80 tonnellate, camminassero da sole, come raccontano i nativi delle loro “statue che camminano”.
Hunt e colleghi lo scorso novembre – ma la notizia è stata resa nota solo ora - hanno ricostruito davanti alle telecamere l'intera operazione di trasporto delle statue facendo trascinare un moai di 5 tonnellate e alto 3 metri da 18 persone che, con l'aiuto di alcune corde, lo hanno spostato mantenendolo sempre in piedi. Se questo esperimento ha finalmente fatto luce su un aspetto molto discusso (in passato si sono chiamati in causa persino fantomatici extraterrestri), tante altre domande rimangono senza risposta sotto lo sguardo enigmatico dei moai.
Magari, come in questo caso, bisognerà solo aspettare che la scienza trovi indizi sufficienti per confermare quanto i nativi sembrano sapere da tempo immemore sui loro giganti di pietra.

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Il gigantismo realistico delle opere di Ron Mueck.
Le sculture dell'artista australiano si concentrano sulla riproposizione della forma umana ritratta per lo più in momenti intimi e isolati.
Dal suo esordio nel 1996 l'iperrealismo di Mueck ha fatto molto discutere. E per chi si chiede cosa ci sia di artistico in un pollo gigante appeso in un museo, l'artista risponde che le sue opere raffiguranti uomini, donne, anziani, bambini e animali sono in grado di amplificare le emozioni che lui vuole trasmettere.

Tra Cina e Nepal, nella catena dell'Himalaya, l'Everest difende il suo primato di vetta più alta con (circa) 8.848 metri sul livello del mare.

In Ecuador, però, c'è il vulcano spento del Chimborazo (foto): della sua vetta, a circa 6.310 metri sul livello del mare, si dice che sia la più alta della Terra.

È vero che i fatti più noti sembrano non lasciare dubbi su quale monte abbia il primato dell'altezza, tuttavia la risposta più corretta dipende da dove si considera che debba iniziare la misura.

Essendo situato quasi all'equatore, conti alla mano è la vetta del Chimborazo a essere la più distante dal centro della Terra! La vetta del vulcano si trova 2.500 metri più in basso di quella dell'Everest rispetto al livello del mare, ma oltre 2.100 metri più in alto rispetto al cuore del Pianeta. Questo accade perché la Terra è una sfera molto approssimata, con raggio equatoriale di 6.378 km e raggio polare di 6.355 km: una differenza di ben 23 chilometri tra il raggio all'equatore e quello ai poli, che lascia al vulcano dell'Equador un buon margine di vantaggio.

Attorno al 2500 prima di Cristo abbiamo costruito la piramide di Cheope (foto), 146 metri d'altezza - oggi 138 circa. Record imbattuto per ben quattromila anni, quando in Inghilterra abbiamo tirato su i 160 metri della cattedrale di Lincoln, completata nel 1550. Trecentocinquanta anni dopo abbiamo toccato i 300 metri con la Tour Eiffel (1930), poi 318 con il Chrysler Building (New York 1931), 381 metri con l'Empire State Building (1972)...
 
Poi è diventata una corsa mondiale: Malesia, Taiwan, Dubai, Cina. Migliaia di anni per arrivare a 300 metri e meno di 40 per sfiorare il chilometro in una corsa al macro record di altezza o larghezza, ma sempre effimera e temporanea e soggetta al curioso relativismo assoluto dei nostri tempi, capace di frantumare record secolari, come l'altezza della più alta montagna del mondo.