Quante calorie servono per raggiungere Mordor?

Se ogni giorno combattete con il calcolo delle calorie per pranzo e cena, che cosa fareste in un'impresa come quella del Signore degli Anelli?

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La Compagnia dell'Anello in cammino: in questo fermo immagine si consuma una frazione del miliardo e passa di calorie bruciati nell'impresa.|New Line Cinema / WingNut Films

Nella saga Il Signore degli Anelli, di Tolkien, Frodo e i suoi compagni  affrontano avventure faticose e pericolosissime per portare a termine un'epica missione. Quanta fatica fanno?

 

La risposta arriva dall’università di Leicester, nel Regno Unito, dove gli studenti Skye Rosetti e Krisho Manaharan si sono cimentati in nell'altrettanto epica impresa di calcolare l’esatta quantità di energia bruciata dalla Compagnia dell’Anello (Frodo & Co.): 1.780.214,59 chilocalorie (kcal).

 

Il metodo. Più che il valore numerico in sé, è interessante e curioso conoscere l'approccio utilizzato. I due aspiranti scienziati, studenti del Centre for Interdisciplinary Science, hanno analizzato i 92 giorni di viaggio dei personaggi, considerando le diverse specie a cui appartengono (hobbit, uomini, elfi e nani) e ipotizzando le varie necessità caloriche di ognuno di loro.

 

Il punto di partenza è stata la definizione del valore nutrizionale del lembas, il miracoloso cibo elfico, principale sostentamento per i viaggiatori della saga. Altri dati importanti presi in considerazione (sempre in modo ipotetico) sono stati i livelli di ossigeno nelle varie zone attraversate nel corso dell'impresa e, ovviamente, la distanza percorsa e le varie "attività" del gruppo nei 92 giorni di viaggio.

 

Perché? Si potrebbe opinare sulla reale utilità della ricerca. Tuttavia, bisogna dirlo, è un "esercizio": Rosetti e Manaharan hanno pubblicato il loro studio sul Journal of Interdisciplinary Science Topics, una rivista interamente realizzata dagli studenti di Leicester e pensata come strumento per fare pratica nel processo di scrittura, revisione e pubblicazione di articoli scientifici (indipendentemente dal tema). Lo studio è stato dunque sottoposto a peer review, quella fase di revisione da parte di pari ambito e temuto da ogni ricercatore. E l'ha superato: metodo e calcoli sono coerenti col metodo scientifico

 


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07 Settembre 2015 | Andrea Bressa