Come Galileo è diventato un marchio pubblicitario

Dai quaderni alle figurine, dai tappi delle bottiglie di Coca-Cola alle bottiglie di brandy: una mostra al Museo della Grafica di Pisa, ora terminata, ha illustrato come la figura dello scienziato sia stata utilizzata dall'iconografia Ottocentesca e dalla pubblicità e dall'industria del Novecento.
 

Dai quaderni alle figurine, dai tappi delle bottiglie di Coca-Cola alle bottiglie di brandy: una mostra al Museo della Grafica di Pisa, ora terminata, ha illustrato come la figura dello scienziato sia stata utilizzata dall'iconografia Ottocentesca e dalla pubblicità e dall'industria del Novecento.

Il volto di Galileo, derivato dal famoso ritratto eseguito da Justus Suttermans e copiato da generazioni di artisti e dilettanti in visita gli Uffizi, compare sull'etichetta del brandy prodotto dall distilleria Samaja & C. di Firenze. Lo slogan recita "invecchiato nel cuore del Chianti": una garanzia di qualità.

Inizia tra fine Settecento e inizio Ottocento la moda di raffigurare le glorie nazionali. Oltre agli artisti, Galileo diventa uno dei soggetti preferiti come emblema del genio e dell'uomo libero, paladino della scienza. Gran parte di questo stereotipo galileiano nacque con Vincenzo Viviani, che fu suo allievo e scrisse una delle prime biografie. Questo ritratto, del 1800 circa, che raffigura un Galileo meditabondo, è opera del senese Galgano Cipriani.

Galileo è al centro, come si conviene al fondatore del metodo sperimentale, e ha un volto sofferto da eroe romantico, e intorno a lui orbitano altri scienziati italiani in questa litografia eseguita in una stamperia di Napoli nel 1842.

La stampa fa parte di una serie di litografie dedicate ai grandi nomi di scienziati e artisti e destinate alla commercializzazione sul mercato internazionale. Oltre a Galileo, a dimostrare la fama degli italiani nell'Ottocento, ci sono anche Volta, Tasso e Michelangelo. Dalla finestra si intravede il bacino di San Marco a Venezia e, al centro della scena, Galileo mostra agli astanti la capacità di ingrandimento del suo strumento.

Questa litografia del 1896 riproduce la scena di Galileo davanti al tribunale dell'Inquisizione replicando l'affresco del pittore Niccolò Barabino. Galileo, tormentato dal dover scegliere tra l'obbedienza all'ortodossia cattolica e l'evidenza delle leggi della natura da lui scoperte, esclamerebbe qui il fatidico "Eppur si muove". La stessa scena apparirà poi su cartoline postali, scatole di fiammiferi e perfino menù fatti stampare dalla Martini & Rossi per pubblicizzare il suo vermouth.

La ditta Liebig, che produceva il famoso estratto di carne, dal 1872 cominciò a produrre figurine per reclamizzare i suoi prodotti. A Galileo, nel 1965, fu dedicata una serie con vari episodi della sua vita, dalle scoperte celesti all'esilio di Arcetri. Ma già nel 1899 era apparso nella serie riservata agli inventori e in un'altra, del 1912, dedicata all'infanzia degli italiani famosi, cui appartiene l'immagine qui sopra con un inverosimile Galileo bambino che parte per Pisa a studiare medicina.

Realizzata da Adolfo Magrini, questa pubblicità delle gomme Pirelli apparve su una rivista del gruppo del Touring Club nel 1919. Lo scienziato, pensoso, in compagnia di altri saggi, osserva il globo. In precedenza, sempre in copertina sulla rivista del Touring Club, era apparso un Galileo in versione mago Merlino, con cappello a punta e mantello, intento a osservare un pianeta molto somigliante a Saturno, che in realtà è il pianeta "Cinzano", la casa produttrice di vini e spumanti.

Anche oltreoceano l'immagine di Galileo riscosse successo nella pubblicità. Galileo è stato un "Argus del 17° secolo" dice lo slogan. Durante la seconda guerra mondiale, la Argus, industria specializzata nella produzione di strumenti di precisione, sfruttò Galileo per promuovere la vendita di suoi prodotti, telescopi e altre apparecchiature ottiche ed elettriche, alle Nazioni Unite.

Sempre durante la seconda guerra mondiale, il colosso dell'industria petrolifera Shell accostava le esperienze di caduta dei gravi dalla torre di Pisa, descritte dall'allievo di Galileo Vincenzo Viviani, all'affidabilità dei meccanismi di apertura a tempo di cui erano dotati i paracadute dei suoi razzi illuminanti. Sganciati dagli aerei ad altezze predefinite, illuminavano per tre o quattro minuti il suolo per permettere ai bombardieri di localizzare gli obiettivi.

Negli anni del boom economico è la Campari a sfruttare la figura di Galileo, che in questo cartellone pubblicitario reclamizza il bitter, una deliziosa e concreta "realtà" contrapposta all'evanescente "sogno" galileiano di realizzare il moto perpetuo.

Dai quaderni alle figurine, dai tappi delle bottiglie di Coca-Cola alle bottiglie di brandy: una mostra al Museo della Grafica di Pisa, ora terminata, ha illustrato come la figura dello scienziato sia stata utilizzata dall'iconografia Ottocentesca e dalla pubblicità e dall'industria del Novecento.

Il volto di Galileo, derivato dal famoso ritratto eseguito da Justus Suttermans e copiato da generazioni di artisti e dilettanti in visita gli Uffizi, compare sull'etichetta del brandy prodotto dall distilleria Samaja & C. di Firenze. Lo slogan recita "invecchiato nel cuore del Chianti": una garanzia di qualità.