Quando è stato inventato il cambio sulle biciclette?

La soluzione per le fatiche della salita è invenzione di un italiano: Tullio Campagnolo.

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Salite più agevoli grazie al cambio: è merito di Campagnolo.|Gerhard Heidorn/laif/contrasto

Nacque nel 1935 e a inventarlo fu il ciclista italiano Tullio Campagnolo, dal quale ancora oggi prende il nome una tipologia di cambio. Attivo ad alti livelli tra il 1927 e il 1930, l’ingegnoso atleta studiò a lungo una soluzione per alleviare le sue fatiche in salita. Dopo anni di esperimenti e scalate del diffcoltoso Passo Croce d’Aune, in provincia di Belluno, egli creò nel 1930 il primo brevetto di una lunga serie, ossia il “mozzo a sgancio rapido” per mezzo del quale poteva smontare in tempi brevi la ruota posteriore – al tempo dotata di un pignone (ruota dentata) per lato – e invertirla.

 

In corsa. Dopo qualche anno, Campagnolo inventò infine l’antenato dei moderni cambi, con due pignoni montati sullo stesso lato della ruota e collegati a una lunga levetta azionabile anche in corsa, in modo che i corridori potessero spostare la catena dall’una all’altra ruota dentata a seconda delle necessità che i vari percorsi richiedevano di volta in volta.

 

 

 

03 Maggio 2015