Possiamo distruggere la Luna?

La luna di Marte precipiterà sul Pianeta Rosso. Potrebbe succedere con la nostra Luna? L'uomo potrebbe distruggerla? Da un'idea "impossibile" ecco un esempio delle forze in gioco in un sistema planetario.

phobos
Phobos, la maggiore delle due lune di Marte, un giorno precipiterà sul Pianeta Rosso, distruggendosi a poche migliaia di metri dalla superficie.

I più attenti fan dei Simpsons certo ricordano una famosa frase di Mr Burns, passata alla storia: «Fin dall’inizio dei tempi, l’uomo ha voluto distruggere il Sole...». Tipico del personaggio! Nella realtà, neppure alla mente più abietta verrebbe in mente di poterlo (volerlo?) fare.

 

Al massimo, a qualcuno potrebbe balenare l'idea di distruggere la Luna. Ma si può fare? Quanta energia servirebbe? Fraser Cain, editore di uno dei più noti blog di astronomia, ha voluto fare due conti: ecco il video (in inglese) delle sue conclusioni e i nostri necessari commenti.

 

 

Bombe atomiche e asteroidi. Per distruggere un oggetto di massa e dimensioni della Luna sarebbe necessario vincere la sua energia di legame, ossia applicare in un istante la forza per frantumarlo.

 

L’energia di legame della Terra è calcolata in 2,2 x 1032 joule.

 

Mr Burns. | Simpsons Wiki

Non è facile interpretare una simile grandezza. Bisogna pensare a un'energia... davvero gigantesca. Giusto per farsi un'idea, le prime bombe atomiche liberavano istantaneamente "solo" 8 x 1013 joule.

 

Per distruggere la Luna ci vorrebbero 1,2 x 1029 joule, centinaia di volte meno dell'energia necessaria a frantumare la Terra, ma miliardi di volte superiore a quella di qualunque bomba atomica.

 

Stimato il valore di energia, che cosa dire dei mezzi? Sarebbe impossibile sparare miliardi di bombe atomiche. Un asteroide? È stato calcolato che per produrre l’immenso cratere di Mercurio - il bacino Caloris, che ha un diametro di 1.500 km - c’è voluto un asteroide di 100 km di diametro che ha probabilmente liberato un’energia pari a 1,3 x 1026 joule. Ancora troppo poco. E poi, come sparare un asteroide contro la Luna?

 

 

Le soluzioni! Ecco allora due idee. La prima: convogliare per 15 minuti tutta la potenza prodotta dal Sole verso la Luna. La nostra stella, infatti, produce 3,8 x 1026 joule di energia al secondo, circa quella di un miliardo di atomiche all’idrogeno.

 

Anche lanciando un asteroide di 100 km di diametro sulla Luna i risultati sarebbero esigui.

La seconda: portare la Luna molto vicino alla Terra. Esiste una zona, chiamata limite di Roche, al di sotto della quale un oggetto che ruota attorno ad un altro si distrugge per le forze di marea che si vengono a creare. La distanza dipende dalle dimensioni e dalla massa dei due oggetti: nel nostro caso, basterebbe portare la Luna a 18.000 km da Terra e... bang! Il nostro satellite esploderebbe in miliardi di piccoli e grandi pezzi, molti dei quali finirebbero inesorabilmente sulla Terra causando una catastrofica pioggia di meteoriti che durerebbe secoli.

 

Che cosa ne sarebbe della Terra? Meteore a parte, senza la nostra luna i mari, non più sottoposti a quelle forze di marea, si ridistribuirebbero in modo diverso - probabilmente l'acqua finirebbe tutta ai Poli e lungo l'equatore - e naturalmente salterebbero tutte le attuali correnti oceaniche. In più, l’asse di rotazione della Terra - non più stabilizzato, com'è adesso, dal nostro satellite - oscillerebbe molto, molto di più: il Polo Nord potrebbe "inclinarsi" fino a raggiungere l’equatore.

 

 

Il destino di Marte. Anche la quantità di energia necessaria per portare la Luna al limite di Roche è al di fuori della nostra portata, e non c'è pericolo che ciò accada "naturalmente" anche in tempi geologici perché il nostro satellite si allontana dalla Terra alla velocità di qualche centimetro l’anno - e nulla può invertire questo moto.

 

Per Marte, invece, la situazione è diversa: la sua luna più grande, Phobos, si avvicina inesorabilmente al pianeta. Un fenomeno relativamente rapido in termini geologici: tra pochi milioni di anni Phobos raggiungerà il suo limite di Roche rispetto a Marte e si frantumerà con conseguenze catastrofiche per il Pianeta Rosso.

 

20 Luglio 2015 | Luigi Bignami