Perché l'OPAC ha vinto il Nobel per la Pace

Come opera l'organizzazione che si occupa di smantellare gli arsenali chimici e quanto c'è di italiano in essa.

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Ahmet Uzumcu, direttore generale dell'Opac, durante la conferenza stampa di ieri per l'accettazione del Nobel. Sullo sfondo, il logo dell'organizzazione. Photo: REUTERS/Michel Kooren

Quello che molti definiscono "il premio più prestigioso al mondo" è stato assegnato, alle 11.00 di ieri, all'OPAC, l'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (in inglese OPCW, Organization for the Prohibition of Chemical Weapons) "per i suoi estesi tentativi di eliminare le armi chimiche", con particolare riferimento alla missione, tuttora in corso, per lo smantellamento degli arsenali tossici del regime di Bashar al-Assad, in Siria.

L'Opac è un'organizzazione internazionale e indipendente con sede a a L'Aia, Paesi Bassi. Nata nel 1997, ha il compito di rendere esecutiva la Convenzione sulle Armi Chimiche, un trattato stipulato a Parigi nel 1993 ma entrato in vigore nel 1997, che proibisce l'uso, la produzione, l'acquisizione e la detenzione di tali ordigni.

Vi aderiscono oggi 189 stati che collaborano per fare in modo che le armi chimiche non vengano più utilizzate nei conflitti. Ne restano fuori, al momento, Angola, Myanmar, Corea del nord, Egitto, Israele e Sud Sudan, mentre, specifica il Comitato per l'assegnazione del Nobel, "alcuni stati non hanno osservato la scadenza, fissata per aprile 2012, per la distruzione delle loro armi chimiche. E questo si applica specialmente agli Stati Uniti e la Russia".

In 16 anni di attività l'Opac è intervenuta in 86 paesi con oltre 5 mila ispezioni, verifiche che oltre ad accertare la distruzione delle armi chimiche esistenti, servono a tenere sotto controllo la produzione di quelle sostanze chimiche potenzialmente utilizzabili per confezionarne di nuove.

Finora l'organizzazione, che lavora in stretta collaborazione con l'ONU ma è indipendente da esso, ha distrutto 57 mila tonnellate di armamenti, stipati soprattutto in arsenali americani e russi utilizzati durante la Guerra Fredda. Altre 1000 tonnellate di prodotti tossici saranno eliminate progressivamente dagli arsenali siriani in una delicata fase della missione sul territorio che è già iniziata da alcune settimane.

L'Italia è vicepresidente del Consiglio esecutivo, di cui fanno parte 41 paesi, con mandato biennale. Italiano è anche Ferruccio Trifirò, unico connazionale nel Consiglio Scientifico dell'organizzazione, Professore di Chimica Industriale all'Università di Bologna.

Rivedi il video dell'annuncio del vincitore del Nobel:




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12 Ottobre 2013 | Elisabetta Intini