Focus

Perché il cibo in aereo perde sapore?

Quasi sempre, bevande e cibo in aereo non hanno un buon sapore. Perché quando voliamo abbiamo questo problema di gusti?

perche-in-aereo-il-cibo-non-ha-piu-sapore-
| Shutterstock

Quando ci imbarchiamo su un aereo, lasciamo sempre qualcosa a terra: il nostro gusto. Sì, perché il cibo in aereo (e anche le bevande) hanno un sapore diverso, a causa della mancanza di umidità in cabina, della pressione dell'aria inferiore e persino del rumore di fondo. A circa 10.000 metri, l'umidità atmosferica è inferiore al 12%, valore che, a terra, si raggiunge nei deserti. E la combinazione tra secchezza dell'aria e la bassa pressione riduce la sensibilità ai cibi dolci e salati di circa il 30%, dichiara uno studio del 2010 condotto dall'Istituto tedesco Fraunhofer, commissionato dalla compagnia aerea tedesca Lufthansa.

«Accade perché gli aromi sono percepiti principalmente attraverso il naso», argomenta Gianni Galavernia, docente di Chimica degli alimenti all'università di Parma e autore di Le molecole del gusto (Monte Università Parma). «Ma quando la pressione diminuisce, cala anche la concentrazione delle molecole che il muco nasale può catturare, e si ha quindi una percezione meno intensa dei sapori dolce e salato. Al contrario, l'amaro e l'acido restano inalterati». 

 

 

Focus Extra 85
Focus Extra 85: A, B, Cibo (il dizionario alimentare di Focus). | Focus

Spumante? No grazie! Un secondo fattore che ha effetti sulla percezione dei sapori è il suono. Uno studio pubblicato nel 2016 sulla rivista Food Quality and preference ha trovato che le persone che mangiano con un forte rumore di fondo (come appunto quello di un aereo) avvertono meno il dolce e il salato, ma molto di più la consistenza croccante, rispetto a chi mangia nel silenzio.

 

Il rumore, inoltre, rende più intenso il gusto del pomodoro maturo e non sembra quindi per nulla casuale il dato secondo cui sugli aerei il succo di pomodoro e il Bloody Mary siano ordinati più spesso di quanto accada a terra. Quanto ai vini, «quelli bianchi, con un bouquet fruttato, in aereo sanno di poco, mentre quelli rossi, con più corpo, resistono meglio», conclude Galavernia. Per questo in volo è meglio rinunciare allo champagne. Anche se è gratis.

 

Questo articolo di Elisa Venco è tratto da A, B, Cibo: il "dizionario alimentare" a cui è dedicato il numero 85 di Focus Extra in edicola.

20 dicembre 2019 | Fabrizia Sacchetti