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Gli Hobbit di Tolkien? Aiutati dalla vitamina D

Un minuto di silenzio per i cattivi dei romanzi fantasy: a penalizzarli negli esiti delle battaglie potrebbe essere la carenza di vitamine, sostiene uno studio britannico.

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Povero Gollum: oltre a essere incredibilmente solo, ha anche grosse carenze di vitamina D. Picture: Warner Brothers |

Se state aspettando di vedere Lo Hobbit 2 - La desolazione di Smaug al cinema forse potreste esservi chiesti: ma come fanno gli Hobbit della saga di Tolkien, con la loro corporatura minuta, a combattere (e uscire ancora interi) contro goblin, orchi, draghi e troll?

Tutto merito della vitamina D, secondo le conclusioni di un originale e spiazzante studio inglese. Nella ricerca pubblicata sull'edizione natalizia del The Medical Journal of Australia, si sostiene che il bene abbia in genere la meglio sul male, nella letteratura fantasy, perché i cattivi prendono poco sole e hanno una dieta poco varia, abitudini che implicano una carenza di questa vitamina.

 

I multivitaminici? Inefficaci

Inutile spendere soldi in integratori di vitamine o minerali: due studi clinici e una revisione di 27 ricerche sul tema pubblicati su Annals of Internal Medicine, dimostrano che la loro assunzione giornaliera non previene né rallenta il progresso di declino cognitivo, malattie cardiache o tumori. Il loro uso, concludono le ricerche, non è giustificato: meglio una dieta sana.

Fondamentale per garantire un corretto apporto di calcio e fosforo nell'organismo, la vitamina D è sintetizzata naturalmente dalla pelle dopo un'adeguata esposizione alla luce solare, ma può essere assunta anche attraverso alcuni cibi come formaggio, uova, pesce e ortaggi verdi.

Carenze di vitamina D - come quelle di cui potrebbe soffrire chi vive nell'oscurità delle caverne e si nutre quasi solo di carne cruda (vero, Gollum?) - sono causa di debolezza muscolare e, di conseguenza, minori prestazioni fisiche.

 

Un ricercatore dell'Imperial College London ha passato in rassegna, con l'aiuto del figlio, i personaggi de Lo Hobbit di Tolkien, studiandone la dieta e le abitudini di vita, nonché la probabilità di vincere nei combattimenti. A ogni personaggio è stato assegnato un punteggio da 0 a 4 per indicare i livelli di vitamina D; ma sono stati prese in considerazione anche la moralità di ciascuno e la probabilità di vittoria finale.

Bilbo Baggins, per esempio, è descritto mentre fuma la pipa in un giardino assolato e segue una dieta variegata a base di torte, semi, birra, pollo freddo, torte di carne macinata, insalata, formaggio, marmellata di lamponi e torte di mele. Un'alimentazione che gli consente di arrivare a un punteggio di 4 e di uscire vittorioso nella maggior parte degli scontri. Mentre i suoi avversari, come il drago Smaug e l'ambiguo Gollum, vivono spesso lontani da fonti di luce e non hanno un menu tanto ricco.

Anche questo, conclude lo studio (volutamente "leggero" per l'edizione natalizia della rivista) contribuisce forse alla disfatta dei cattivi.

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18 dicembre 2013 | Elisabetta Intini