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Perché è così faticoso salire una scala mobile ferma?

Non ci credete? Provate! Il cervello viene "ingannato" dall'abitudine ad affrontarle in movimento. Inoltre, le scale mobili non sono costruite per essere salite... da ferme.

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La fatica sulle scale mobili? Tutta questione di cervello. | FusionPix/Corbis

Per via di un curioso effetto psicologico che crea nel cervello una dissociazione tra la memoria esplicita (relativa alle informazioni richiamate consciamente) e quella implicita (relativa ai comportamenti automatici), quando si sale su una scala mobile ferma, anche se ci si è già accorti che non funziona, si ha una sensazione di perdita d'equilibrio e una prolungata difficoltà a salire i gradini, operazione che richiede uno sforzo cosciente superiore a quello necessario per salire una normale scala.

 

Velocità. Il motivo è che il cervello continua a inviare ai muscoli segnali coerenti con la normale esperienza d'uso di una scala mobile in movimento.

 

Il fenomeno è stato studiato da due neuroscienziati dell'Imperial College di Londra, che hanno sottoposto al test alcuni volontari e hanno notato che le persone si avvicinavano con il busto proteso in avanti (per compensare il movimento) e con l'aumentata velocità di passo con cui ci si avvicina a una scala mobile funzionante, anche quando erano ben coscienti di trovarsi di fronte a una ferma.

 

Un'ulteriore difficoltà è data dall'altezza degli scalini (tecnicamente si chiama "alzata"): a differenza delle scale "fisse" è variabile (all'inizio e alla fine) e ottimizzata per il macchinario, non per le gambe.

 

A proposito di cervello e di illusioni

 

Viaggio nel cervello
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20 gennaio 2014