Perché Babbo Natale e la Befana portano anche il carbone?

La tradizione di riempire con il carbone le calze dei bambini più "monelli" è comune a varie culture, e ha a che fare con un luogo centrale delle case di una volta: il camino. 

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La prima cosa che ho trovato.|Shutterstock

Che senso ha far trovare pezzi di combustibile fossile ai bambini che non si sono comportati bene durante l'anno? Il carbone a Natale ha fatto il suo ingresso nelle case molto prima dell'avvento di Babbo Natale: è legato alle figure di San Nicola, Sinterklaas (il suo corrispettivo olandese) e, in Italia, della Befana.

Questi personaggi cari a culture e tradizioni diverse hanno però qualcosa in comune: il camino. Babbo Natale e la Befana scendono dal camino (per lasciare talvolta i doni nelle calze appese alla sua cornice); San Nicola, che un tempo entrava dalla finestra, iniziò a calarsi dal camino quando questo si diffuse nelle case europee, e a lasciare i suoi doni nelle scarpe messe a scaldarsi vicino al fuoco. Anche Zwarte Piet (Pietro il Moro), il controverso aiutante di Sinterklaas nelle leggende di Belgio e Paesi Bassi, è legato alla figura degli spazzacamini.

Fortuna che oggi il carbone lo fan di zucchero...

Riempitivo. Proprio al camino sarebbe perciò legata l'usanza di lasciare il carbone: arrivati nelle case dei bambini monelli, questi personaggi non avevano doni da lasciare e riempivano calze e scarpe con quello che trovavano nel camino. Tra il 19esimo e il 20esimo secolo, quando nacque e si diffuse la leggenda di Babbo Natale, i camini a carbone erano ancora molto diffusi.

Fatta eccezione per Santa Claus, che aveva già troppi sacchi da trasportare, le altre figure lasciavano anche aglio, cipolle, ramoscelli e buste di sale ai bambini più discoli. Non disdegnavano cioè di riempirsi le borse anche dei regali meno graditi.

 

28 Dicembre 2017 | Elisabetta Intini