Curiosità

Otto cose che (forse) non sai sulla Svizzera

Il cucù, la cioccolata, Guglielmo Tell, il coltellino dei miracoli e altre curiosità sulla Svizzera e sugli svizzeri.

Eroi nazionali armati di arco e frecce, orologi a cucù che spaccano il secondo e mucche che pascolano e producono il latte per cioccolati di prima qualità... Che cosa c'è di vero nei tanti miti ancora oggi in circolazione sulla Svizzera? Ecco otto cose che probabilmente non ti aspetti sulla Confederazione Elvetica.

La bandiera della confederazione svizzera (in latino Confoederatio helvetica, da cui la sigla CH) fu ufficializzato il 12 settembre 1848 quando fu proclamata la costituzione federale.

bandiera quadrata? La bandiera elvetica è l'unica al mondo a essere quadrata. Quasi l'unica: in realtà è quadrata anche quella del Vaticano, che è ispirata però a quella delle guardie svizzere, perciò è tutto in famiglia.

L'origine della bandiera svizzera è medievale: si rifaceva all’insegna usata per la prima volta durante la battaglia di Laupen (1339) dai bernesi che volevano distinguersi dai loro nemici (le truppe degli Asburgo e i lanzichenecchi).

Nel 1863 l'organizzazione della Croce Rossa la copiò: la sua insegna è una croce rossa su fondo bianco, in omaggio alla Svizzera, che ospita a Ginevra il Comitato internazionale della Croce Rossa.

eroe fantasma. Guglielmo Tell è considerato l'eroe nazionale svizzero. È esistito veramente? Molto probabilmente no. Il mito però servì agli elvetici per difendere la propria indipendenza dagli Asburgo che contestavano la legittimità della confederazione (1291): Guglielmo Tell divenne in questo modo un "mito fondativo", il simbolo della rivolta svizzera contro il dispotismo.

Guardie svizzere pontificie sono un corpo armato fedelmente al servizio del papato dal 22 gennaio 1506. Si tratta dell'unico corpo di guardie svizzere ancora operativo.

Mercenari. Le milizie mercenarie svizzere durante il Medioevo e il Rinascimento furono il braccio armato di potenti grandi e piccoli in mezza Europa. Negli anni in cui le “compagnie di ventura” (mercenari guidati da condottieri) erano l’arma principale nelle guerre fra Stati e Signorie, i mercenari elvetici erano richiestissimi. L’apice lo raggiunsero con la Guerra dei cent’anni (1337-1453).

Oggi una sola compagnia di ventura elvetica è ancora in attività: le guardie svizzere del Vaticano. A chiamarli fu nel 1506 papa Giulio II. Il loro ruolo fu determinante durante il sacco di Roma ad opera dei Lanzichenecchi che misero a ferro e fuoco la città. Papa Clemente VII riuscì a salvarsi (rifuguandosi a Castel Sant'Angelo) proprio grazie alle sue guardie.

neutrali da quando? La Svizzera non ha partecipato ai conflitti mondiali: la sua neutralità fu proclamata per la prima volta dopo la battaglia di Marignano (1515), ma andò a fasi alterne. Nel 1798 l’invasione delle truppe napoleoniche costrinse i cantoni a scendere in campo, ma fu l’ultima volta.

Nel 1815 il Trattato di Parigi seguito alla sconfitta napoleonica a Waterloo ribadì la neutralità della confederazione. Austria, Gran Bretagna, Prussia e Russia garantirono di non coinvolgere mai più la Svizzera in operazioni militari e di rispettare l’inviolabilità del suo territorio.

Lo stesso Hitler durante la Seconda guerra mondiale evitò di invaderla, anche se aveva preparato un possibile piano di attacco (operazione Tannenbaum).

La scrittrice Johanna Spyri. Se il nome non vi dice niente, vi dirà qualcosa quello del personaggio che creò nel 1880: Heidi.

l'Oro degli ebrei. La Confederazione è stata accusata di aver custodito per anni i beni delle vittime dell’Olocausto. Il sospetto era che l’establishment nazista avesse messo in salvo le ricchezze predate nei caveau di Zurigo, Ginevra, Losanna e Lugano.

Per chiarire la questione, nel 1996 il governo istituì una Commissione, presieduta dallo storico Jean-Francçois Bergier. Nel 2002 furono rese pubbliche le conclusioni: in Svizzera non erano rintracciabili averi di gerarchi nazisti, ma prima, durante e dopo la guerra si occultarono interessi economici tedeschi. Il rapporto confermò inoltre che le banche, appellandosi al segreto bancario, ostacolarono la ricerca della verità.

(non) inventarono il Cucù. Contrariamente a quanto si crede, l’orologio a cucù non ha niente a che fare con la Svizzera. Apparve intorno al 1740, non tra le Alpi elvetiche ma nella Foresta nera, nel Sud della Germania, ancora oggi principale centro di produzione.

Sembra sia stato Franz Ketterer, orologiaio tedesco nativo di Schönwald im Schwarzwald nella Foresta Nera, a inserire nel 1738 una suoneria imitante il verso del cuculo negli orologi artigianali realizzati nella zona fin dal 1630.

Il cucù viene associato alla Svizzera probabilmente a causa dei popolari racconti di viaggio dello scrittore americano Mark Twain (1835-1910), nei quali Lucerna è descritta come patria dell’invenzione.

cioccolatai. Per quanto riguarda il cioccolato, agli elvetici va il merito di averne arricchito la varietà. Su intuizione del chocolatier Daniel Peter, nel 1875 inventarono il cioccolato al latte, poi anche quello con le nocciole e quello ripieno (prima era solo fondente).

Ma non fu amore a prima vista: data la grande diffusione del cioccolato nella buona società del tempo, nel 1722 il consiglio comunale di Zurigo arrivò addirittura a bandirlo, considerando sconveniente il suo presunto
effetto afrodisiaco.

Inventato nel 1891. L'originale aveva il manico in legno ed era dotato di lama, cacciavite, apribottiglie e punteruolo.

Il Coltellino. Tra le invenzioni elvetiche doc un punto fermo però resta: il coltellino multifunzione inventato alla fine dell’800 e adottato per l’esercito dal Consiglio federale nel 1890.

Inizialmente prodotto in Germania, dal 1892 viene realizzato da due grandi marchi che oggi producono circa 50 mila esemplari l’anno destinati all’esercito... e altri 7 milioni per l’esportazione.

3 novembre 2017 Giuliana Rotondi
Ora in Edicola
Scopri il mondo Focus. Ogni mese in edicola potrai scegliere la rivista che più di appassiona. Focus il magazine di divulgazione scientifica più letto in Italia, Focus Storia per conoscere la storia in modo nuovo ed avvincente e Focus Domande & Risposte per chi ama l'intrattenimento curioso e intelligente.

Cento anni fa, il 10 giugno 1924, Giacomo Matteotti moriva trucidato per mano di sicari fascisti. In questo numero di Focus Storia ricostruiamo le fasi dell’agguato, la dinamica del delitto e le terribili modalità dell’occultamento del corpo. Ma anche le indagini, i depistaggi, il processo farsa e le conseguenze politiche che portarono l’Italia nel baratro della dittatura.

E ancora: quando, per prevenire gli avvelenamenti, al servizio di principi e papi c’erano gli assaggiatori; la vita spericolata e scandalosa dell’esploratore Sir Richard Burton; tutto sul D-Day, il giorno in cui in Normandia sbarcarono le truppe alleate per liberare l’Europa dal dominio nazista

ABBONATI A 29,90€

Un dossier sulla salute esplora i possibili scenari di un mondo senza sigarette, analizzando i vantaggi per la salute, l'ambiente e l'economia. Un'inchiesta sul ruolo dei genitori nell'educazione dei figli ci porta a riflettere sull'importanza delle figure genitoriali, con un focus sulla storia di Jannik Sinner.

Ampio spazio è dedicato alla scienza e alla tecnologia, con articoli sull'energia nucleare, i reattori nel mondo e un'intervista esclusiva a Roberto Cingolani sulla transizione energetica. Un viaggio nell'archeoastronomia ci svela come l'uomo abbia misurato il tempo attraverso i fenomeni celesti.

Non mancano approfondimenti sulla salute, con una guida completa sulla dengue e focus sulla caduta dei capelli, problema molto diffuso tra gli uomini. La sezione animali ci regala immagini sorprendenti di pinguini, primati e canguri.

ABBONATI A 31,90€
Follow us