L’invasione degli ultra atleti

Correre tra le sabbie infuocate del deserto o tra i ghiacci del polo, pedalare giorno e notte senza sosta o attraversare le Alpi in parapendio: sono solo alcune delle discipline in cui si cimentano uomini (e donne) d’acciaio, alla ricerca di un limite che non è più solo fisiologico. In questa fotogallery vi presentiamo alcune competizioni tra le più dure al mondo, riservate a veri ultra atleti. 

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Correre tra le sabbie infuocate del deserto o tra i ghiacci del polo, pedalare giorno e notte senza sosta o attraversare le Alpi in parapendio: sono solo alcune delle discipline in cui si cimentano uomini (e donne) d’acciaio, alla ricerca di un limite che non è più solo fisiologico. In questa fotogallery vi presentiamo alcune competizioni tra le più dure al mondo, riservate a veri ultra atleti. (Alessandro Bolla, 12 settembre 2008)

La Dolomites SkyRace è una delle gare di corsa in montagna più dure che si disputano in Italia. Parte da Canazei (TN), a 1.465 metri, sale fino al Pass Pordoi e culmina al Piz Boè, a 3.152 metri di altitudine, per poi tornare a Canazei attraverso l’insidiosa discesa della Val Lasties. 22 km di gara, 2.000 metri totali di dislivello e oltre 500 partecipanti. I migliori completano il percorso in 2 ore e 6 minuti. (Foto © Newspower)





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ultratrail

La North Face North Face Ultra-Trail Courmayeur-Champex-Chamonix ("CCC") è tra le gare “ultra” più affascinanti: 98 km di montagna, 5.200 metri di dislivello positivo, 25 ore di tempo per completare l’impresa. All’edizione 2008 hanno partecipato anche Carlo Dagradi e Mirko Mottin, giornalisti di Focus, che nel loro blog raccontano i momenti più belli e duri della gara. «Questa è la prima salita della CCC», commenta Carlo all'inizio dell'impresa: «porta a Tete de la Tronche, quota 2.584 metri, punto più alto della prova. È la prima volta che si inserisce una salita così nel tracciato prima del Gran Col Ferret (2.537 m). La selezione tra i partecipanti è iniziata subito: a Tete de la Tronche già si vedevano i primi ritiri.» (Foto: un tratto della CCC col "serpentone" dei partecipanti.)

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A piedi, con gli sci o le racchette da neve e anche in mountain bike o su sci trainati da cani: quasi qualunque mezzo di locomozione a propulsione umana o canina può essere utilizzato per completare la Yukon Artic Ultra. E’ la più lunga tra le gare estreme che si corrono al freddo: 688 km da Whitehorse a Dawson City, nel cuore dello Yukon, in Canada. Gli atleti corrono in completa autosufficienza (viene fornito solo un pasto caldo a ogni check point) e la gara non è a tappe: vince il primo che arriva, quindi si corre anche di notte. La gara si corre in Febbraio, quando le temperature minime possono arrivare a -40°. (foto © Yukon Artic Ultra)


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ironman

Avete mai corso una maratona? Come ci si sente dopo? Probabilmente stanchi, ma felici e con la sensazione di aver compiuto un'impresa. E come si possono sentire coloro che completano una "ironman"? 3.800 metri di nuoto in mare aperto, 180 km in bicicletta e una maratona di 42 km. Tutte d’un fiato. Senza pause. Senza nemmeno il tempo di cambiare la maglietta. Una corsa per uomini e donne d’acciaio. I migliori completano il percorso in una decina di ore.
E se una ironman non basta potete sempre raddoppiarla e partecipare alla Double Iron Uk, gara ultra estrema che si corre tra Gran Bretagna e Francia e che raddoppia le distanze della ironman tradizionale e cambia l’ordine delle discipline: una doppia maratona tra Londra e Dover, una “nuotatina” nella Manica e poi 180 km in bicicletta fino a Parigi. Hywel Davies, il vincitore dell’edizione 2008, ha completato la gara in 21 ore 30 minuti e 39 secondi. (Foto © Cygnus921)

maratona-delle-sabbie

Seicento corridori da 30 Paesi si sfidano ogni anno nella Marathon des Sables, la maratona delle sabbie, gara di corsa a tappe che si tiene ogni anno nel Sahara marocchino: 240 chilometri di deserto che vengono coperti in 6 giorni di marcia sulla sabbia infuocata. La corsa viene disputata ogni anno tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, periodo relativamente fresco per il Sahara ma con temperature che possono raggiungere i 50 gradi nelle ore centrali della giornata. E, come se non bastasse, a tenere compagnia ai runner ci pensa il famigerato ghibli, il vento del deserto carico di sabbia che soffia anche a 100 km/h. La gara viene disputata in semi autonomia: i corridori si portano in spalla zaini pesanti tra gli 8 e i 12 chili con cibo, sacco a pelo e vestiti. Ai posti di controllo, dislocati ogni 12 chilometri, viene distribuita solo acqua: almeno un litro e mezzo a volta per un totale di 9 litri al giorno per ciascuno. Per partecipare a questa gara servono muscoli, nervi d’acciao e un buon conto in banca: la quota d’iscrizione, tutto compreso, è di 2.250 euro. Nella mappa qui sotto la zona di gara. (Foto © Cymbali/MDS2008)




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xalps

“O ti porti il parapendio sulle spalle, oppure lui porta te”. È questa la sintesi estrema della X-Alps: un percorso di 850 km che inzia sulle Alpi austriache e termina nel Principato di Monaco. Una sola regola: si può volare con il parapendio, correre o camminare. Di giorno e di notte. Con il sole o sotto la neve. Una gara durissima che dura circa 20 giorni. Obiettivo degli atleti è quello di coprire le massime distanze possibili volando con il parapendio per evitare faticosissime scarpinate tra le vette alpine. La gara si svolge in completa autonomia, ma ogni atleta può nominare un assistente che, tappa dopo tappa, si occuperà di fornire il necessario supporto per ciò che riguarda cibo, abbigliamento e navigazione. (Foto © Olivier Laugero/Red Bull Photofiles)




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La North Pole Marathon è sicuramente la gara più fredda al mondo che si corre sulla distanza regolamentare dei 42 km e 195 metri. Si gareggia a Spitsbergen, in Norvegia, nei dintorni del Polo Nord geografico e si corre esclusivamente sui ghiacchi del pack a temperature estreme che possono toccare i -40 °C. La gara viene disputata su un circuito di 4,2 km da ripetere 10 volte. Grandi tende riscaldate sono disposte lungo il percorso, pronte ad accogliere i più freddolosi. Partecipare a questa gara costa 11.900 euro comprensivi di voli e trasporti da e per il Polo Nord.
E se volete cimentarvi nell’ultra estremo potete iscrivervi alla Antarctic 100k ultra race: 100 km da correre tra i ghiacci antartici, a temperature polari e venti che in media soffiano a 30 km all'ora. (Foto © Mike King / npmarathon.com)




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ironbike

È tutta italiana la gara di mountain bike estrema considerata tra le più dure al mondo: l’Ironbike. 650 km di montagna, 22.000 metri complessivi di dislivello, da percorrere in 8 giorni sulle montagne del Piemonte, tra Entracque (CN) e Sauze d'Oulx (TO). Una gara durissima, tra pietraie e mulattiere così ripide che spesso, molto spesso, gli atleti devo caricarsi la bici sulle spalle e... scarpinare. (Foto © Iron Bike)


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Il deserto del Gobi, in Mongolia, è uno dei luoghi più inospitali del mondo: dune di sabbia, sole e un’escursione termica di 40 gradi o più tra il giorno e la notte. È qui che si corre ogni anno la Gobi Challenge, una gara estrema di 250 km che gli alteti affrontano in completa autonomia, portando con sé cibo ed equipaggiamento. Solo l’acqua viene distribuita dall’organizzazione ai check point dislocati lungo il percorso: 7 giorni di marcia durissima che prendono il via da Dalandzadgad, a un’ora di volo da Ulan Bator. (Foto ©sandbaggers ltd)


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iditarod

Protagonisti delle grandi corse nel freddo sono spesso i cani: e quelli che si cimentano nella Iditarod assieme ai propri compgani di squadra umani sono dei veri irondog. Circa 1.800 km di ghiaccio, neve, freddo nelle zone più remote dell’Alaska. Ogni team è composto da 12 o 16 cani che coprono l’intero percorso in 10-17 giorni. Ogni conduttore (il musher) ha estrema cura per il proprio “motore”, soprattutto per ciò che riguarda l'alimentazione: ogni cane consuma circa 8.000 kcal al giorno (circa 9 volte un cane da salotto di pari corporatura), che devono essere reintegrate per permettergli di continuare a correre tappa dopo tappa. Gli animali indossano speciali scarpette da neve che proteggono le zampe dai rigori dell’Alaska. Alla gara partecipano anche numerose donne: nel video qui sotto Silvia Wills racconta, in inglese, la sua esperienza. (Foto © travis s)




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Cinquemila chilometri in bicicletta da una costa all’atra degli Stati Uniti (quasi una volta e mezza il Tour de France), 14 stati da attraversare, 30.000 metri di dislivello complessivo, da 6 a 9 giorni di pedalata praticamente ininterrotta per coprire distanze che possono arrivare a superare i 500 km al giorno: sono i numeri del Race Across America, la gara di ciclismo su strada più lunga e dura al mondo. Non è una corsa a tappe: si sfida l’orologio e vince chi arriva prima. Si attraversano deserti e montagne e per vincere bisogna fermarsi a riposare il meno possibile. Il detentore del record su questa incredibile distanza è Pete Penseyres che nel 1986 l’ha conclusa in 8 giorni, 9 ore e 47 minuti. La gara è aperta anche a squadre da 2 a 4 persone e a tandem. (Foto © Brendon Purdy)


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vasaloppet

90 km con gli sci da fondo nel cuore della Svezia per la più lunga gara a tecnica classica del mondo. La distanza non sembra essere un problema per i patiti di questa disciplina, visto che ogni anno più di 14.000 di loro si sfidano in questa durissima competizione riservata ad atleti con almeno 19 anni di età. Stanchezza, disidratazione, sforzo eccessivo e freddo sono gli ostacoli che affrontano i partecipanti a questa massacrante gara. I migliori la completano in 4 ore e 13 minuti. (Foto © Vasaloppet)



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Correre tra le sabbie infuocate del deserto o tra i ghiacci del polo, pedalare giorno e notte senza sosta o attraversare le Alpi in parapendio: sono solo alcune delle discipline in cui si cimentano uomini (e donne) d’acciaio, alla ricerca di un limite che non è più solo fisiologico. In questa fotogallery vi presentiamo alcune competizioni tra le più dure al mondo, riservate a veri ultra atleti. (Alessandro Bolla, 12 settembre 2008)

La Dolomites SkyRace è una delle gare di corsa in montagna più dure che si disputano in Italia. Parte da Canazei (TN), a 1.465 metri, sale fino al Pass Pordoi e culmina al Piz Boè, a 3.152 metri di altitudine, per poi tornare a Canazei attraverso l’insidiosa discesa della Val Lasties. 22 km di gara, 2.000 metri totali di dislivello e oltre 500 partecipanti. I migliori completano il percorso in 2 ore e 6 minuti. (Foto © Newspower)





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