Non l'ha mai detto: 10 citazioni sbagliate

Da "Dio è morto, Marx pure, e anche io non mi sento molto bene" a "L'importante è partecipare" fino a "Fatta l'italia, ora bisogna fare gli italiani": la vera storia di 10 frasi famose.

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allen

“Dio è morto, Marx pure, e anche io non mi sento molto bene”. Il web attribuisce questa divertente riflessione sulla fine delle ideologie a Woody Allen, prolifico di aforismi. Ma in questo caso è un errore: la citazione appartiene invece a Eugene Ionesco, drammaturgo rumeno, noto come uno dei maggior esponenti del “teatro dell’assurdo”, dove la comicità e il nonsense diventano il mezzo con cui mettere in scena l'angoscia e la follia della condizione umana.

galielo

“Eppur si muove!”. Costretto all’abiura delle sue teorie astronomiche, Galileo Galilei avrebbe detto ai giudici: “Eppur si muove”, riferendosi alla Terra. Affascinante, ma in realtà non è andata così: la frase gli fu attribuita dallo scrittore Giuseppe Baretti, che ricostruendo la vicenda nel 1757, cioè un secolo dopo, in un’antologia scritta in difesa dello scienziato, mise queste parole in bocca a Galilei.

holmes

“Elementare Watson”. Incredibile, ma vero: Sherlock Holmes non ha mai pronunciato questa frase, e Arthur Conan Doyle non l'ha mai scritta. Tuttavia in una pagina de Il caso dell'uomo deforme c'è uno scambio di battute che potrebbe aver generato la leggenda: Watson, dopo aver ascoltato una delle deduzioni di Holmes, dice: «Semplice!». E Holmes risponde: «Elementare!». Secondo Sherlockian.net, la principale autorità su tutto ciò che riguarda Sherlock Holmes, la frase si trova piuttosto nel romanzo umoristico Psmith, Journalist di P.G. Wodehouse, pubblicato nel 1915. Anche se il libro non parla di Sherlock Holmes, Wodehouse lo "cita" attribuendogli la battuta.

pierre-de-coubertin

“L'importante non è vincere, ma partecipare”. Ebbene sì: Pierre de Coubertin non è l’autore di questa frase memorabile. Ma ha (solo) il merito di averla divulgata: la citazione appartiene in realtà ad un vescovo della Pennsylvania, Ethelbert Talbot. Lo stesso de Coubertin, quando la pronunciò, ne citò la fonte: la predica del vescovo durante le Olimpiadi del 1908.

eraclito

Panta Rei (tutto scorre). Tornata alla ribalta nel refrain della canzone di Francesco Gabbani, che ha vinto Sanremo nel 2017, la frase viene solitamente attribuita al filosofo Eraclito. In realtà non ce n’è traccia nei suoi scritti. È un’attribuzione: è Platone che nel “Cratilo” scrive: «Dice Eraclito "che tutto si muove e nulla sta fermo" e confrontando gli esseri alla corrente di un fiume, dice che "non potresti entrare due volte nello stesso fiume"». Il riferimento è al frammento 91 del trattato Sulla natura, dove però dell'espressione "tutto scorre" non c'è traccia.

einstein

“Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi ogni volta un risultato diverso”. Attribuita ad Albert Einstein, in realtà la frase non è mai stata pronunciata da lui. La fonte originale è la scrittrice americana Rita Mae Brown e la citazione appare nel suo libro “Morte improvvisa” del 1983: “Sfortunatamente, Susan non ricordava quello che una volta le aveva detto Jane Fulton: La follia è fare sempre la stessa cosa, aspettandosi sempre risultati diversi”. Sempre ad Einstein viene attribuita anche un’altra frase, di cui però nei suoi scritti non c’è traccia: “Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita”.

mariaantonietta

“Non hanno pane? Che mangino Brioches”. Se la Rivoluzione Francese ha un’epigrafe, quella è proprio la frase attribuita a Maria Antonietta, moglie di Luigi XVI, regina di Francia, ghigliottinata nel 1793, in risposta a chi le faceva notare che il popolo era affamato. Ma è solo è una fake news: l'illuminista Jean-Jacques Rousseau, nelle sue Confessioni riportava questa frase in riferimento ad un evento del 1741, cioè 14 anni prima Maria Antonietta nascesse.

dazeglio

“Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani”. Oggi lo chiameremmo “slogan”, lo slogan dell’Unità d’Italia. Il copyright? Dovrebbe essere dello scrittore e politico Massimo D’Azeglio. Ma il condizionale è d'obbligo: se l’attribuzione è giusta, non lo è la frase. D’Azeglio ne I miei ricordi (1867), scrive piuttosto: «…il primo bisogno d'Italia è che si formino Italiani dotati d'alti e forti caratteri. E pur troppo si va ogni giorno più verso il polo opposto: pur troppo s'è fatta l'Italia, ma non si fanno gl'Italiani».

wilde

“Sii te stesso; tutti gli altri sono già stati presi”. Sì che ne ha scritti di aforismi memorabili Oscar Wilde, ma non questo. O meglio, se l’ha detto, lo ha fatto in modo diverso. Nel De Profundis, Wilde scrive: "La maggior parte delle persone sono altre persone. I loro pensieri sono le opinioni di qualcun altro, le loro vite un’imitazione, le loro passioni una citazione”. E in un'introduzione al libro del 1882, lo ribadisce:” La vita vera di una persona è così spesso la vita che non si conduce”.

mark-twain

“Il paradiso per il clima, l'inferno per la compagnia”. In materia di preferenze, viene spesso citata questa frase, attribuita a diversi padroni, da Mark Twain a Oscar Wilde. Ma il titolare giusto è un altro: il primo a dire qualcosa di simile fu il politico Benjamin Wade: «Penso, da tutto quello che posso sapere, che il paradiso ha il miglior clima, ma l'inferno ha la miglior compagnia».

“Dio è morto, Marx pure, e anche io non mi sento molto bene”. Il web attribuisce questa divertente riflessione sulla fine delle ideologie a Woody Allen, prolifico di aforismi. Ma in questo caso è un errore: la citazione appartiene invece a Eugene Ionesco, drammaturgo rumeno, noto come uno dei maggior esponenti del “teatro dell’assurdo”, dove la comicità e il nonsense diventano il mezzo con cui mettere in scena l'angoscia e la follia della condizione umana.