Conciati per le feste

Babbi Natale, tradizioni, presepi, panettoni e dolci vari da tutto il mondo. Il meglio delle foto del giorno a tema natalizio con gli auguri della Redazione di Focus.

Se il natale vi deprime, provate per un secondo a mettervi nei panni di questi beluga (Delphinapterus leucas) e vi sentirete meglio. “Vestiti” da Babbo Natale e nonostante l’aria pacifica, abbiamo molti dubbi che si stiano divertendo, chiusi come sono nell’acquario di Yokohama, nei sobborghi di Tokyo (Giappone). Fanno parte, loro malgrado, della coreografia natalizia che accoglie in questo periodo i visitatori.

Le luminarie nel nostro Paese hanno un costo variabile che va dai 60 mila euro nelle città di provincia ai centinaia di migliaia di euro delle grandi città.
Questo gigantesco Babbo Natale si trova a Berlino.

Tutto è al loro posto: il bue e l’asinello dietro alla statua di Gesù Bambino. I pastori attorno alla capanna, le pecore sparse qua e là. Ma nell’angolo cosa vedete? Babbo Natale accucciato con i pantaloni abbassati mentre fa i suoi bisogni. Si tratta di una statuina caganer, tipica della regione spagnola della Catalogna, la cui origine si perde nella notte dei tempi, ma molto diffusa già nel diciottesimo secolo.
Nonostante quest’anno siano state tante le polemiche che si sono scatenate attorno al presepe, questa rappresentazione celebrativa del Natale sopravvive ancora in molte case italiane. In particolare, Napoli può essere considerata la capitale italiana del presepe: lì sono attivi i più famosi artisti, tra cui quello che ha invitato il presepe… senza statuine.

Avete deciso di regalarvi una vacanza natalizia a Vienna? Ottima idea. Ma se, passeggiando per i tradizionali mercatini di Natale, sperate di trovare la consueta figura di Santa Claus propinata in tutte le salse, vi sbagliate di grosso.
In Austria e in Germania si sta infatti diffondendo una campagna contro il caro vecchietto dispensatore di doni, accusato di essere soltanto una trovata pubblicitaria ideata dalla Coca Cola. Babbo Natale avrebbe spodestato San Nicola, che nella tradizione austriaca è il portatore di balocchi ufficiale. Nella battaglia fra questi due generosi personaggi, chi ci rimette sono i venditori alle bancarelle: niente immagini di Santa Claus, pena la perdita della licenza. Se pensate di soffrire per la sua mancanza, potete sempre restare a casa...

Ma perché ci scambiamo doni in occasione di questa festività? Il Natale è la trasformazione cristiana di una ricorrenza pagana, i Saturnali. Questa festa in onore di Saturno, dio delle semine e delle "età dell'oro", era caratterizzata da sontuosi banchetti cui partecipavano servi e padroni. Nacque così la consuetudine di scambiarsi doni come gesto di eguaglianza sociale. Da qui la trasposizione cristiana nel IV° secolo dopo Cristo.

Siamo alla vigilia di Natale e, secondo la tradizione, questa notte Babbo Natale visiterà ogni casa e depositerà i suoi doni. Certo dovrebbe essere un po' meno appariscente.

Se fosse il vero Babbo Natale si potrebbe pensare si stia allenando per balzare giù dalla slitta e calarsi nei camini. Ma questa volta a fare bungee jumping sopra al fiume Yenisei, a Krasnoyarsk (in Siberia), è un personaggio travestito da Nonno Gelo (Ded Moroz), l'equivalente russo di Santa Claus. Il vecchietto, dalla lunga barba bianca come il suo collega, non viaggia su una slitta trainata dalle renne ma su una troika, la slitta russa trainata da tre cavalli. Per le sue "consegne" si fa aiutare dalla nipote Sneguro?ka, la "Fanciulla di neve" e anziché lanciarsi in spericolate incursioni notturne nelle case consegna i regali direttamente porta a porta. Questa figura è legata all'arrivo del grande freddo invernale, e originariamente corrispondeva a un demone non sempre buono, capace di congelare le persone.

A Natale è la stella che brilla di più (dopo la Stella Cometa, naturalmente). L'Euphorbia pulcherrima, meglio conosciuta come Stella di Natale, è un "astro" che viene da lontano. Più precisamente dal Messico, dove cresce in forma di cespuglio e può raggiungere un'altezza di 2-4 metri. Gli Aztechi credevano che le sue foglie scarlatte fossero state generate dalle gocce di sangue scaturite dal cuore spezzato di una dea che soffriva per amore, e la usavano per ricavare un pigmento rosso. Carica di questo fascino, l'Euphorbia sarà la pianta più venduta di questo Natale (basti vedere i 220 mila esemplari coltivati in questa serra inglese!). Un accorgimento: il lattice che scaturisce dai suoi rami è irritante per la pelle, velenoso se ingerito e tossico per cani e gatti. Se nella vostra casa abita un bambino o un amico a quattro zampe, sistematela lontano dalla sua portata.

La chiamano rosa di Natale (Helleborus niger) e per la popolazione anglosassone è uno dei simboli principali di questa festività, ma l'elleboro, una pianta erbacea perenne a fioritura invernale, è conosciuta ance per le proprietà medicinali. Conosciuta nel lontano passato per la capacità di curare la pazzia, è oggi usata nella cura dei reumatismi, della gotta e delle malattie mentali. In realtà, questa pianta può essere anche altamente velenosa se ingerita: contiene infatti glicosidi cardioattivi che possono danneggiare il muscolo cardiaco sia negli animali che negli uomini.
Nella foto, la micrografia al microscopio elettronico della sezione di una foglia di elleboro.

Da quando, nel dicembre del 1823, furono menzionate come aiutanti di Santa Claus in un'anonima poesia intitolata The Night Before Christmas ("la notte prima di Natale") pubblicata sul quotidiano statunitense The Troy Sentinel, le renne sono tradizionalmente considerate il "motore" della slitta di Babbo Natale. E non a caso. Secondo gli esperti questi mammiferi sono tra i più grandi "maratoneti" del regno animale: possono percorrere oltre 5 mila chilometri in un anno, raggiungendo anche 80 chilometri all’ora di velocità.

La leggenda di Babbo Natale nasce da una commistione di tradizioni. L'animo generoso lo ha ereditato da san Nicola, vescovo bizantino del IV secolo, ricordato per aver donato la dote a tre giovani donne dando loro la possibilità di sposarsi e abbandonare la vita di strada. La festa del santo ricorreva il 6 dicembre e per l'occasione ci si scambiavano doni in ricordo dell'antico atto di bontà. I paesi nordici laicizzarono quest'uomo dal cuor buono che prese il nome di Santa Claus e cominciò ad essere ricordato in occasione della festa più importante di dicembre, il Natale. L'immagine di Babbo Natale è nata in America: Clement C. Moore nel 1822 scrisse una poesia dedicata a Santa Claus, descrivendolo come un vecchio omone con la barba bianca e il sacco pieno di regali: l'ispirazione pare che gli venne da un rubicondo vicino di casa…

Nelle case degli italiani tradizionalmente gli addobbi natalizi vengono organizzati e allestiti proprio in questo giorno in cui ricorre la festa solenne dell'Immacolata Concezione. Anche a Jesolo oggi iniziano i preparativi per quello che sarà il presepe più grande d'Italia tra quelli costruiti... con la sabbia. Si apre oggi infatti la manifestazione del "Sand Natività" in cui 150 tonnellate di sabbia saranno mescolate ad acqua, compresse meccanicamente e messe a disposizione dei più grandi artisti internazionali di sculture di sabbia, che plasmeranno le principali scene della natività. Insomma un'attività non più solo collegata a spiagge assolate e vacanze estive. Quella della foto è una delle tre sculture nate l'anno scorso sotto i ceselli e le spatole degli artisti della sabbia a ricreare l'arrivo dei Re Magi e dei pastori di fronte a Gesù bambino.
Foto concessa dal Comune di Jesolo

Gli scienziati sono sempre stati incuriositi dal fenomeno astrologico che secondo la Bibbia ha guidato i Re Magi fino alla capanna di Betlemme. Secondo Giotto fu una cometa e così la raffigurò negli affreschi della cappella degli Scrovegni a Padova.
Si trattò più verosimilmente di una congiunzione (un'apparente vicinanza nel cielo) tra Giove e Saturno. I due pianeti infatti si avvicinarono nella costellazione dei Pesci per ben tre volte nel 7 a. C. ed è tra il 4 e il 7 a. C. che si fa risalire per ragioni storiche la nascita di Gesù.
L'iconografia tradizionale comunque ha continuato a raffigurare la bussola dei Re Magi come una cometa luminosa: come la cometa Hale_bopp, qui colta dall'osservatorio Pik Terskol nei monti settentrionali del Caucaso.
© T. Credner

Pasko! Questo il nome delle celebrazioni filippine in occasione del Natale, l'evento più festivaliero per le 7.107 isole dell'arcipelago filippino.
Tre settimane di festeggiamenti in cui si mischiano tradizione cristiane e miti locali: si inizia quattordici giorni prima di Natale, appendendo le tradizionali Parol, tipiche lanterne colorate che adornano ogni porta.
Il leit motiv di questi giorni è l'augurio di "Maligayang Pasko sa inyong lahat!".
Nella foto un giovane filippino nei costumi tipici delle feste.

Se in questo momento c'è qualcuno che festeggia il Natale sotto la neve (auguri!), dall’altra parte del mondo c’è anche chi costruisce pupazzi di… sabbia. Sì perché in Australia, dove è stata scattata questa foto, la neve è una rarità. Soprattutto in questo periodo dell’anno, in cui la temperatura sfiora i 30 gradi.
Qui il Natale, infatti, si celebra in bikini e infradito, con pic-nic sulla spiaggia e cene a base di pesce servite sul bagnasciuga (famose quelle organizzate a Bondi Beach, una spiaggia dorata a est di Sidney).
E poi invece della tradizionale tombola un bel tuffo in acqua per combattere l'afa. Aspettando Babbo Natale che da queste parti potrebbe arrivare con la tavola da surf.

Vero o finto, tradizionale o supertecnologico (come questo in fibre ottiche allestito a Pechino, Cina), oggi passeremo tutti la giornata ai suoi piedi. Sembra che l’usanza di addobbare un abete il 21 dicembre, giorno del solstizio d’inverno, fosse già diffusa presso i popoli germanici pre-cristiani, che festeggiavano così il passaggio dall’autunno all’inverno (l’abete sempreverde era considerato simbolo di vita e rinascita). Le prime tracce di albero moderno risalgono al 1570 quando, secondo alcune cronache dell'epoca, presso la sede di una corporazione della città di Brema, in Germania, si trovava un albero decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta. Ma solo nell'800 l'albero di Natale come noi lo conosciamo ha cominciato a diffondersi in tutta Europa, prima solo tra le classi più agiate e con il passare del tempo in tutte le case.

Chi invita Alan Sailer al pranzo di Natale deve stare molto attento agli addobbi del suo albero. Il californiano autore di questo scatto, infatti, potrebbe decidere di prendere la decorazione più preziosa, quella in vetro soffiato che apparteneva ai vostri bisnonni, e spararle un colpo. L'artista realizza foto spettacolari sparando con un fucile ad aria compressa a vegetali, bottiglie, oggetti in ceramica e decorazioni natalizie (protagoniste di una serie incredibile di foto su Flickr, intitolata The War Against Christmas). Durante lo "scempio" cattura l'immagine ad alta velocità con il flash della sua fotocamera all'interno di un garage. La palla natalizia nella foto è stata riempita con della sabbia colorata. Mettete gli addobbi al riparo e... buon Natale!

Se il natale vi deprime, provate per un secondo a mettervi nei panni di questi beluga (Delphinapterus leucas) e vi sentirete meglio. “Vestiti” da Babbo Natale e nonostante l’aria pacifica, abbiamo molti dubbi che si stiano divertendo, chiusi come sono nell’acquario di Yokohama, nei sobborghi di Tokyo (Giappone). Fanno parte, loro malgrado, della coreografia natalizia che accoglie in questo periodo i visitatori.