Perché ai Mondiali c'è la nazionale dell'Inghilterra e non quella del Regno Unito?

I Paesi britannici partecipano ai Mondiali e agli Europei di calcio (e di rugby) ciascuno con una propria nazionale. Solo alle Olimpiadi si vede la squadra del Regno Unito. Ecco perché.

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Un gruppo di tifosi della nazionale inglese di calcio. Perché ai Mondiali non c'è la Gran Bretagna?|CGP Grey / WikiMedia

In alcuni sport come il calcio e il rugby non c'è la nazionale del Regno Unito, ma si vedono competere singolarmente (e talvolta anche una contro l'altra) le squadre di Inghilterra, Galles, Scozia e Nord Irlanda. A cosa è dovuto?

 

Il motivo per cui a livello sportivo l’unità nazionale dei quattro territori del Regno Unito non si è mai del tutto realizzata risale al XIX secolo, quando sull’isola nacquero sport come calcio e rugby.

Per sempre separate. I loro regolamenti furono infatti redatti dalle singole federazioni "locali" e acquisiti in seguito dalla Fifa (l'ente che gestisce il gioco del calcio a livello mondiale) e dall'Irb (l'analogo della Fifa per lo sport con la palla ovale): al momento dell'affiliazione, le federazioni inglese, scozzese, gallese e nord irlandese ottennero così il mantenimento della propria autonomia sportiva.

 

E continuarono a partecipare alle principali competizioni per squadre nazionali (campionati Mondiali ed Europei) ciascuna per conto proprio. La loro influenza è oltretutto attestata dal fatto che, ancora oggi, l’ente che stabilisce (e, in caso di necessità, modifica) le regole del calcio (l’Ifab) è composto da soli membri britannici e che la Fifa stessa non può imporre alcun cambiamento delle norme sportive.

 

Ogni tanto, però, capita l'occasione per vedere calciatori e rugbysti dei quattro Paesi competere uniti sotto la stessa bandiera. Accade, per esempio, in occasione delle Olimpiadi: nessuno di questi Paesi, infatti, è ufficialmente riconosciuto dal Comitato Olimpico e dunque gli atleti gareggiano tutti insieme - come in tutte le altre discipline sportive - con la divisa del Regno Unito.

 

18 Giugno 2018 | Focus.it