Curiosità

Macrosomia: il più antico caso di gigantismo umano proporzionato

I resti di Sa-Nakht, faraone della III dinastia, mostrano segni di macrosomia, ossia di gigantismo proporzionato: è forse la prima apparizione in assoluto di questa malattia.

I resti di colui che si presume essere stato Sa-Nakht, faraone dell'antico Egitto morto attorno al 2.700 a.C., conservano il più antico caso di gigantismo umano, secondo lo studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Zurigo (Svizzera), in collaborazione con colleghi australiani e olandesi, pubblicato su The Lancet.

Molti miti nascono attorno alla figura del gigante. Leggende epiche come quelle dei giganti norvegesi sono però probabilmente ispirate a una vera patologia: la macrosomia, una forma di gigantismo. Si tratta di una disfunzione abbastanza rara che si risolve attorno al ventesimo anno di età: provoca una crescita esagerata del corpo, fino al 15-20% in più rispetto a una persona normale ma corretta nelle proporzioni (a differenza dell'acromegalia, dove le proporzioni non sono rispettate), dovuta all'eccessiva produzione dell'ormone della crescita (somatotropina).

Sua altezza. Di Sa-Nakht si conosce poco: non è noto con esattezza quando ha regnato né quali erano i confini del regno. Non se ne conosceva il luogo di sepoltura fino ai primi del Novecento, quando un gruppo di archeologi trovò, nel sud del Paese, i resti di colui che successivamente è stato identificato come Sa-Nakht.

Molti giganti della mitologia sembrano però affetti da acromegalia, ossia gigantismo deforme.

Sa-Nakht doveva essere alto 187 centimetri, davvero molto per un uomo di quell'epoca: «Gli studi sulle mummie egizie hanno mostrato che l'altezza media degli uomini di alto rango, in quell'epoca, era di circa 170 centimetri», afferma Michael Habicht, egittologo dell'Istituto di Medicina Evoluzionistica dell'Università di Zurigo e coautore della ricerca.

I re egiziani potevano però godere di una migliore alimentazione e quindi di salute migliore rispetto alla popolazione e agli stessi cortigiani: questo può avere influito sulla loro crescita fisica. È probabilmente il caso di Ramesses II (Ramsete), vissuto più di 1.000 anni dopo Sa-Nakht, che era poco più alto della media, 175 centimetri.

«Molte persone di bassa statura facevano però parte della corte reale», commenta Habicht. «Le ragioni di questa preferenza non sono note. I presunti resti di Sa-Nakht sono tuttavia stati trovati in una "tomba d'elite" e questo fa pensare che non ci sarebbero comunque stati pregiudizi sociali verso i casi di gigantismo.»

La prima volta dei giganti. L'analisi delle ossa di Sa-Nakht hanno mostrato tracce di crescita esuberante, ossia chiari segni di gigantismo. È una scoperta importante, perché è finora «il più antico caso noto di questo disordine della crescita», affermano i ricercatori: nessun altro reperto contemporaneo o precedente ai resti di quest'uomo ha rivelato segni di macrosomia.

21 agosto 2017 Andrea Rubin
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