Le storie dei simboli: Bluetooth, Usb e altri...

Sono un'infinità, li troviamo sui prodotti che maneggiamo ogni giorno. Ci spiegano come vanno usati, trattati, smaltiti... Abbiamo scelto i più diffusi per capire bene il loro significato (che certi casi è diverso da quel che crediamo!) e la storia, a volte curiosa, che c'è dietro al loro aspetto! Guarda anche i messaggi nascosti nei loghi famosi.

Elettronica. La storia più originale riguarda il Bluetooth, la tecnologia wireless che consente di collegare l’auricolare al cellulare. Per il nome gli inventori si ispirarono alla storia. Scelsero il nome del re danese del X secolo Harald Blåtand, in inglese Harold Bluetooth. E come simbolo usarono le sue iniziali nell’alfabeto runico delle antiche popolazioni germaniche.

Elettronica (2). Il simbolo che troviamo vicino alle prese usb dei computer ha invece un senso diverso. Il tridente stilizzato – che porta sulle estremità un pallino, un triangolo e un quadrato – rappresenta l’universalità di questa tecnologia che fu introdotta negli anni 90. E fu una grande novità perché permise di avere un unico standard per collegare il pc a diversi accessori, come la stampante, un monitor, lo scanner (mentre fino ad allora c'era stata una giungla di standard).

Il logo CE che troviamo ormai su tutti i prodotti indica la “conformità europea” del prodotto (risponde ai requisiti di sicurezza comunitari) e non "prodotto in Europa". Occhio: un altro marchio CE segnala invece la provenienza cinese (sta per China Export) senza dare alcuna garanzia. Nell’originale (a sinistra!) – ideato da Arthur Eisenmenger, lo stesso disegnatore che inventò pure il simbolo dell'Euro – la C e la E sono ricavate da due cerchi che si sfiorano, mentre nella versione cinese (a destra) sono più vicini.

Il barattolino. L'avete notato? Già da qualche anno nelle etichette di creme, cosmetici, dentifrici, ecc. c’è il simbolo di un barattolo aperto accompagnato da una cifra: indica che il prodotto può essere usato per un certo numero di mesi “senza avere effetti nocivi per il consumatore”. Insomma, non si fa riferimento alla sua efficacia, ma solo a eventuali reazioni dannose.

La clessidra.La vera data di scadenza, quella oltre la quale un prodotto non va più usato, è invece scritta accanto a una clessidra: le norme europee l’hanno introdotta da alcuni mesi e nelle etichette dei prodotti la si vedrà comparire sempre più spesso.

Elettronica 3. Un capitolo a parte riguarda l’elettronica, famiglia a cui appartiene il simbolo più diffuso di tutti, che troviamo sul pulsante di accensione di cellulari, tv, computer... Il celebre pallino tagliato da un segno verticale (che ha dato vita a una serie infinita di varianti) deriva dall’unione dei numeri 0 e 1. Perché queste cifre? Perché indicano “spento” e “acceso” nel linguaggio binario che fu adottato dai primi anni ’50 per etichettare gli interruttori elettrici.

Le etichette dei capi d'abbigliamento. Sono i più "ermetici" tra i simboli con cui abbiamo a che fare ogni giorno. Il loro scopo è dare indicazioni sulla “corretta manutenzione” dei capi. Alcuni sono intuitivi e facilmente decifrabili - come il ferro da stiro con le sbarre (che significa “non stirare”) o la mano nella vaschetta (“lavare a mano”) - altri richiedono... un certo sforzo di fantasia. Come per esempio i simboli sull’asciugatura: dall’orientamento delle linee si dovrebbe capire se un capo va messo ad asciugare in orizzontale o in verticale, al sole o all’ombra. Per saperne di più, il sito www.ginetex.net dell'associazione internazionale per l'etichettatura dei tessuti.

Indicazioni sul contenuto.Cosa vuol dire la “e” che troviamo su pacchi di pasta, flaconi di shampoo, bottiglie d’acqua? È l’estimated sign (simbolo di stima), certifica che la misurazione del peso (o del volume) del prodotto è avvenuta secondo i criteri stabiliti dall’Unione europea. Significa che il peso della pasta realmente contenuta può differire (rispetto al valore indicato in etichetta) di una quantità minima, entro limiti stabiliti dalla legge.

Farmaci. Il triangolino nero che si trova nei fogli illustrativi di certi farmaci indica che il medicinale è oggetto di speciale monitoraggio dall’Agenzia europea di Farmacovigilanza. Si tratta di prodotti i cui “dati di esperienza post commercializzazione” siano ancora limitati, soggetti a studi sulla sicurezza a lungo termine oppure di medicinali autorizzati solo in particolari condizioni. NON è un avviso di “farmaco pericoloso”, ma un invito a segnalare reazioni impreviste.

Ricilabilità.Il celebre simbolo della riciclabilità degli imballaggi fu disegnato nel ’70 da un architetto americano per essere apposto solo su imballaggi in carta riciclabile. In seguito ha dato vita a varianti grafiche relative ad altri materiali: plastica, alluminio, vetro... Perché proprio tre frecce? Rappresentano le 3 fasi del riciclo: la raccolta differenziata in base al tipo di materiale, il riutilizzo come nuova materia prima e l'uso del nuovo oggetto ottenuto.

Ricilabilità 2.Tra i loghi ispirati dal precedente simbolo della riciclabilità, uno dei più diffusi è quello con le due frecce che si rincorrono in un cerchio: indica semplicemente che il produttore ha aderito a consorzi per il recupero dei rifiuti, e nulla più. Non dà alcuna informazione su "quel" prodotto.

Messaggi nascosti. Lo sapevi che alcuni loghi di marche celebri celano curiosità, messaggi e piccoli segreti? Scopri i messaggi nascosti nei loghi famosi.

Elettronica. La storia più originale riguarda il Bluetooth, la tecnologia wireless che consente di collegare l’auricolare al cellulare. Per il nome gli inventori si ispirarono alla storia. Scelsero il nome del re danese del X secolo Harald Blåtand, in inglese Harold Bluetooth. E come simbolo usarono le sue iniziali nell’alfabeto runico delle antiche popolazioni germaniche.