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Le ultime parole famose: epitaffi scritti ad arte

Estremi saluti condensati di ironia, leggerezza, spregiudicatezza e genio: una galleria di lapidi famose difficili da dimenticare.
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Ricordo indelebile di sé, testamento al mondo e, in un certo senso, ultima occasione per dire la propria: sarà perché molto si è detto in vita, o perché ormai si può essere schietti, ma in fatto di epitaffi c'è chi è davvero incisivo. Abbiamo raccolto le frasi più celebri incise sulle lapidi di personaggi famosi: attori, letterati, scienziati e politici famosi. Unico - e ultimo - comune denominatore? Una sferzante ironia.

"Giace qui da qualche parte".
Werner Heisenberg, fisico tedesco tra i fondatori della meccanica quantistica. La frase fa riferimento al suo celebre principio di indeterminazione.

"Il meglio deve ancora arrivare".
Frank Sinatra, cantante statunitense. "The best is yet to come" (il meglio deve ancora arrivare" è peraltro il titolo dell'ultima canzone che Sinatra cantò in pubblico.

"Allegria!".
Mike Bongiorno, presentatore.

"Ho smesso di fumare".
Gianfranco Funari, presentatore.

"Scusate la polvere".
Dorothy Parker, scrittrice, poetessa e giornalista statunitense.

"58".
Marco Simoncelli, motociclista. Il Sic, come era soprannominato Simoncelli, è stato cremato e le ceneri sono conservate in un luogo privato. Però davanti al museo a lui dedicato, a Coriano (Rimini), c'è un piccolo monumento funebre: si tratta di una lapide trasparente in plexiglass con il numero 58, quello con cui correva.

"Finalmente libero, finalmente libero, grazie a Dio onnipotente sono finalmente libero"
Martin Luther King. Il testo riprende un passaggio chiave del celebre discorso di King "I have a dream" (leggi e guarda)

"Amici non piangete, è soltanto sonno arretrato".
Walter Chiari, attore e comico.

"Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior".
Fabrizio de André, cantante; l'epitaffio è tratto dal testo della sua canzone Via del Campo.

"That's all folks"
Mel Blanc, doppiatore statunitense e voce di molti celebri personaggi dei cartoni della Warner Bros, Bugs Bunny e Daffy Duck compresi.

"Richiamata".
Emily Dickinson, poetessa statunitense.

"Non provarci".
Charles Bukowski, poeta e scrittore statunitense. La moglie di Bukowsy, Linda, in un'intervista del 2005 spiegò che secondo lei il senso dell'epitaffio scelto dallo scrittore è più o meno «...Non provarci, fai! Perché se perdi tempo a provare a fare qualcosa, vuol dire che non la stai facendo".

"3,14159265358979323846264338327950"
Ludolph van Ceulen, matematico tedesco, il primo a calcolare il valore di pi greco con 35 decimali.

"Ce ne ricorderemo, di questo pianeta".
Leonardo Sciascia, scrittore.

"Non fu mai impallato".
Vittorio Gassman attore. Nel gergo televisivo, impallare significa coprire, oscurare.

"Tolto da questo mondo troppo al dente"
Aldo Fabrizi, attore e comico.

"Il più grande onore che la Storia può conferire è il titolo di pacificatore"
Richard Nixon, 37º Presidente degli Stati Uniti d'America

"Lavoratori di tutto il mondo, unitevi!"
Karl Marx, filosofo ed economista tedesco.

"Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato"
Francis Scott Fitzgerald, scrittore e sceneggiatore statunitense.

"Qui giace Raffaello: da lui la natura temette di esser vinta, ora che egli è morto teme di morire".
Raffaello Sanzio, pittore; epitaffio scritto da Pietro Bembo, cardinale, scrittore e umanista.

"Caro amico per amor di Gesù, rinuncia a scavare la polvere che qui è racchiusa. Benedetto colui che risparmia queste pietre e maledetto chi muoverà le mie ossa".
William Shakespeare, scrittore e drammaturgo inglese.

Ricordo indelebile di sé, testamento al mondo e, in un certo senso, ultima occasione per dire la propria: sarà perché molto si è detto in vita, o perché ormai si può essere schietti, ma in fatto di epitaffi c'è chi è davvero incisivo. Abbiamo raccolto le frasi più celebri incise sulle lapidi di personaggi famosi: attori, letterati, scienziati e politici famosi. Unico - e ultimo - comune denominatore? Una sferzante ironia.