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Le tragedie che hanno cambiato il cinema

Ecco alcuni film revisionati.

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La storia è piena di eventi drammatici che hanno cambiato il corso dell’umanità, e non solo. Anche il cinema ha risentito degli effetti negativi di alcuni di questi: ecco una serie di film che sono stati rivisti in seguito a una tragedia, come l'attentato al World Trade Center.

 

"Gli attentati dell’11 settembre 2001 hanno fortemente influenzato Hollywood"
Arte ed emozioni - L’arte è per definizione espressione dei sentimenti umani - siano essi positivi oppure negativi - e cosa c’è di più emozionante di un evento tragico? Sono, infatti, innumerevoli le opere che sono state ispirate da drammi di ogni tipo: senza l’attentato alle Torri Gemelle, Jonathan Safran Foer non avrebbe mai scritto Molto forte, incredibilmente vicino e se non fosse scoppiata la guerra civile in Spagna Pablo Picasso non avrebbe mai dipinto Guernica.

 

Un pizzico di buon senso - Capita talvolta che, in seguito a eventi di questa portata, sia la nostra sensibilità a cambiare e ciò che prima ci sembrava innocuo o insignificante può diventare tutto d’un tratto tabù, o addirittura offensivo. È impensabile dopo la strage di Utøya, per esempio, girare un film sul fanatismo politico, ambientandolo in un’isola norvegese. Non è una questione di censura, ma di puro e semplice buon senso, ma come fare se il dramma avviene quando ormai il film è già stato realizzato, e magari è costato milioni di dollari?

 

Addio Torri Gemelle - C’è una serie infinita di film che sonogirati prima dell’11 settembre 2001 e sono stati rivisti dopo il tragico attentato. Hollywood, in quella circostanza, si è spaccata in due fazioni: chi, come i produttori di Zoolander e Spider-Man, ha pensato di rimuovere le scene in cui comparivano le Torri Gemelle in segno di rispetto e chi, invece, come quelli di Gangs of New York e Vanilla Sky, le ha volute conservare a tutti i costi, eleggendole a simbolo dell’orgoglio patriottico.

 

Il World Trade Center è tabù - Dopo l’11 settembre, è cambiato perfino il ruolo del terrorismo nel cinema americano: opere come The Bourne Identity sono state parzialmente riscritte per smorzare i toni, mentre Danni Collaterali e Big Trouble sono stati posticipati proprio per le tematiche trattate. E guai a chi tocca il World Trade Center: il finale di Men In Black II è stato rigirato perché ambientato lì e Nosebleed - un action movie con Jackie Chan - è stato cancellato dopo il crollo di quella che avrebbe dovuto essere la location principale.

 

Rispetto per i morti - Anche le morti di personaggi celebri hanno influenzato - e non poco - il mondo del cinema. Al caustico Sacha Baron Cohen è stato imposto di tagliare una scena del film Bruno, in cui invitava LaToya Jackson a mangiare il sushi dal corpo nudo di un messicano, in segno di rispetto alla memoria del fratello Michael. L’opposto è accaduto in occasione della prematura scomparsa di Heath Ledger: Parnassus era stato realizzato solo in minima parte e la perdita del protagonista rischiava di condannarlo all’oblio. Il regista Terry Gilliam è, invece, riuscito a riciclare il girato riscrivendo la sceneggiatura e trasformando il film in un omaggio al talento dell’attore.

 

Kubrick e Kennedy - Tornando indietro nel tempo, perfino il maestro Stanley Kubrick era incappato in una situazione analoga: quando realizzò il suo Dottor Stranamore, aveva in mente un finale fortemente simbolico, con una riunione tra i principali capi di stato del pianeta che si concludeva a torte in faccia. Coincidenza volle che, proprio in quei giorni, a Dallas venisse assassinato John F. Kennedy e, per non urtare le coscienze ferite dei suoi concittadini, il regista preferì eliminare l’intera scena.

 

Meglio assassino che pervertito - A proposito di cult movie del passato, il personaggio di Freddy Krueger, il malvagio protagonista del grande classico dell’horror Nightmare, in origine doveva essere un molestatore di bambini. In seguito, però, a una serie di abusi sessuali all’interno delle scuole statunitensi, Wes Craven decise di cambiarne il profilo, rendendolo un meno inquietante infanticida. La tematica è stata, poi, ripresa da Bayer nel suo remake del 2010, approfittando del fatto che le acque si fossero ormai calmate.

 

Meglio cambiare nome - L’ultimo caso di revisionismo cinematografico risale a un paio di mesi fa: i produttori del film Neighborhood Watch, che uscirà in Italia il prossimo autunno con il titolo di Vicini del terzo tipo, hanno deciso di cambiare il nome originale dell’opera in The Watch. La scelta si è resa necessaria per prendere le distanze dal sistema di vigilanza privata - la ronda di quartiere che appunto dà il nome al film - salito alla ribalta delle cronache dopo che un suo membro ha ucciso per errore il giovane Trayvon Martin.

 

L’Italia e i film-denuncia - E in Italia? La nostra sensibilità non è certamente inferiore, ma noi non amiamo voltarci dall’altra parte quando una tragedia funesta il nostro paese e, anzi, preferiamo esorcizzarla, affrontandola a viso aperto. Non sono, infatti, infrequenti le trasposizioni cinematografiche di fatti di cronaca anche piuttosto recenti: Diaz è uscito nelle sale precedendo addirittura la sentenza definitiva del processo per gli incidenti avvenuti a Genova durante il G8 del 2001. Sotto questo aspetto, crediamo che gli americani dovrebbero prendere spunto da noi e accantonare la retorica. (sp)

 

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2 gennaio 2013