Fuga da Alcatraz, di Marco Cortese

Marco Cortese, che su iFocus condivide la sua passione per la fotografia, racconta con le immagini la sua esperienza ad Alcatraz.

Da buon viaggiatore mi trovavo a visitare l'isola-penitenziario di Alcatraz, al largo della baia di San Francisco, in California. Appena salito sulla barca ho subito respirato un'aria sinistra che si è fatta via via sempre più angosciante man mano che ci si avvicinava.

Esplorando l'isola, ascoltando storie e leggende, tornando indietro nel tempo tra gli anni '30, '40 e '50 mi sono affidato alla mia fotocamera per cercare di esternare quel che ho vissuto in quella mattinata, durante quella visita.

Non amo dare titoli o scrivere didascalie alle mie foto: spesso l'immagine comunica più di 1000 parole, basta saperla ascoltare. Per questo vi chiedo di spendere solamente poco più di due minuti, 10 secondi a foto per "ascoltare" questo set di 15 scatti.

L'isola di Alcatraz è da sempre soprannominata The Rock (la roccia), poiché buona parte dell'isola è costituita appunto da roccia. Un altro soprannome è The Bastion (la fortezza), perché sembrava impossibile anche solo ipotizzare una fuga.
 
# Vedi anche la rubrica delle foto dei lettori e scopri come pubblicare le tue fotografie su Focus e focus.it.

Il cartello di benvenuto evidenzia lo storico astio razziale tra Americani e Indiani.

Una delle tante torri di guardia situate sull'isola.

Claustrofobica vista di San Francisco dall'unica "finestrella" situata in fondo ad un corridoio.

Vista del Golden Gate bridge dal piazzale dove i detenuti trascorrevano "l'ora d'aria".

Il gioco che i secondini amavano fare, appendere la libertà dei detenuti ad un filo.

Non è dato sapere cosa succedesse "lì".

I carcerati erano costretti a scontare la loro pena in una cella singola, dalle dimensioni particolarmente ridotte.

La Pazzia! L'unica compagna di gioco, vinceva sempre lei. Anche a dama.

Detenuti disposti a tutto, anche a pagare con il sangue la propria pace e libertà.

Testimonianza dei tentativi di ribellione e di evasione. Una guardiana uccisa, 16 feriti.

21 Marzo 1963 dopo circa 30 anni Alcatraz chiude i battenti. "Alcatraz non era nulla di buono per nessuno".

Da buon viaggiatore mi trovavo a visitare l'isola-penitenziario di Alcatraz, al largo della baia di San Francisco, in California. Appena salito sulla barca ho subito respirato un'aria sinistra che si è fatta via via sempre più angosciante man mano che ci si avvicinava.

Esplorando l'isola, ascoltando storie e leggende, tornando indietro nel tempo tra gli anni '30, '40 e '50 mi sono affidato alla mia fotocamera per cercare di esternare quel che ho vissuto in quella mattinata, durante quella visita.

Non amo dare titoli o scrivere didascalie alle mie foto: spesso l'immagine comunica più di 1000 parole, basta saperla ascoltare. Per questo vi chiedo di spendere solamente poco più di due minuti, 10 secondi a foto per "ascoltare" questo set di 15 scatti.

L'isola di Alcatraz è da sempre soprannominata The Rock (la roccia), poiché buona parte dell'isola è costituita appunto da roccia. Un altro soprannome è The Bastion (la fortezza), perché sembrava impossibile anche solo ipotizzare una fuga.
 
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