Le migliori foto del 2006

Anche quest'anno si è celebrato il prestigioso premio fotogiornalistico World Press Photo e delle circa 78.000 foto arrivate da 124 Paesi, questa è la vincitrice. La foto ritrae un gruppo di giovani libanesi su una bella auto che passano in un quartiere di Beirut, devastato dai bombardamenti. È il 15 agosto del 2006 - primo giorno del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah - e migliaia di libanesi, fuggiti per la guerra, cominciano a fare ritorno nella città.
La giuria ha affermato di averla scelta per la sua capacità di mostrare le contraddizioni e la complessità della vita reale. Al fotografo Spencer Platt sono andati i 10.000 dollari del premio.
Nelle pagine successive alcune delle foto a cui sono andati i riconoscimenti previsti per le varie categorie.
© Spencer Platt, USA, Getty Images

Un albero in mezzo a un campo di soia. Da qualche anno, la deforestazione, colpisce l’Amazonia per fare spazio ai campi di soia. Dal 2003 – denuncia Greenpeace – sono stati distrutti circa 70.000 chilometri quadri di foresta (in media 6 campi di calcio ogni minuto).
Recentemetne alcune grandi multinazionali (come Mc Donald’s) si sono impegnate per evitare la deforestazione selvaggia e illegale dell’Amazonia. La soia, infatti, è spesso usata per produrre mangimi per il bestiame. Ma di questo passo, denunciano gli ambientalisti entro il 2050 avremo perso il 40 per cento dell'intera foresta.
© Daniel Beltrá, Spain, Zuma Press for Greenpeace

Nel World Press vengono premiati anche i migliori ritratti della vita quotidiana, come questa immagine di un'affollata strada di New York. Ma foto come questa potrebbero diventare presto solo un ricordo.
Per tutti coloro che amano parlare al cellulare, incuranti di quello che succede intorno, potrebbero arrivare, infatti, nuove regole. Un senatore, ha recentemente proposto, di vietare nella Grande Mela l’uso di telefonini e altri apparecchi elettronici (come gli iPod e i videogame portatili) mentre si attraversa la strada. Causa, secondo il politico, di incidenti anche mortali (tre solo a Brooklyn da settembre).
Gli otto milioni di newyorkesi sono avvisati: distrarsi mentre si attraversa la strada potrebbe costare fino a 100 dollari.
© David Butow, USA, Redux Pictures for US News & World Report.

A Lagos, capitale della Nigeria, in dicembre è scoppiato un incendio in seguito a un tentativo di furto di combustibile. Un incidente che è costato la vita a centinaia persone.
Il fotografo Akitunde Akinleye, che ha scattato questa foto - in cui un uomo cerca di ripararsi dal fumo - è stato uno dei primi testimoni del disastro.
Nonostante la Nigeria sia un importante produttore di petrolio (il 12° produttore del mondo), nel Paese la maggior parte della popolazione vive sotto la soglia della povertà.
E succede spesso che qualcuno cerchi di rubare un po’ di combustibile dal gasdotto per rivenderlo sul mercato nero.
La foto si è aggiudicata il primo premio per l'attualità.
© Akintunde Akinleye, Nigeria, Reuters

Anche la categoria natura, ha i suoi vincitori. In questa foto è ritratto un felino africano (Leptailurus serval), un gatto selvatico che vive soprattutto nella savana a sud del Sahara. Lo scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa sembra che pensasse proprio al serval quando ha scritto il suo romanzo "Il gattopardo", che prendeva il titolo dall’animale impresso sullo stemma di famiglia del protagonista.
La caccia sfrenata da parte dell’uomo per la sua preziosa pelliccia, ha portato all’estinzione di questo animale in alcune zone dell’Africa, soprattutto in quelle dove si trovano più insediamenti umani.
Questo esemplare, invece, dovrebbe essere al sicuro, è stato fotografato nel parco nazionale di Zakouma in Chad.
© Michael Nichols, USA, National Geographic Magazine.

In Africa le persone con problemi psichiatrici sono considerate possedute da spiriti maligni e, in quanto tali, vengono allontanate dalla comunità. Alcuni disturbi come l’epilessia, inoltre, si pensa che siano contagiosi e la maggior parte delle volte non vengono curati con i farmaci, ma con la stregoneria e la medicina tradizionale.
Spesso abbandonate dalla famiglia, queste persone vengono rinchiuse in ospedali psichiatrici e tenute in condizioni disumane, legate con le catene e le manette. Come nel caso di questo ragazzo fotografato in un ospedale psichiatrico in Burundi.
© José Cendón, Spain

I pinguini antartici (Pygoscelis antarcticus) riescono a comunicare a gesti, per esempio facendo ondeggiare la testa, inarcando il corpo o muovendo il becco. Da queste parti (nella regione sub Antartica) sono numerosissimi, circa 10 milioni. Spesso vivono su grandi iceberg galleggianti nell'oceano aperto. Per la loro voce acuta sono anche chiamati “pinguini spaccapietre”. E oltre a gridare sono anche particolarmente rissosi: spesso combattono tra loro per motivi futili.
© Maria Stenzel for National Geographic Magazine

Il presidente del Turkmenistan, Saparmurat Nyazov, è morto lo scorso dicembre. Nei venti anni di presidenza ha praticamente tappezzato le città con la sua effige, costruendo un vero e proprio culto della personalità. Arrivando perfino ad autodefinirsi “Turkmenbashi” (padre dei Turkmeni). Quando Nyazovera era al potere ha introdotto bizzarre leggi: era vietato ai giovani portare la barba e ascoltare la radio in macchina.
© Nicolas Righetti, Switzerland, Rezo

Lo storno (Sturnus vulgaris) è conosciuto soprattutto per le sue “scorribande” nelle città. Dove spesso si vede in stormi fare acrobazie in cielo, al crepuscolo. Ma forse è meno noto che questi volatili hanno una grandissima capacità di mimare i suoni che sentono, per esempio il verso del gatto o della rana. Alcuni esemplari in cattività sono stati capaci di riprodurre addirittura alcuni suoni umani. Ben poco li spaventa, ma quando uno del gruppo emette il grido d’allarme, tutti sono pronti a scappare in men che non si dica. Per questo a Roma hanno pensato di riprodurre artificialmente il loro '"allarme" naturale per allontanarli dalla città.
Nella foto un gruppo di storni fotografati in Algeria, durante la migrazione.
© Fayez Nureldine, Palestinian Territories, Agence France-Presse

Malgrado lo spettacolo (naturale) sia assicurato, non ci sono molti turisti che si recano alle South Sandwich Islands, che si trovano in Antartide.
Le uniche escursioni che vengono fatte da queste parti sono quelle scientifiche e i soli residenti sono i ricercatori del centro di ricerca British Antarctic Survey. L’arcipelago è formato da 11 isole interamente ricoperte di ghiaccio, la maggior parte delle quali sono vulcaniche (con vulcani ancora attivi).
E anche se, viste le condizioni climatiche, nessuno ci vuole andare a vivere, c'è chi se ne contende la sovranità: la Gran Bretagna e l'Argentina. La questione è ancora irrisolta, ma attualmente sono un territorio d'oltremare britannico.
© Maria Stenzel, for National Geographic Magazine

Un momento della competizione tra due ginnasti, il rumeno Dorin Razvan Selariu e lo svizzero Niki Boeschenstein, durante i campionati mondiali di ginnastica che si sono svolti lo scorso autunno in Danimarca. Una bella gara ma anche una bella foto, che si è aggiudicata il primo premio della categoria Sport.
© Max Rossi, Italia, Reuters

Questa foto ritrae un momento particolare della vita della foca leopardo (Hydrurga leptonyx). Il feroce predatore marino è solito appostarsi dietro i lastroni di ghiaccio che si trovano nelle gelide acque antartiche, in attesa del cibo. Non appena un pinguino si getta in acqua, infatti, lo cattura afferrandolo per le zampe.
Vive una vita abbastanza solitaria e si può dire che non ha paura di nessuno, visto che ha un solo predatore: l’orca.
© Paul Nicklen, National Geographic Magazine

Anche quest'anno si è celebrato il prestigioso premio fotogiornalistico World Press Photo e delle circa 78.000 foto arrivate da 124 Paesi, questa è la vincitrice. La foto ritrae un gruppo di giovani libanesi su una bella auto che passano in un quartiere di Beirut, devastato dai bombardamenti. È il 15 agosto del 2006 - primo giorno del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah - e migliaia di libanesi, fuggiti per la guerra, cominciano a fare ritorno nella città.
La giuria ha affermato di averla scelta per la sua capacità di mostrare le contraddizioni e la complessità della vita reale. Al fotografo Spencer Platt sono andati i 10.000 dollari del premio.
Nelle pagine successive alcune delle foto a cui sono andati i riconoscimenti previsti per le varie categorie.
© Spencer Platt, USA, Getty Images