Focus

Le migliori foto del 2005

Il fotografo canadese Finbarr ÒReilly ha vinto il World Press Photo 2006, con l'immagine della mano di un bambino premuta contro la bocca di sua madre in una centro per la "nutrizione d'emergenza" in Niger. La fotografia - ha scritto la giuria - esprime insieme "bellezza, orrore, violenza e disperazione".
Il più prestigioso premio di fotogiornalismo è stato assegnato dopo l'esame più di 80 mila immagini provenienti da fotografi professionisti di 122 nazioni.
Il premio prevede anche l'assegnazione di riconoscimenti per categoria, come potrete vedere nelle prossime foto.
Foto: © Finbarr ÒReilly/Reuters.

Giovedì 7 luglio 2005 Londra si risveglia come al solito per una normale giornata di lavoro: migliaia di impiegati e lavoratori si riversano in centro sui mezzi di trasporto pubblico della capitale inglese. Alle 8 e 50 tre bombe esplodono quasi contemporaneamente in tre treni diversi della metropolitana. Dopo poco meno di un'ora anche un autobus viene sconquassato da un'esplosione.
Muoiono 56 persone, compresi i 4 kamikaze che si sono fatti esplodere; i feriti che si riversano sulle strade uscendo dall'inferno della metropolitana, sono oltre 700. Tra questi anche l'impiegato ritratto in questa foto.
Foto: © Edmond Terakopian/Press Association.

Come in ciascuna delle 49 edizioni del World Press Photo, la maggior parte delle foto in concorso (e di quelle vincitrici) riguardano eventi drammatici e dolorosi dell'ultimo anno: guerre, carestie e disastri naturali, come quello dell'uragano Katrina che il 29 agosto si è abbattuto con venti superiori a 280 km/h sulle coste della Louisiana (USA) a pochi passi da New Orleans. La città viene quasi completamente allagata, migliaia gli sfollati, danni ovunque: le previsioni catastrofiche (30 mila decessi) fortunatamente non vengono confermate. Al 18 gennaio 2006 i morti sono 1417, ma i dispersi sono ancora 3200 e il tragico conteggio potrebbe salire ulteriormente.
I danni prodotti da Katrina sono stati stimati in oltre 63 miliardi di euro.
Foto: © Michael Appleton/New York Daily News.

Un ragazzo prega sulle vittime del massacro di Srebrenica (Bosnia), in occasione del decimo anniversario di quello che è considerato uno dei più sanguinosi stermini di massa avvenuti in Europa dai tempi della II guerra mondiale. Ai primi di luglio del 1995, la Zona Protetta dall'Onu di Srebrenica e il territorio circostante furono attaccati dall'armata serbo-bosniaca. Dopo un'offensiva durata alcuni giorni, l'11 luglio l'esercito serbo-bosniaco riuscì a entrare nella città, quasi per niente contrastato dai pochi Caschi Blu olandesi presenti. Fu un genocidio: ufficialmente i morti furono circa 7.800, sebbene alcune associazioni per gli scomparsi e le famiglie delle vittime affermano che siano stati oltre 10.000. Ad oggi circa 5000 corpi sono stati esumati, di cui appena 2000 sono stati identificati.
Foto: © Andrew Testa/Panos Pictures per il The New York Times.

Nella settimana tra il 12 e il 18 agosto 2005 inizia il piano unilaterale di smantellamento delle colonie israeliane dalla Striscia di Gaza e l'evacuazione di tutta la popolazione israeliana fortemente voluto dal premier Ariel Sharon.
L'operazione di sgombero dei coloni non è semplice. Davanti agli insediamenti, coloni e infiltrati estremisti tentano in ogni modo di impedire il trasferimento forzato: sistemano chiodi a tre punte per fermare gli automezzi addetti al trasloco, posizionano copertoni in fiamme davanti ai cancelli delle colonie e attaccano i soldati con insulti e spintoni. Quest'immagine, scattata durante i disordini, ha vinto il primo premio nella categoria reportage di attualità.
Foto: © Uriel Sinai/Getty Images.

Una donna prega per suo figlio, morto nel terremoto in Kashmir.
L'8 ottobre 2005 un terremoto di magnitudo 7,6 secondo la scala Richter colpisce il Pakistan. Il sisma si sente perfettamente anche in India e Afghanistan, ma è nel territorio del Kashmir che provoca i maggiori danni. L'entità della tragedia viene inizialmente sottostimata. Le zone colpite sono in alta montagna e difficilmente raggiungibili. Le vittime accertate sono ufficialmente 87.350.
Foto: © Jakob Dall, per la Croce Rossa danese.

Il ritorno della salma di un militare caduto in guerra è sempre un momento impressionante, soprattutto per chi ne è spettatore involontario, Nell'immagine, l'arrivo del corpo del secondo luogotenente dei Marines James Cathey all'aeroporto di Reno (Nevada, USA).
Foto: © Todd Heisler/Rocky Mountain News.

Tra le categorie premiate dal World Press Photo non mancano quelle dedicate allo sport. Il secondo posto tra le immagini d'azione sportiva c'è quella che ritrae il momento in cui il peso piuma Sidney Maluleke riceve un gancio fenomenale dal suo avversario Sello Hawong, durante un incontro nella categoria dei pesi piuma a Johannesburg, il 16 settembre 2005.
Foto: © Sydney Seshibedi/Sunday Times.

Primo premio, sport azione, reportage: il nuotatore statunitense Aaron Peirsol (medaglia d'oro alle olimpiadi di Atene del 2004 nei 100 e nei 4 x 100 misti) durante il grand prix di Santa Clara (California), 26 giugno.
Foto: © Donald Miralle, Jr/Getty Images.

Anche se personalmente la redazione di Focus.it trova difficile considerare una corrida uno sport, il World Press Photo ha premiato questa immagine, scattata durante una corrida a Medellín in Colombia, nella sezione degli approfondimenti di sport.
Foto: © Henry Agudelo/El Colombiano.

... E vivi felice. Almeno a giudicare dalla gioia incontenibile di questo spettatore, immortalato al termine di una corsa di cavalli in Australia.
Foto: © Mark & Jenny Evans.

Il primo premio per le foto singole di attualità è andata a questa toccante immagine scattata dal fotografo greco Yannis Kontos in Sierra Leone. Un ragazzo aiuta il padre a vestirsi.
Dal 1991 questo Paese è sconvolto da una sanguinosa guerra civile e da continui golpe militari. La posta in gioco è il controllo delle ricchissime minierie di diamanti. Più di 100 mila i morti e migliaia gli uomini e i ragazzi mutilati dai ribelli per impedirgli di imbracciare le armi.
Foto: © Yannis Kontos/Polaris Images.

Primo premio, temi di attualità, reportage: "Il viaggio di un emigrante" di Olivier Jobard, fotografo francese dell'agenzia Sipa Press, noto per i suoi numerosi servizi fotografici raccolti nei posti più poveri del mondo.
Foto: © Olivier Jobard/Sipa Press per Paris Match.

Non tutte le immagini premiate sono state scattate per essere pubblicate su giornali o per le grandi agenzie fotografiche. Molte delle foto che hanno partecipato (e vinto) erano state commissionate da organizzazioni non governative per le loro campagne di sensibilizzazione. È il caso di questo scatto realizzato per Human Rights Watch, una ONG che si occupa di diritti umani e lotta alla tortura. Greenpeace a sua volta ha vinto due premi per le immagini che ritraggono la siccità in Amazzonia e i devastanti effetti del disastro nucleare di Chernobyl. I due scatti sono opera, rispettivamente, di Daniel Beltra e Robert Knoth.
Foto: © Marcus Bleasdale per Human Rights Watch.

Nella categoria reportage di vita quotidiana ha vinto un fotografo free lance danese, con un portfolio fotografico sugli indigeni del Guatemala.
In tutto sono stati premiati 63 fotografi di 25 nazioni, tra cui due italiani. Paolo Pellegrin (Magnum), ha vinto per la categoria "Portraits Stories", con la foto "Vigili a Piazza San Pietro", scattata a Roma il 2 Aprile. Pellegrin ha ottenuto anche il terzo premio per la sezione "Art and Entertainment stories", con la foto "New York Fashion Week".
Massimo Mastrorillo ha invece vinto nella categoria "Nature singles" con la fotografia "Lhoknga beach dopo lo tsunami", scattata a Banda Aceh, in Indonesia.
Foto: © Jacob Aue Sobol.

Il ritratto di Mallam Gahadima Ahamadu con la sua iena Jamis, ha qualcosa di inquietante. Passeggiare tenendo al guinzaglio una iena al posto di più miti barboncini non è abitudine per le strade di Abuja, in Nigeria, dove è stata scattata la foto. Ahamadu è un membro di una compagnia viaggiante di menestrelli che attraversano la Nigeria con le loro 3 iene, 2 pitoni e 4 scimmie più o meno addestrate per intrattenere il pubblico.
Foto: © Pieter Hugo/Corbis.

Il secondo posto nella categoria dei ritratti (il primo è andato alla foto precedente) è stato assegnato a questo divertente scatto di Martin Roemer. Il fotografo olandese nel 2005 è andato a fotografare numerosi veterani della II Guerra Mondiale, compreso l'inglese Frederick Bentley, qui ritratto.
Foto: © Martin Roemers/Hollandse Hoogte/Laif Photos & Reportagen.

Nella categoria "arte e intrattenimento" uno dei premi è andato a questa foto di una commemorazione per le vittime dello tsunami in Tailandia.
Le foto dello Tsunami hanno fatto la parte del leone sia nel 2004 (la foto vincitrice era stata scattata proprio in quell'occasione), sia nel 2005. Uno dei due italiani premiati, Massimo Mastrorillo, ha vinto nella catagoria "Nature singles" con la fotografia "Lhoknga beach dopo lo tsunami", scattata a Banda Aceh, in Indonesia.

Una scuola di danza in Moldova, uno degli stati dell'ex Unione Sovietica. Primo premio tra i reportage di "arte e intrattenimento".

Sul nostro sito potete sfogliare anche le migliori foto dei 50 anni di World Press Photo nonché la selezione delle immagini vincitrici nelle edizioni del 2004 e del 2003.Foto: © Åsa Sjöström.

Nel World Press Photo poteva mancare una categoria dedicata alla Natura? Certamente no.
Il fotografo norvegese Pål Hermansen è un'istituzione nel mondo della fotografia sul ghiaccio. Suo il secondo posto nella categoria con questa foto di un orso polare, ripreso "a tavola" nell'arcipelago delle Svalbard, in Norvegia.
Foto: © Pål Hermansen per Orion Forlag/Getty Images.

Anche la foto di un tramonto può vincere, come ben sanno i lettori che partecipano ai nostri concorsi fotografici. In quest'immagine, scattata nel Parco nazionale di Kasanka, nello Zambia, il tramonto è quasi "oscurato" dai pipistrelli della frutta.
Foto: © Kieran Dodds/The Herald/Evening Times.

Il fotografo canadese Finbarr ÒReilly ha vinto il World Press Photo 2006, con l'immagine della mano di un bambino premuta contro la bocca di sua madre in una centro per la "nutrizione d'emergenza" in Niger. La fotografia - ha scritto la giuria - esprime insieme "bellezza, orrore, violenza e disperazione".
Il più prestigioso premio di fotogiornalismo è stato assegnato dopo l'esame più di 80 mila immagini provenienti da fotografi professionisti di 122 nazioni.
Il premio prevede anche l'assegnazione di riconoscimenti per categoria, come potrete vedere nelle prossime foto.
Foto: © Finbarr ÒReilly/Reuters.