Le migliori foto del 2004

L'immagine di una donna prostrata a terra, con le mani tese verso il cielo e verso la mano di un parente travolto dallo tsunami, si è aggiudicata il World Press Photo 2004, il premio di fotografia che dal 1956 viene assegnato ogni anno ai migliori "scatti" di cronaca e giornalismo.

La foto simbolo del dramma del maremoto che il 26 dicembre 2004 ha travolto il sud est asiatico è stata scattata a Cuddalore, nella provincia indiana del Tamil Nadu, due giorni dopo la tragedia. Autore dello scatto è il fotografo indiano Arko Datta, che lavora per l'agenzia Reuters. A lui andranno i 10 mila euro del primo premio.

Foto: © Arko Datta, Reuters.

Primo settembre 2004: terroristi ceceni prendono in ostaggio un'intera scuola a Beslan, nell'Ossezia del nord, una repubblica Russa. Tutti gli occhi del mondo sono puntati sulla fino ad allora sconosciuta città. Il 3 l'assalto delle forze speciali scatena la tragedia. Bilancio ufficiale: 335 morti, la maggior parte bambini e ragazzi. Oltre 200 persone risultano disperse. L'orrore viene documentato da tv e fotografi. Tra questi c'era anche Yuri Kozyrev che già lo scorso anno era stato tra i vincitori per una foto sugli effetti dei bombardamenti di Bagdad. Quest'anno si è aggiudicato il secondo posto.

Foto: © Yuri Kozyrev, Russia, Time Magazine.

Al premio hanno partecipato oltre 4 mila fotografi professionisti di 123 paesi che hanno presentato, complessivamente, circa 70 mila foto. Il riconoscimento, di 10 mila euro, sarà consegnato a il 24 aprile ad Amsterdam, dove ha sede il premio considerato da tutti il più prestigioso.
Proprio nella capitale olandese è stata scattata questa foto. Non si tratta di una nuova forma di body art, ma della protesta di un immigrato iraniano contro una recente legge che rende più difficile la concessione dell'asilo politico in Olanda: palpebre e labbra cucite per non vedere e non protestare contro la violazione dei diritti umani in altri Paesi.

Foto: © Paul Vreeker, Reuters.

Un giovane saccheggiatore, ancora bambino, sulle strade di Port-au-Prince, Haiti, è stato catturato soltanto dalle lenti del fotografo israeliano Shaul Schwarz accorso nell'isola nel marzo 2004 per documentare la rivoluzione e la guerra civile che l'ha insanguinata.
Tra i soggetti più fotografati, ovviamente, prevalgono quelli legati a episodi di cronaca drammatici. E se tra le foto 2003 la parte del leone è stata fatta dalla guerra in Iraq, tra quelle 2004, dominano lo tsunami e la tragedia nella scuola russa di Beslan.

Foto: © Shaul Schwarz, Corbis.

Il risultato di un fotomontaggio maldestro? Una foto mal riuscita? Niente affatto: pur accogliendo le foto digitali (che peraltro da anni sono la maggioranza), il World Press Photo bandisce assolutamente il ritocco fotografico che imperversa in altre situazioni.
Nel caso di questa foto, si tratta invece di un insolito effetto di riflessi raccolto durante un servizio fotografico sugli zingari dell'Est europeo svolto per la rivista Geo.

Foto: © Jan Grarup, Politiken/Rapho per Geo Germania.

L'Africa non risparmia storie e situazioni terribili. L'ennesima tragedia si sta consumando nel Sudan. Il regime arabo-islamico sta combattendo una lotta sempre più feroce contro le popolazioni a maggioranza cristiana del Darfur, nel sud del Paese. Settantamila i morti, un milione e mezzo i profughi in fuga dai villaggi verso il Ciad. L'emergenza umanitaria finalmente attira anche l'attenzione dell'Occidente: Amnesty International denuncia le violenze e le torture. E i migliori fotografi si recano sul posto per documentare il dramma. Tra loro James Nachtwey (vincitore nella categoria "temi contemporanei" con questa foto) e Adam Nadel, autore di questo ritratto.

Foto: © Adam Nadel, Polaris Images.

Nel 2003 le immagini della guerra in Iraq avevano vinto a mani basse in molte delle categorie in cui è organizzato il premio (in tutto sono 10). Quest'anno meno, sebbene le foto inviate dal campo di guerra sono state pur sempre numerosissime. Tra queste la foto di un soldato statunitense pronto a tendere un agguato.
La giuria ha premiato in tutto 59 fotografi provenienti da 24 nazioni. Tra questi anche cinque italiani. Gli scatti di alcuni di essi si trovano tra le prossime foto.

Foto: © David Robert Swanson, Philadelphia Inquirer.

Il 2004 è stato anche l'anno della corsa alla Casa Bianca. Un'appassionante lotta combattuta a colpi di comizi, confronti televisivi e ricerca di consensi tra George W. Bush e lo sfidante democratico John F. Kerry. La lunga campagna elettorale è costata almeno 3,9 miliardi di dollari, pari a 2,94 miliardi (e non milioni) di euro.
Un nutrito gruppo di fotografi ha documentato quasi ogni istante della campagna elettorale, raccontando lo stress e la fatica dei candidati e il tifo degli elettori. Che il 2 novembre hanno riscelto il presidente uscente Bush.

Foto: © Christopher Morris, VII per Time Magazine.

Non manca la natura tra le 10 categorie del World Press Photo. In tutto sei foto premiate di cui questa è la più allegra: alcuni bambini giocano tra uno stormo di locuste a Dakar, in Senegal. Il resto delle immagini si concentra di più sui fenomeni naturali, sempre impressionanti e spesso devastanti (vedi foto seguenti).
Tutti i 59 scatti premiati saranno in mostra anche in Italia: dal 5 al 29 maggio 2005 a Milano, presso la Galleria Carla Sozzani, Corso Como 10. E a Roma (Museo di Roma in Trastevere, Piazza S. Egidio 1/B) dal 6 al 29 maggio 2005.

Foto: © Pierre Holtz, Reuters.

Il primo premio nella categoria Natura è andata a questa impressionante immagine di una tempesta di sabbia in Ciad. Dal Sahara si alzano ogni anno almeno 500 milioni di tonnellate di polvere. E una buona parte, attraverso l'Oceano, raggiunge il Sud America e concima l'Amazzonia.
Tempeste altrettanto furiose e potenti (se non di più) sono state osservate su Marte (scopri analogie e differenze tra il nostro e il pianeta rosso). I due Rover statunitensi, atterrati all'inizio del 2004, continuano imperterriti la loro missione, grazie anche al vento marziano, che ha spazzato la polvere che si era accumulata sui pannelli solari.

Foto: © Jahi Chikwendiu, The Washington Post.

I tornado arrivano all'improvviso e con una violenza inaudita: edifici rasi al suolo, alberi secolari sradicati e automobili che volano. Nell'epicentro il vento raggiunge infatti i 600 chilometri l'ora e l'aria ha una pressione bassissima.
Per fortuna hanno un'ampiezza relativamente bassa (300 metri) e coprono di solito brevi tragitti (30 Km). Ma per chi si trova lungo il percorso è meglio a scansarsi velocemente, come la persona ritratta in questa foto. Ben più difficile trovare pace quando ci si trova sulla strada di un uragano. Ma qual è la differenza tra i due fenomeni? Chi non è sicuro, controlli qui.

Foto: © Carsten Peter, National Geographic Magazine.

A vederlo sembra un dedalo fosforescente, simile a quelli raccolti in una fotogallery sui labirinti. Ma a dipingerlo non è stata la mano dell'uomo, ma il vento solare con le sue particelle. Si tratta infatti di un aurora boreale "catturata" dal fotografo francese Eric Travers. Questo fenomeno atmosferico è causato dalle tempeste solari che riversano nello spazio - e verso la Terra - massicce dosi di energia sotto forma di particelle. Queste, interagendo con il campo magnetico e l'atmosfera producono questo affascinante spettacolo.

Foto: © Eric Travers, Gamma.

Il primo premio nella categoria sport se l'è aggiudicato questo scatto di Bob Martin raccolto alle Paraolimpiadi di Atene durante una delle batterie dei 200 metri stile libero.
L'idea dei Giochi Paralimpici nacque nel 1948, dopo la Seconda Guerra Mondiale. I primi giochi furono però organizzati soltanto nel 1960. Vi parteciparono 400 atleti. Ad Atene sono stati 3,969 provenienti da 136 Paesi.
Sul gradino più alto la Cina che nei Giochi Olimpici si è dovuta accontentare del secondo posto alle spalle degli Stati Uniti.

Foto: © Bob Martin, Sports Illustrated.

Dopo 108 anni, i Giochi Olimpici tornano nella loro patria, ad Atene. Gli occhi di tutto il mondo sono puntati sull'evento sportivo dell'anno. Pur di vincere atleti e allenatori ricorrono a tutto: metodi di preparazione scientifici per aumentare la resistenza, scarpe per correre più veloce, tute per sudare di meno (vedi Focus file sui superman dello sport). Non mancano casi di doping, soprattutto tra gli atleti di casa. Ma le olimpiadi sono prima di ogni altra cosa una festa per atleti e sportivi, come documentano alcune delle foto più belle e più curiose.

Foto: © Donald Miralle Jr, Getty Images.

Chi ha detto che il calcio non è uno sport per femminucce? Potrebbe obiettare qualcosa il fotografo Daniel Silva Yoshisato che si è arrampicato sulle Ande per raccontare la storia delle nerborute giocatrici del Churumbamba, una squadra di calcio dilettante. Dilettanti fino a un certo punto: a giudicare dalla foto: i rigori li sanno tirare sufficientente angolati.

Foto: © Daniel Silva Yoshisato, Agence France Presse.

Adam Pretty si è aggiudicato il primo premio nella categoria Sport con questa immagine scattata alla partenza delle batterie dei 200 metri stile libero ai Giochi Olimpici di Atene.
Un vero esercito di fotografi (più di 1100, provenienti da tutto il mondo) ha seguito l'evento sportivo più importante dell'anno. Altre curiosità - sportive - sulle Olimpiadi si trovano qui.

Foto: © Adam Pretty, Getty Images.

È la fabbrica del mondo intero. E il suo potere economico inizia a fare paura. Stiamo parlando della Cina, fino a poco tempo fa considerato un Paese in via di sviluppo nel quale produrre oggetti soltanto a bassa tecnologia. Nulla di più sbagliato: la Cina, per esempio è il quarto produttore di computer del mondo. E secondo uno studio di economisti della banca d'affari Goldman Sachs, se gli attuali tassi di sviluppo continuano, tra poco meno di 40 anni dominerà l'economia mondiale. Insieme a India, Russia e Brasile. Nella foto, l'appello mattutino in una fabbrica di condizionatori a Changsha.

Foto: © Michael Wolf, Laif Photos & Reportagen per Stern.

Per realizzare un servizio di moda per il supplemento settimanale del più prestigioso quotidiano americano, il New York Times, il fotografo austriaco Alfred Seiland, si è inventato un originale metodo: appendere i vestiti, come se stessero asciugando, tra gli alberi dei parchi della Grande Mela, come viene chiamata New York. Idea brillante che gli è valsa il secondo premio nella categoria "Arte e spettacolo".
Per la cronaca, i vestiti della foto non sono alla portata di tutte le tasche: prendisole dello stilista Marc Jacobs, 1282 euro; abito da sera di chiffon di Alexander McQueen, 3367 euro.

Foto: © Alfred Seiland, The New York Times Magazine.

I più acuti osservatori non avranno mancato di notare le mani capaci come badili e le braccia pelose come mufloni.
Non si tratta dunque di una gentile signorina che si sistema per una serata romantica, ma un travestito cubano ritratto da Marcello Bonfanti, uno dei 5 fotografi italiani premiati. Gli altri sono stati Alessandro Digaetano, Francesco Zizola e Tommaso Bonaventura. E l'ultimo? Un attimo di pazienza. Lo scoprirete con la prossima foto.

Foto: © Marcello Bonfanti.

Non preoccupatevi, tornerò. Con queste parole Yasser Arafat , il 29 ottobre, lascia la Palestina. È gravemente malato e va a Parigi per curarsi. Morirà l'11 novembre. Con lui muore il simbolo della lotta del popolo palestinese. Ma la strada per una convivenza pacifica tra israeliani e palestinesi, sembra riaprirsi.
I funerali ufficiali di Arafat si svolgono al Cairo, alla presenza dei capi di Stato. A Ramallah, in seguito, la salma viene accolta dal popolo palestinese in un affollatissimo e confuso funerale popolare. Sul posto anche Paolo Pellegrin, autore di questa foto e di un servizio premiato dal World Press Photo.

Foto: © Paolo Pellegrin, Magnum Photo per Vanity Fair.

Anche l'utilizzo della tecnica del bianco e nero ha il suo fascino. Krisanne Johnson la utilizza per raccontare la vita di una comunità di Fratelli Battisti della Vecchia Germania, una chiesa protestante americana ancorata ai valori tradizionali e restia ad accogliere qualsiasi progresso della tecnica. Come le comunità Amish, vivono ancora come se fossimo nel '800.

Foto: © Krisanne Johnson per US News & World Report.

Il nostro viaggio tra le foto più belle del 2004 si conclude nella stanza o meglio, nella cella di un ospedale psichiatrico nel Bangladesh.

Foto: © Shoeb Faruquee, Drik Picture Library.

L'immagine di una donna prostrata a terra, con le mani tese verso il cielo e verso la mano di un parente travolto dallo tsunami, si è aggiudicata il World Press Photo 2004, il premio di fotografia che dal 1956 viene assegnato ogni anno ai migliori "scatti" di cronaca e giornalismo.

La foto simbolo del dramma del maremoto che il 26 dicembre 2004 ha travolto il sud est asiatico è stata scattata a Cuddalore, nella provincia indiana del Tamil Nadu, due giorni dopo la tragedia. Autore dello scatto è il fotografo indiano Arko Datta, che lavora per l'agenzia Reuters. A lui andranno i 10 mila euro del primo premio.

Foto: © Arko Datta, Reuters.