Focus

Le migliori foto del 2003

Una foto della guerra in Iraq ha vinto il World Press Photo 2003, il premio di fotografia assegnato ogni anno ai migliori "scatti" di cronaca e giornalismo. Ritrae un raro momento di tenerezza nel dramma della guerra. A un uomo catturato dalle forze statunitense e imprigionato con un sacco in testa è stato permesso si stare un po' con il figlio di 4 anni, anche lui prelevato dai soldati con il papà. L'autore è il fotografo francese Jean-Marc Bouju, già vincitore di diversi premi Pulitzer (il premio mondiale per giornalisti e fotoreporter). Bouju non è riuscito a capire il nome del prigioniero e non sa dove oggi si trovino lui e il bambino.
© Jean-Marc Bouju/AP.

Potrebbe sembrare un fotomontaggio digitale, mentre in realtà è un curioso gioco di riflessi quello colto dall'obbiettivo di Bruno Steven in un Cafè della via Rashid a Bagdad. Delle oltre 63 mila foto in concorso, più dell'80 per cento erano digitali (l'anno precedente soltanto il 69), segno che la nuova tecnologia è ormai diventata uno standard. Ma nessuna delle immagini era il risultato di un ritocco fotografico, come avviene in altri ambiti (i calendari), o come si è scoperto nel caso di uno spregiudicato fotoreporter inviato in Iraq da un quotidiano statunitense.
© Bruno Stevens/Cosmos.

La giuria del premio è solita riunirsi per ben 10 giorni per esprimere il proprio verdetto su 10 differenti categorie che spaziano dalla cronaca, alla vita comune, alla natura e anche allo sport. Come nel caso di questo tuffo in piscina.
I reportage di guerra e dalle zone di crisi fanno la parte del leone tra le foto in concorso (e anche premiate): la guerra in Iraq, la guerra civile in Liberia e in altre zone calde dell'Africa, il terremoto in Iran, il terrorismo nel mondo e in Israele. Immagini crude, realistiche, brutali che possono urtare la sensibilità di molti. Per questo soltanto alla fine della nostra fotogallery ne pubblicheremo una piccola selezione.
© Craig Golding/The Sydney Morning Herald

Il primo premio per un servizio fotografico completo della categoria naturalistica è andato al fotografo canadese Paul Nicklen che ha documentato la vita dei salmoni atlantici per il National Geographic. Come noto, la vita del salmone non è affatto facile: diventano adulti in mare e risalgono i fiumi per deporvi le uova e garantire alla prole un acqua molto ossigenata e dolce. Il viaggio può essere lungo anche 4800 km (durante il quale non mangiano). Alla fine del viaggio le femmine depongono le uova (1000-2000 per ogni kg di peso) che dopo 2-3 mesi di incubazione si schiudono. Solo allora, spossati, i salmoni si lasciano trasportare in mare dalla corrente. È il momento in cui sono più vulnerabili e vittime pertanto di predatori e secche.
© Paul Nicklen per National Geographic Magazine.

Disastri ambientali, alluvioni, terremoti non mancano nel ricco panorama delle foto del 2003 che verrà ricordato anche per gli incendi che hanno sconvolto gli Stati Uniti durante l'estate. In particolare quelli della California, dove sono andati in fumo migliaia di ettari nella Foresta nazionale delle sequoie. Mark Zaleski era lì per documentare il pericoloso lavoro di volontari e vigili del fuoco impegnati a domare le fiamme.
© Mark Zaleski/The Press-Enterprise.

"Scusate se esisto", sembra dire Yannick Bru, pilone della nazionale francese di rugby. Nonostante i suoi 180 centimetri d'altezza e i 90 chilogrammi di peso, è scivolato a testa in giù durante una partita dei campionati del mondo di rugby disputati nel novembre 2003 in Australia e vinti dall'Inghilterra.
La fisicità della disciplina impone ampie fasciature da mummia per proteggere caviglie, dita, polsi, spalle, testa e ginocchia per evitare infortuni. Le prime linee sono solite incerottarsi anche le orecchie con nastro adesivo per tenerle ben accostate alla testa ed evitare ferite in mischia.
Per la cronaca, la Francia è giunta al quarto posto.
© Tim Clayton/The Sydney Morning Herald.

Una scuola di ballo a Melbourne in Australia ha incuriosito il fotografo australiano Tim Clayton, uno dei due maestri dell'obiettivo che hanno vinto con due fotografie (l'altra è una donna, Carolyn Cole).
I 61 premiati provengono da 23 Paesi diversi. Tra questi c'è anche un italiano, Dario Mitidieri, che lavora per un'agenzia statunitense. I suoi scatti delle fosse comuni in Iraq gli hanno guadagnato il terzo premio nella categoria delle notizie di attualità. In gara 4.176 fotografi professionisti da 124 Paesi. Un record.
© Tim Clayton/The Sydney Morning Herald.

Non sono attraenti come lo erano al tempo le gemelle Kessler. E forse anche il passo di danza non è all'altezza neppure di una ballerina di varietà. Certamente non lo sono i vestiti, troppo lunghi e decisamente poco sexy. Ma l'originale ritratto di Mary Ellen Mark, una fotografa freelance americana, ha vinto il primo premio nella categoria arte e spettacolo. L'immagine fa parte di un reportage sul Twinsburg Festival, il più grande raduno di gemelli che si svolge negli Stati Uniti. Si svolge ogni anno nel primo fine settimana di agosto nella cittadina di Twinsburg che in italiano suonerebbe come "città dei gemelli".
© Mary Ellen Mark.

Sembra un gruppo di vecchiette che si ritrovano - come ogni sabato, alla solita ora - a prendere il tè e a chiacchierare. E invece sono un gruppo di fanatici del Rock & Roll, in gergo rockabilly, ritratti dal fotografo danese Erik Refner.
© Erik Refner/Berlingske Tidende/Rapho.

La burocrazia non è soltanto una piaga italiana, ma sembra affliggere anche altri Paesi. Non ultima l'India, come testimonia il ritratto di una impiegata nel suo ufficio invaso da carte e faldoni.
La premiazione del vincitore al quale oltre alla gloria andrà anche un assegno di 10.000 euro, avverrà il 25 aprile ad Amsterdam. Seguirà una mostra di tutti gli scatti premiati che verrà portata in più Paesi. In Italia, sarà a Milano, presso l'agenzia Grazia Neri, ma la data non è stata ancora fissata.
© Jan Banning/Laif Photos per M Magazine/NRC Handelsblad.

Il presidente statunitense George W. Bush e quello inglese Tony Blair ritratti durante uno dei numerosi incontri che hanno avuto nel 2003. I due leader hanno guidato i loro Paesi in un momento di grande crisi mondiale, di lotta al terrorismo e soprattutto di guerra.
La maggior parte delle immagini premiate provengono proprio da zone di guerre nuove, dimenticate o anche sconosciute per la gran parte dell'opinione pubblica occidentale. Le pagine seguenti mostrano una piccola selezione di queste foto. Per la loro crudezza, non sono adatte a un pubblico sensibile.
© Nick Danziger/NB Pictures per Saturday Times Magazine.

La guerra civile che ha insanguinato per anni la Sierra Leone è una delle più terribili e insanguinate del continente africano. A dividere il Paese ci sono gli interessi economici per le miniere di diamanti, tra le più ricche del mondo. Il conflitto non risparmia neppure i più giovani, vittime delle mine antiuomo o mutilate dalla fazione avversaria: per evitare a ragazzi e bambini di imbracciare i fucili e correre in guerra i guerriglieri ricorrono all'amputazione di mani e gambe.
Ma la voglia di vivere non si ferma come testimonia la squadra di calcio di ragazzi amputati ritratta dallo statunitense Adam Nadel.
© Adam Nadel per The Christian Science Monitor.

Il fotografo russo Yuri Kozyrev, lavora nelle zone di guerra fin dal 1986. Nella primavera del 2003 Kozyrev si trasferisce per alcuni mesi in Iraq a seguire il conflitto per il settimanale Time. Le sue foto sono tra le più impressionanti. Come questa. In aprile, durante i bombardamenti sulla capitale irachena, Kozyrev visita gli ospedali. In uno trova il piccolo Ali Ismail Abbas, 12 anni, accudito da una lontana zia. Una bomba ha colpito la sua casa e ucciso tutta la sua famiglia. Lui è l'unico superstite, ma ancora non lo sa. Ha perso le braccia ed è gravemente ustionato. Quando scoprirà la verità chiederà di lasciarlo morire. La sua storia ha fatto il giro del mondo, causando un'onda di aiuti e solidarietà. Nel frattempo Ali è stato operato in Europa.
© Yuri Kozyrev/Time Magazine.

Una famiglia disperata per la morte di alcuni parenti piange per le strade di Bagdad. La guerra in Iraq, il terrorismo in Israele e le rappresaglie nei territori occupati, il terremoto in Iraq e le guerre civili che insanguinano l'Africa sono stati tra i soggetti più fotografati. E anche tra quelli premiati.
© Carolyn Cole/Los Angeles Times.

Sembrano addormentati. Piombati nel sonno, esausti dopo un pomeriggio di giochi spensierati. Portati a casa, in braccio dal papà per metterli a letto. Invece sono morti poche ore prima, sotto le macerie della loro casa a Bam, in Iran, distrutta dal terribile terremoto del 27 dicembre 2003. E il loro papà li sta portando a seppellire.
© Atta Kenare/AFP.

Una foto della guerra in Iraq ha vinto il World Press Photo 2003, il premio di fotografia assegnato ogni anno ai migliori "scatti" di cronaca e giornalismo. Ritrae un raro momento di tenerezza nel dramma della guerra. A un uomo catturato dalle forze statunitense e imprigionato con un sacco in testa è stato permesso si stare un po' con il figlio di 4 anni, anche lui prelevato dai soldati con il papà. L'autore è il fotografo francese Jean-Marc Bouju, già vincitore di diversi premi Pulitzer (il premio mondiale per giornalisti e fotoreporter). Bouju non è riuscito a capire il nome del prigioniero e non sa dove oggi si trovino lui e il bambino.
© Jean-Marc Bouju/AP.